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mercoledì 25 luglio 2018

Sergio Marchionne è morto. Addio al manager che cambiò Fiat.

Il manager si è spento nella clinica di Zurigo dove era ricoverato da diverse settimane. Elkann: 'Coltiveremo i suoi valori'.
Addio a Sergio Marchionne. Il manager è morto a Zurigo, nella clinica dove era ricoverato da fine giugno. Accanto a lui la compagna Manuela Battezzato e i figli Alessio e Tyler. "E' accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l'uomo e l'amico, se n'è andato", ha detto John Elkann, presidente di Exor, la holding della famiglia, annunciando la morte dell'ex amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne. "Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell'esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore". 
Fca è piatta in Borsa dopo l'annuncio della morte dell'ex a.d Sergio Marchionne a Zurigo all'ospedale universitario. Il titolo del gruppo che oggi svela anche i conti, segna un -0,12% a 16,53 euro. Anche Exor è poco mossa (-0,04% a 55,56 euro). Ferrari perde l'1,66% a 112,45 euro. Cnh segna un +0,33% a 9 euro.
Nato a Chieti 66 anni fa, figlio di un maresciallo dei Carbinieri. Studi in Canada (tre lauree in Filosofia, Economia, Giurisprudenza e master in Business Administration), domicilio in Svizzera, due figli, Marchionne, l'uomo dal maglioncino nero, ha vissuto gli ultimi anni tra Torino e Detroit, guidando la 'rivoluzione' che ha portato in Borsa Cnh Industrial e Ferrari.
Un manager al centro anche delle relazioni politiche mondiali, da Obama a Trump, che in Italia ha respinto l'invito di Silvio Berlusconi a candidarsi con il centrodestra e ha avuto una lunga luna di miele con l'ex premier Matteo Renzi dal quale ha poi preso le distanze.
A Torino Marchionne lo aveva portato Umberto Agnelli, che lo aveva conosciuto in Sgs e lo aveva voluto nel consiglio di amministrazione. Il primo giugno 2004, pochi giorni dopo la morte di Umberto, è l'uomo scelto per guidare la rinascita, con Luca di Montezemolo presidente e John Elkann vicepresidente
Grande fumatore fino a qualche mese fa, Marchionne, appassionato di jazz e lirica ma anche di cantautori come De André, è l'uomo dal look casual. L'abito formale non l'ha mai amato. Nessun dress code rigoroso neppure agli appuntamenti ufficiali, come la visita della Merkel a Maranello. Il suo preferito è il pullover nero a girocollo, comprato in serie su internet. Niente mondanità, meglio un libro o una buona cena, l'attesa di una vita più normale con la sua compagna Manuela che è rimasta fino alla fine accanto a lui. "Marchionne lascerà un copione o istruzioni? Non ci sono copioni. Fca è un insieme di culture e di manager nati dalle avversità", sono le sue ultime parole a Balocco.
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sabato 9 dicembre 2017

Ciao Lando !

E' morto Lando Fiorini: il popolare cantante e attore romano, che avrebbe compiuto 80 anni a gennaio, era malato da tempo. Sposato dal 1964 con Anna Ghezzi, lascia due figli, Francesco (che da tempo ha preso le redini del locale Puff, fondato a Roma dal padre) e Carola. 
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giovedì 14 luglio 2016

Ci ha lasciati un grande uomo, un grande esempio, un grande amico. Ciao Annibale.

È morto lo storico sarto dei Papi

Addio ad Annibale Gammarelli contitolare della ditta di via di Santa Chiara Confezionò abiti talari a Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI


Se ne è andato l’ultimo sarto del Papa. È morto martedì 12 luglio Annibale Gammarelli, contitolare della storica sartoria di abiti ecclesiastici in via di Santa Chiara, a due passi dal Pantheon, che realizza, tra le altre, le vesti dei Pontefici.
Il negozio, con laboratorio sartoriale al proprio interno, vanta una tradizione più che secolare. Fondato nel 1798 ha servito ben 12 Pontefici: da Pio IX a Papa Francesco. Le sapienti mani della famiglia Gammarelli hanno tagliato su misura abiti talari e soddisfatto desideri dei discendenti in Terra di San Pietro. Come quando Papa Giovanni XXIII chiamò Annibale e gli disse: «Gammarelli, vorrei un camauro. Mio zio - racconterà negli anni successivi il nipote Lorenzo - cadde dalle nuvole. Non non si dice mai un "no" ad un desiderio del Papa e dunque rispose: senz'altro, Santità , provvederemo immediatamente. Mio zio aveva una vaga idea di ciò che era un camauro e soprattutto non sapeva dove cominciare per confezionarlo e se a Roma c’erano artigiani in grado di soddisfare la curiosa richiesta. Dopo avere consultato enciclopedie di vario tipo si accorse che il camauro era molto ben documentato dal punto di vista figurativo, ma rimaneva il problema di come farlo e chi lo potesse fare. Fu presto risolto avendo in negozio il velluto del colore adatto ed una manodopera specializzata. Il tutto per la completa soddisfazione del Papa buono e l’orgoglio di avere esaudito un desiderio del Pontefice. In seguito è stato di nuovo confezionato per Sua Santità Benedetto XVI ma non in velluto rosso bensì in damasco bianco, da indossare nel periodo pasquale».
All’interno della bottega della famiglia Gammarelli sono stati confezionati innumerevoli abiti talari, non solo per i Papi ma anche per cardinali e monsignori di tutto il mondo. I negozi di abiti talari non sono numerosi ma si trovano anche a Milano, Firenze e Napoli.
Non mancano neppure all’estero ma quelli di Roma in particolare sono considerati più «alla moda». Per restare in tema di moda, ad esempio Giovanni Paolo II preferiva lo zuccotto più piccolo e tanti si adeguarono; così come Benedetto XVI rispolverò l’uso delle mozzetta rossa bordata di pelliccia indicando a vescovi e cardinali più rigore nel vestire. Abiti dal bianco avorio, al rosso ponsò dei cardinali, dal paonazzo dei vescovi al nero sacerdotale, il made in Italy fa tendenza anche tra gli uomini di Dio e non deve sorprendere una punta di ingenua vanità. Il cavallo di battaglia e fiore all’occhiello della bottega resta l’intramontabile abito talare bianco di satin di lana, la fascia di seta pura marezzata, una mozzetta rossa come le scarpe in vacchetta. È la divisa che nella sartoria ecclesiastica prepara, prima di ogni conclave, in tre esemplari - misura piccola, media e large, come da tradizione - per l’elezione del nuovo Pontefice.
Tessuti naturali, al bando zip o automatici. Qui la tradizione è sacra: esclusivamente asole e bottoni. I Gammarelli trattano anche con cardinali e vescovi consapevoli di un privilegio che esige riservatezza e compostezza.
Cattolici, lettori dell’Osservatore Romano per essere informati delle vicende d’Oltretevere, hanno servito il Papa anche come mazzieri ovvero, guardie del corpo di Sua Santità. Un’investitura dal significato simbolico e devozionale che ha investito anche Annibale, quinta generazione di questa storica famiglia. Ora toccherà alla sesta, con il nipote Lorenzo, che già lavora all’interno della ditta inserita, nel 2000, nell’elenco dei Negozi Storici di Roma, ed è probabilmente la più antica ditta della città ad essere ancora gestita da discendenti diretti del fondatore. L’Osservatore Romano, nell’edizione di domani (oggi ndr ), ne pubblica il necrologio: «Il giorno 12 luglio è mancato improvvisamente il Commendatore Annibale Gammarelli che si è ricongiunto ai suoi carissimi figli Marco e Nicola nella casa del Signore. Ne danno il triste annuncio la moglie Stefania, i figli Alessia con Martin, Stefano Paolo con Ilaria e le amate nipotine Veronica e Sofia. Il funerale sarà celebrato il giorno 14 luglio alle ore 10 presso la Parrocchia del Preziosissimo Sangue, via Flaminia Vecchia, 732».

domenica 19 aprile 2015

Proprio Oggi ero in Visita alla Sinagoga e al Museo - Giancarlo Bertollini.

E' morto oggi a Roma l'ex rabbino della comunità ebraica di Roma Elio Toaff dopo una lunga malattia. 
Nato il 30 aprile 1915, era considerato la massima autorità spirituale e morale ebraica in Italia dal secondo dopoguerra sino ai primi anni duemila. Storico l'incontro di Toaff con Giovanni Paolo II alla Sinagoga di Roma. I funerali dell'ex rabbino capo di Roma dovrebbero svolgersi domani pomeriggio a Livorno. Lo si apprende da fonti della comunità ebraica di Roma.
Riccardo Pacifici. «Un grande della storia, un gigante». Così il presidente della comunità ebraica romana Riccardo Pacifici ha definito l'ex rabbino capo di Roma Elio Toaff morto stasera. «Un uomo che ha fatto la resistenza e ha ridato orgoglio alle nostre comunità. Un uomo del risorgimento ebraico romano ed italiano», ha aggiunto Pacifici.
Il premier Renzi. «Un pensiero carico di gratitudine e affetto per il rabbino Elio Toaff, grandissimo italiano e uomo simbolo della comunità ebraica». Lo scrive su Twitter il premier Matteo Renzi, dopo aver appreso la notizia della morte di Toaff.
Ignazio Marino. «Voglio esprimere il mio cordoglio e quello di tutta la città per la scomparsa di Elio Toaff. Un uomo di grande valore che ha dedicato la sua vita alla spiritualità, al dialogo interreligioso, alla memoria e alla conoscenza. Indimenticabile il suo rapporto con Papa Giovanni Paolo II. Nel dopoguerra ha avuto il difficile compito di guidare le comunità ebraiche italiane, restituendo la speranza agli uomini e alle donne che avevano perso tutto e vissuto l'orrore e la barbarie del nazifascismo. Tutti abbiamo inoltre apprezzato la sua straordinaria capacità nel guidare la Comunità Ebraica di Roma. Ha dimostrato in più occasioni di amare profondamente la nostra città. Un affetto ricambiato. Nel 2001, infatti, gli fu conferita la cittadinanza onoraria. Mi stringo dunque con affetto ai suoi cari e a tutta la Comunità Ebraica. Dedicheremo questi momenti al ricordo di una persona che ha contribuito a rendere migliore la nostra città e il nostro Paese». È quanto dichiara in una nota il Sindaco di Roma Ignazio Marino. 
Roberto Gattegna. «Piangiamo in queste ore la scomparsa di un uomo straordinario. Un punto di riferimento, un leader, una guida spirituale in grado di segnare il suo tempo e il tempo delle generazioni che ancora verranno». Lo ha detto il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna. «I gesti e gli insegnamenti che hanno caratterizzato il magistero e la lunga vita di rav Toaff - ha aggiunto - rappresentano infatti uno dei momenti più alti nella storia, non solo dell'ebraismo italiano ma dell'umanità intera».
Giovanni Toti. «Storica la visita in Sinagoga con Giovanni Paolo II. Toaff rabbino emerito della comunità ebraica è stato un pilastro dei nostri tempi». Lo scrive su Twitter Giovanni Toti, consigliere politico di Fi commentando la morte di Toaff. 

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venerdì 2 maggio 2014

Da Sloviansk a Odessa: guerra nei cieli e scontri in piazza.

Morte in Ucraina - Copertura in Tempo Reale - Cliccate QUI !
ultimo aggiornamento: 02 maggio, ore 19:32
Kiev - (Adnkronos/Ign) - Le forze militari di Kiev hanno lanciato un'offensiva per riprendere il controllo della città orientalein mano ai separatisti filorussi. Abbattuti due elicotteri, due piloti morti e uno preso in ostaggio. Molti i soldati feriti.Battaglia nelle strade della città sul Mar Nero: un morto, oltre dieci feriti. Putin: "Distrutti gli accordi di Ginevra". Obama: ''Kiev ha diritto ad applicare legge e ordine sul suo territorio''. E con Merkel: ''Nuove sanzioni a Mosca se situazione non cambia''. Scattate le nuove sanzioni alla Russia per la crisi ucraina, Mosca a Ue: "Vergogna, è a rimorchio Usa". 

mercoledì 12 marzo 2014

Passato e Presente. Quali sono i dittatori che hanno ucciso più persone?

Il primo è Mao, seguito da Stalin e Hitler.
Spesso quando pensiamo ad un dittatore balza alla mente il nome di Adolf Hitler. Ma nella storia dell’umanità si sono susseguiti tanti tiranni e a giudicare dall’infografica qui accanto, intitolata “Which dictator killed the most people?”, il “Fuhrer” non è stato quello ad aver mietuto più vittime.
In prima posizione infatti c’è Mao Tse-Tung: l’ex presidente del Partito Comunista Cinese, dal 1943 al 1976 è stato responsabile della morte di 78 milioni di persone. Dopo di lui, con 23 milioni di morti, c’è Josif Stalin, segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica dal 1922 al 1953.
Adolf Hitler invece è terzo, con 17 milioni di vittime 11 anni. Dopo di lui un dittatore che in pochi ricordano, nonostante la sua crudeltà. Si tratta di Re Leopoldo II del Belgio, che dal 1865 al 1909 uccise circa 15 milioni di congolesi. Numeri che fanno venire i brividi. Anche se poco importa, in fondo, chi sta prima dell’altro, poiché non bastano dei semplici numeri per descrivere la vergognosa storia di un dittatore. 

Fonte: IL NUMERO ZERO

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venerdì 6 dicembre 2013

Sudafrica: é morto Nelson Mandela

Funerali Stato e lutto nazionale. 'Mondo gli sarà sempre grato'
(ANSA) - ROMA, 5 DIC - Nelson Mandela e' morto a 95 anni. Lo ha annunciato in tv il presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, aggiungendo che il suo predecessore, eroe della lotta all'apartheid, si è spento serenamente in casa a Johannesburg. 

martedì 12 novembre 2013

Nassiriya. Cerimonia di ricordo anche a Comando Isaf di Kabul


(ASCA) - Roma, 12 nov - Dieci anni dopo, con una cerimonia sobria ma molto sentita da tutti, i militari italiani di stanza al comando Isaf a Kabul si sono raccolti in ricordo dei caduti della strage di Nassiriya.
“Oggi e’ una data dolorosa - ha detto il generale di corpo d’armata Giorgio Battisti, capo di stato maggiore della forza internazionale e Italian Senior National Representative parlando ai presenti - che ricorda, nel suo decimo anniversario, i nostri connazionali caduti in terra irachena. E’ doveroso ricordare loro e anche tutti gli altri caduti che le Forze Armate italiane hanno avuto negli anni nelle varie missioni internazionali. Noi tutti dobbiamo rammentare - ha quindi proseguito Battisti - che indossando la divisa siamo chiamati a onorare il nome dell’Italia nel mondo anche a costo della nostra vita”.
“Dobbiamo stringerci - ha continuato il generale, - in un grande abbraccio alle famiglie di questi morti: mogli, madri, padri, fratelli, figli che sono stati privati dell’affetto e del sostegno dei propri cari. Queste persone sono dei veri e propri eroi con la dignità del loro comportamento sono un esempio per tutti noi”.

Questa è una notizia dell’agenzia Asca.

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venerdì 11 ottobre 2013

La fine di una Pagina Orribile !




giovedì 22 agosto 2013

Morto Giancarlo Bornigia, fondatore del Piper e del Gilda e re delle notti romane

ROMA - E' morto Giancarlo Bornigia, fondatore del Piper, discoteca diventata una delle icone del boom italiano degli anni '60, e re delle notti romane.

Bornigia, che avrebbe compiuto 83 anni il prossimo 29 settembre, è scomparso la scorsa notte per un arresto cardiaco al Policlinico Umberto I di Roma. Era stato ricoverato al Policlinico due giorni fa per problemi al cuore. Il funerale si svolgerà lunedì 26 agosto, alle 11, nella chiesa di Santa Chiara, in piazza dei Giochi Delfici. 

Fonte: IL MESSAGGERO - Articolo Completo QUI

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domenica 28 luglio 2013

E' morto Ersilio Tonini, il cardinale buono Amava Socrate e Platone, aveva 99 anni

Nel suo ultimo intervento aveva detto: 

«Il giornalismo italiano e mondiale o è profeta o è niente!»

PER APPROFONDIRE tagersilio toninicardinalemorte
Ersilio Tonini
RAVENNA - Il cardinale Ersilio Tonini è morto la scorsa notte, verso le 2, all'Opera Santa Teresa di Ravenna, dove alloggiava da molti anni. Il decesso è sopravvenuto per complicazioni nelle ultime ore alle sue condizioni. Aveva compiuto 99 anni il 20 luglio.

All'Opera di Santa Teresa di Ravenna si sta preparando la camera ardente per il cardinale Ersilio Tonini. L'intenzione dei responsabili dell'Istituto è quella di aprire prima possibile la camera ardente, nella Chiesa di Santa Teresa, per poter accogliere le molte persone che chiedono di poter dare l'ultimo saluto al cardinale. I funerali dovrebbero essere celebrati martedì nel Duomo di Ravenna.

Il cardinale Ersilio Tonini era lucido la scorsa notte, negli ultimi istanti della sua vita. «Ha pregato e ha detto 'voletevi bene, io devo tornare dal Padre miò», ha riferito suor Virginia, che fino all'ultimo lo ha assistito nel suo alloggio assieme alle infermiere. «L'amore è la cosa più importante nella vita», ha detto ancora il porporato. Ieri il card.Tonini aveva passato una giornata agitata, ma la scorsa notte era calmo, sereno e consapevole - ha aggiunto suor Virginia - che la sua vita si stava spegnendo. 


martedì 25 giugno 2013

Morto Emilio Colombo, ultimo costituente

Emilio Colombo
E' morto questa sera a Roma il Senatore a vita Emilio Colombo, in passato presidente del Parlamento Europeo, presidente del Consiglio e più volte ministro. Aveva 93 anni ed era l'ultimo costituente ancora in vita.
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Nato a Potenza l'11 aprile 1920, Emilio Colombo ha attraversato da protagonista tutta la storia politica italiana del Secondo Dopoguerra e anche parte di quella europea, ricoprendo incarichi di primissimo piano - fino alla nomina a senatore a vita, nel gennaio del 2003, per decisione dell'allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi - ma senza mai interrompere un legame con la sua città e la sua regione - la Basilicata - che ne hanno fatto il "dominus" quasi incontrastato per decenni. Laureato in giurisprudenza e proveniente dalla Gioventù di Azione Cattolica - in quel periodo storico autentica "fucina" di uomini che hanno guidato l'Italia o hanno avuto responsabilità in settori importanti del Paese - Colombo fu eletto all'Assemblea Costituente a 26 anni, con poco meno di 21 mila voti di preferenza. Nel 1948 fu poi eletto deputato, con oltre il doppio dei voti ottenuti due anni prima: è il decollo definitivo di una carriera che lo porterà, nell'agosto del 1970, a diventare Presidente del Consiglio, incarico che conserverà fino al febbraio del 1972. Prima era stato varie volte ministro (Agricoltura e foreste, Industria e commercio, Commercio, Tesoro, Esteri) e sottosegretario (agricoltura, lavori pubblici). In campo europeo, Colombo ebbe un ruolo nei negoziati con la Francia all'epoca della politica della "sedia vuota" inaugurata da De Gaulle: nel 1979 fu rieletto al Parlamento europeo con circa un milione di voti di preferenza. E' stato presidente del Parlamento europeo dal 1977 e fu riconfermato nel 1979, anno in cui gli fu assegnato il premio "Carlo Magno", attribuito ogni anno proprio all'uomo politico che contribuisce di più al processo d'integrazione europeo. L'unico, forse, grande "dispiacere" di una vita politica eccezionale è stata la mancata elezione al Parlamento del 2001: Colombo, candidato come indipendente con Democrazia Europea - in una fase politica molto accesa all'interno del suo schieramento - ottenne oltre undicimila voti (il 15,3 per cento). Due anni dopo, però, la nomina a senatore a vita gli restituì tutto con gli interessi. Dopo le ultime elezioni, ha guidato lui il Senato nella prima riunione. 
Fonte: ANSA

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martedì 7 maggio 2013

E' morto Arnaldo Ninchi, attore di teatro, cinema e tv. Era il Dr. Cane in Boris

E' morto Arnaldo Ninchi, attore noto per il suo impegno in teatro, cinema e tv. Iniziò a recitare nel 1959, partecipando a numerosi film per il grande e per il piccolo schermo. 
Arnaldo Ninchi è il Papa
E’ scomparso, ieri, all’età di 78 anni, Arnaldo Ninchi, noto attore di teatro, cinema e tv, nonché doppiatore. Nato a Pesaro il 17 dicembre 1935, Ninchi proviene da una famiglia da sempre vicina alla recitazione: il padre Annibale, lo zio Carlo e la cugina Ave erano attori.
La passione per la recitazione ha preso anche lui, che nel 1959 si è diplomato all'Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Inizia così la sua carriera teatrale, che lo porterà a fondare una compagnia tutta sua. Il debutto lo vede al lavoro con Vittorio Gassman, nello spettacolo “Un marziano a Roma” di Flaiano. Anche il cinema lo impegna, tanto da lavorare in film di registi come Pupi Avati, Pasquale Pozzessere e Sergio Corbucci.
La tv lo chiama con la rappresentazione di tre opere di Eduardo De Filippo, passando poi a comparire in numerose serie tv e miniserie. La prima è stata “Le pecore nere” di Giorgio Albertazzi, più di recente ha preso parte ad “Incantesimo”, “Le stagioni del cuore”, “Don Bosco”, prendendosi anche la libertà di comparire come guest-star in “Boris”, dove ha interpretato il Dr. Cane, il direttore della rete su cui va in onda “Gli occhi del cuore”, che compare solamente nella terza stagione. Più di recente, invece, ha preso parte a “L’ultimo Papa Re”, la fiction andata in onda il mese scorso su Raiuno, nella quale ha interpretato Papa Pio IX (foto).
Ma prima di diventare attore, Ninchi era un giocatore di pallacanestro promettente. Ha fatto parte della Victoria Libertas Pesaro, riuscendo ad entrare in Nazionale. Proprio la società della squadra ha rilasciato un comunicato stampa in cui ha voluto ricordarlo:

“La Victoria Libertas piange l’amico Arnaldo Ninchi. Alla famiglia le condoglianze dall'intero staff della Scavolini Banca Marche. Ciao Arnaldo!” 

I Funerali domani mattina (Mercoledì 8 maggio) ore 10e30 
nella Chiesa di S. Agnese Fuori le Mura (Piazza Annibaliano).

Fonte: TVBLOG

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