lunedì 1 marzo 2021

Logistica Integrata e inglesismi !

                    

... A beneficio della chiarezza espositiva, quanto prima illustrato viene anche definito gestione integrata della catena logistica (supply chain management). Per catena logistica (supply chain) si intende la serie di operatori economici (imprese industriali, commerciali, di servizio ecc.) che concorrono affinché le materie prime si trasformino in prodotti finiti a beneficio e servizio dei consumatori (cittadini); gli attori della catena logistica sono vincolati mediante rapporti contrattuali (per es., di tipo cliente-fornitore, di partecipazione societaria e così via). Risulta chiaro che quando la catena logistica è fortemente controllata da una sola azienda, questa riesce a predisporre e gestire la logistica secondo l’obiettivo di rendere minimi i propri costi; quando la catena si compone di aziende diverse, ognuna con una propria strategia, la gestione integrata sarà oggetto di contrattazione/collaborazione secondo i rapporti contrattuali/di mercato esistenti.

Fonte: TRECCANI 

DITELO IN ITALIANO !

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venerdì 26 febbraio 2021

ROMA: FIACCOLATA DEL VESPRO ROMANO !

Si è svolta ieri, Giovedì 25 febbraio dalle ore 18.00 in Piazza Mastai a Trastevere la magnifica e commovente FIACCOLATA DEL VESPRO ROMANO.

Nel 1798 le truppe francesi occuparono Roma con il pretesto dell’uccisione di un generale diplomatico durante una sommossa provocata dai francesi e dai giacobini romani. Il Papa venne fatto prigioniero ed esiliato, mentre nell’Urbe veniva proclamata una Repubblica sul modello di quella Francese nata dalla rivoluzione. La nuova repubblica ordinò l’abbattimento dei simboli del vecchio regime,  vietò le festività religiose, rimosse le immagini sacre in ogni angolo della città, limitò le libertà religiose e obbligò tutti i cittadini a portare al posto della croce la coccarda con i colori del tricolore giacobino, innalzando nottetempo nelle principali piazze cittadine l’albero della libertà dei rivoluzionari francesi.

Le nuove tasse, lo sradicamento forzato delle tradizioni e le vessazioni continue che i cittadini romani dovettero subire da parte degli occupanti francesi accesero nei quartieri popolari della città un risentimento che il 25 febbraio del 1798 sfociò in una piena rivolta.

Quel giorno, a Trastevere, una pattuglia di guardie civiche intimò ad alcuni giovani di togliere dalla coccarda tricolore la crocetta aggiunta quale  simbolo di identità e segno di sfida all'occupante: le guardie civiche finirono gettate nel Tevere e all'ora del Vespro scoppiò la rivolta che, al grido di  “Viva Maria”, dilagò in tutti gli altri rioni popolari: Borgo, Monti e Regola si unirono ai tumulti che infuocarono perfino i Castelli Romani. La città di Roma fu messa a ferro e fuoco per due giorni finché la cavalleria francese non riuscì a sopprimere le resistenze dei rivoltosi.

Alla memoria delle centinaia di cittadini, perlopiù di umili origini, e dei religiosi fucilati dai francesi alle porte di Piazza del Popolo e poi gettati nelle fosse comuni, l'Amministrazione di Roma  non ha mai dedicato un monumento, una via o  un ricordo qualsiasi.

Con una fiaccolata, abbiamo voluto ricordare l’orgoglio di questi Romani che si sollevarono e morirono per non rinnegare l’identità di questa città.

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giovedì 25 febbraio 2021

IL GRUPPO DEI ROMANISTI !

Nel maggio 1929 Giuseppe Ceccarelli (Ceccarius), Vitaliano Rotellini, Franco Liberati, Augusto Jandolo, Carlo Alberto Salustri (Trilussa), Ettore Petrolini, Ignazio Mascalchi e Ettore Veo, decisero di costituire un gruppo che, dopo parecchie riunioni tenute nella galleria d’antiquariato di Jandolo e presso il principe don Francesco Ruspoli, formò il nucleo di quello che nella riunione dell’8 giugno 1929 assumerà ufficialmente come nome «I Romani della Cisterna». L'associazione, per volontà espressa dei fondatori, restò tuttavia non regolamentata, anche se un gruppo ristretto (Jandolo, Liberati e Veo) funzionò da coordinatore delle iniziative e dell’ammissione dei nuovi membri. Molto presto vi furono accolti personaggi in vista dell’amministrazione comunale, come Giuseppe Bottai, governatore di Roma nel 1935-1936, nel periodo in cui erano in corso e si decidevano i grandi cantieri urbani; Antonio Muñoz, ispettore generale alle belle arti del Governatorato di Roma dal 1928 al 1944, o Aroldo Coggiati delegato municipale di Trastevere. La stampa locale dava regolarmente conto delle riunioni che si tenevano secondo un ritmo settimanale sia alla Cisterna sia presso altri esercizi pubblici. Uno degli argomenti d’interesse costante dell’associazione fu quello della conoscenza e della diffusione del dialetto romano. Nell'ottobre del 1931 Ettore Veo annunciò sul Giornale della domenica il progetto di edizione completa dei sonetti di Gioachino Belli, a cura di Giorgio Vigolo, che avrebbe visto la luce nel 1951.Sembra che grazie ai loro legami con l'amministrazione comunale, i Romani della Cisterna abbiano svolto un ruolo non trascurabile per la salvaguardia di alcuni monumenti condannati in un primo tempo a sparire in seguito ai lavori urbanistici degli anni Trenta (Sant’Omobono, San Nicola in Carcere).

IL GRUPPO OGGI !

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martedì 23 febbraio 2021

Ultime: Aggiornamenti e News.

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