Visualizzazione post con etichetta Magistratura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Magistratura. Mostra tutti i post

venerdì 1 febbraio 2019

Uniamo tutte le nostre forze o non ci salveremo !

martedì 22 gennaio 2019


Situazione Italia-Euro !

Governo, sempre Forte con i Deboli e sempre Debole con i Forti ! 
I conti sono destinati a peggiorare sempre fino al nostro fallimento, anche dissanguando completamente il popolo (e lo stanno facendo).
Se non siamo TITOLARI della Moneta non possiamo guidare ne inflazione, ne svalutazione. 
I SOLDI LI STIAMO COMPRANDO DA UN PRIVATO E NON POTREMO MAI PAGARLI PERCHÉ IL FORNITORE APPLICA UN TASSO CHE DOVREMMO PAGARE CON ALTRI SOLDI STAMPATI CON ALTRO TASSO ! 
Se poi si preferisce far finta di non capire, tentando di dare la colpa sempre all'avversario politico e mai al meccanismo perverso che ha una precisa DATA di inizio e delle chiare FIRME sugli accordi, possiamo solo augurarci di morire presto per abbreviare l'agonia !

www.studiostampa.com

lunedì 11 aprile 2016

SALVINI: se devo essere processato perché difendo gli interessi degli italiani, allora processatemi domani mattina !

Se devo essere processato perché difendo gli interessi degli italiani, allora processatemi domani mattina!
Pubblicato da Matteo Salvini su Lunedì 11 aprile 2016
www.studiostampa.com

giovedì 31 marzo 2016

Le Banche e i Governi !

Le banche, il vero cruccio di RenziLe banche, il vero cruccio del Bomba Ascoltate e condividete!
Pubblicato da Laura Ferrara su Mercoledì 30 marzo 2016
www.studiostampa.com

domenica 12 ottobre 2014

Luca Bagatin - Deformazione antimassonica: è il turno di quelli di Popoffquotidiano.it

Accadde già ai tempi del falso scandalo P2. I media, per distogliere l'attenzione dal malaffare politico dell'epoca (di maggioranza ed opposizione, che si spartivano il Potere), a chi davano la colpa ? Ai massoni ed alla Massoneria. Tanto con la Massoneria ce l'avevano già i preti e la Chiesa cattolica, sin da quando, nel XVIII secolo, la Santa Inquisizione fece torturare il poeta massone Tommaso Crudeli ed il conte Alessandro Cagliostro. Solo in quanto massoni.
E poi con i massoni ce l'avevano anche i regimi totalitari, fossero questi fascisti, nazisti o comunisti. 
Peccato che Licio Gelli ed i cosiddetti piduisti, siano stati tutti assolti con sentenze definitive nel 1994 e nel 1996, visto che non avevano complottato contro nulla e nessuno.
Anche oggi, taluni “giornalisti” in odor di massonofobia come quelli del sito Popoffquotidiano.it (si veda il link) che fanno ? Come Ferruccio De Bortoli associano il berlusc-renzismo alla Massoneria. Ma siamo seri ! Oltretutto ripubblicano gli elenchi di taluni massoni già impunemente pubblicati da “La voce delle voci”, cinque anni fa, che sono peraltro elenchi di persone onestissime che si sono - loro malgrado - trovate coinvolte nella vergognosa inchiesta di quell'Agostino Cordova che, negli Anni '90, introdusse in Italia una nuova Santa Inquisizione antimassonica e massonofobica. Che, oltre a dimostrare che un cittadino è onesto anche se è massone (e forse, visto che in Massoneria si insegna il rigore morale, lo è anche di più), si concluse nel seguente modo, come documentato anche dal saggio “Il lenzuolo del fantasma” di Bruno Auricchio, da me opportunamente recensito alcuni anni fa: la Suprema Corte di Cassazione stabilì che Agostino Cordova aveva palesemente violato la Costituzione della Repubblica Italiana agli Articoli 13 e 14, che stabiliscono che la libertà personale ed il domicilio sono inviolabili e non sono ammesse forme di detenzione, ispezione e perquisizione se non per atto motivato. Inoltre il Cordova aveva violato gli articoli 247 e 253 del codice di procedura penale.
Purtroppo, però, il danno economico per le casse dello Stato era ormai stato fatto e così il danno morale per i cittadini ingiustamente coinvolti (ovvero i massoni presenti in tale lista).
Il 23 settembre del 2003, il magistrato Cordova, sarà peraltro allontanato dal Tribunale di Napoli e giudicato inadeguato.
Che cosa vogliono dunque dimostrare questi “giornalisti” ? Nulla, se non spostare l'attenzione dell'opinione pubblica, dando la colpa - anziché ai servi della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale, ovvero alla nefasta politica (mal)affaristica italiana degli ultimi vent'anni - alla Massoneria ed ai massoni !
Davvero triste e ridicolo, se pensiamo che la Massoneria è unicamente una scuola di elevazione spiritule e morale fatta da persone comunissime che, lontane da ogni dogma politico-religioso, decidono periodicamente di riunirsi in appositi Templi per meditare attraverso lo studio e l'interiorizzazione di simboli antichissimi ed ancestrali.
Consiglio a costoro, come già suggerii alla signora Antonella Beccaria del Fatto Quotidiano ed al sig. Paolo Brogi, di leggersi in merito il mio recente saggio “Universo Massonico” (Bastogi editrice). Lì sono spiegate, con taglio giornalistico e con relative interviste a studiosi ed eminenti personalità della Libera Muratoria, non solo la storia della Massoneria e dei suoi simboli, ma anche le varie inchieste giudiziarie in odor di massonofobia. Che tanto male hanno portato a tante gente onesta, oltre che alle casse dell'erario e, quindi, ai cittadini italiani. 
Ma al Potere, purtroppo, sono rimasti i soliti politicanti da strapazzo, che solo una sana resistenza popolare e libertaria, come ai tempi del Risorgimento, può riuscire a scalzare dalle poltrone. 
Luca Bagatin










www.studiostampa.com

domenica 2 febbraio 2014

Processo Meredith, bufera sul giudice. Csm e Anm: inopportune le sue frasi. Gli avvocati di Sollecito: si riapre tutto.

Esplode la polemica dopo l'intervista del giudice Nencini al Messaggero. 
Giulia Bongiorno e Luca Maori
Annullamento della sentenza di condanna e intervento disciplinare sul magistrato. L’intervista al Messaggero di Alessandro Nencini, il presidente della Corte di Assise di Appello di Firenze che ha condannato Raffaele Sollecito e Amanda Knox per il delitto di Meredith Kercher, ha offerto un assist non da poco agli avvocati della difesa. Per Giulia Bongiorno e Luca Maori, legali di Raffaele, è «gravissimo ed inaccettabile» il fatto che Nencini «abbia commentato pubblicamente quanto accaduto nella camera di consiglio e si sia spinto a criticare la strategia difensiva di Sollecito». 

Fonte: IL MESSAGGERO - Articolo Completo QUI !

www.studiostampa.com

sabato 4 gennaio 2014

ALIVISION: UNA SINGOLARE RICHIESTA DI FALLIMENTO - Nota del Vice Presidente

Grazie per aver cliccato su questo sito.
Riteniamo la Tua opinione estremamente utile per la tutela dei valori fondamentali di competitività, innovazione e libera concorrenza, per fare in modo che le imprese straniere possano continuare ad investire in Italia creando benessere ed opportunità occupazionali.
Ti invitiamo quindi a cercare di aiutarci a capire cosa possa aver spinto la Procura della Repubblica di Roma a presentare una singolare istanza di fallimento nei confronti di Alivision Transport scarl, società controllata dall'azienda britannica Terravision, leader europeo del transfer aeroportuale.
Riportiamo il più sinteticamente possibile le circostanze che possono aiutare a comprendere questa singolare ed abnorme situazione, attendiamo di conoscere la Tua opinione.

Grazie
Yakuta Rajabali
Vice Presidente Terravision 

lunedì 23 dicembre 2013

L’amministrazione della giustizia italiana? Spartita fra le correnti dei magistrati.




domenica 15 settembre 2013

CLAMOROSO: Tutti gli Errori Giudiziari !

ESCLUSIVO - Per la prima volta tutti i numeri degli errori giudiziari

Errori giudiziari statistiche
Pubblichiamo le statistiche ufficiali complete del ministero dell’Economia e delle Finanze sugli innocenti in carcere, anno per anno, dal 1989 a oggi. In vent’anni, quasi 600 milioni di euro spesi. E l’equivalente di una città come Ascoli Piceno o Chieti in carcere senza colpa.

Ingiusta detenzione, in Sicilia 50 milioni di euro in risarcimenti

palermo palazzo di giustizia
Nell’isola si verificano circa il 15% del totale dei casi nazionali: 1500 negli ultimi 8 anni, per una media di 34 mila euro a ciascun innocente

“Mai violentata quella ragazza”: il processo si rifarà

AgatinoGiammona
Accolta la richiesta di revisione per Agatino Giammona, in carcere con sentenza definitiva dal giugno 2011, per una violenza sessuale che giura di non aver mai commesso. Decisive le nuove prove a favore dell’imprenditore siciliano, che ne dimostrerebbero l’assoluta estraneità ai fatti

Ottaviano Del Turco: vorrei vivere altri 5 anni per riabilitare il mio onore

Ottaviano-Del-Turco-Imagoeconomica
Dopo la condanna, l’ex governatore dell’Abruzzo svela di avere un tumore e paragona la sua vicenda giudiziaria a quella di Enzo Tortora

Sei stato in carcere da innocente? Raccontaci la tua storia!

interrogatorio-sala
Errorigiudiziari.com vuole raccogliere quanti più casi possibili di errori giudiziari e ingiusta detenzione, per dare voce anche a coloro cui i mass media non hanno riservato lo stesso risalto delle vicende più famose di malagiustizia

Assolto dall’accusa di sfruttamento della prostituzione, muore per virus contratto in carcere

regina-coeli-638x425
Il calvario del 23enne nigeriano inizia con l’arresto del 1 febbraio del 2011. Un errore giudiziario, come stabilirà 16 mesi dopo il Tribunale. Ma è da lì che parte la catena di eventi terminata con il suo decesso

Massacro di Ponticelli, rigettata di nuovo la revisione del processo ai tre «mostri»

Barbara e Nunzia, le bambine seviziate e uccise a Ponticelli nel 1983
Da 30 anni (di cui 27 passati in carcere) Giuseppe La Rocca, Luigi Schiavo e Ciro Imperante si dichiarano innocenti. Per la terza volta hanno chiesto la revisione del processo, ma la quarta sezione della Corte d’Appello di Roma ha respinto nuovamente la loro richiesta

Texas, sì alla legge contro gli errori giudiziari

Michael Morton Act errori giudiziari
Si chiama “Michael Morton Act”, entrerà in vigore il 1° settembre e consentirà ai difensori di avere accesso a tutti gli atti afferenti al processo, compresi gli interrogatori di polizia e le testimonianze raccolte durante le indagini

Il caso Tortora, trent’anni dopo

Enzo Tortora il giorno dell'arresto
Venticinque anni fa moriva il popolare conduttore televisivo. Cinque anni prima, nel giugno del 1983, era stato arrestato. Le accuse dei pentiti, la gogna pubblica, l’assoluzione in Cassazione, la malattia e la morte. Per quello che Giorgio Bocca definì “il più grande esempio di macelleria giudiziaria” nessuno ha mai pagato

Il cattivo detective che incastrava gli innocenti

Louis-Scarcella
La discussa carriera di Louis Scarcella, ex investigatore della polizia di New York. Prove dubbie e falsi testimoni. Riaperti 50 casi negli Stati Uniti

lunedì 26 agosto 2013

Come in Italia stampa e magistratura impongono una dittatura nel nome della democrazia

di Giorgio Fenzi

L'analisi deve sostanzialmente partire dai media.
I giornali che detengono l'80% dei lettori, sono di proprietà e comandati dal potere finanziario di questo paese, partendo dalle banche sino ad arrivare alle più ricche famiglie italiane, es: De Benedetti Della Valle, Agnelli e altri, con orientamento SINISTRA CENTRO

I giornali che sono schierati verso i partiti politici di CENTRO DESTRA il restante 20%.

Per le TV è ancora peggio, perché anche se le quote delle reti televisive potrebbero essere suddivise in modo più omogeneo considerando la divisione partitica delle reti di stato, le reti Mediaset covano molti giornalisti e commentatori che non sono certo di centro destra, ma di sinistra centro, quindi paradossalmente siamo alle stesse percentuali della carta stampata.

I giornalisti del FATTO QUOTIDIANO e di altre testate come LA REPUBBLICA e IL CORRIERE DELLA SERA per elencarne alcune,le più importanti, sono diventate un braccio armato, armato di una parola e una penna al servizio dei loro capi controllori, evidenziati in una parte cospicua della magistratura che paradossalmente si fa chiamare Magistratura Democratica, come se bastasse far riferimento alla parola democratica per essere democratici, come se le azioni e i comportamenti fossero poco importanti per determinare chi e cosa è democratico.

Tutto questo per controllare le menti di quel 80 % di lettori e ascoltatori.

OBIETTIVO: Conquistare consenso delle menti del popolo Italiano pronunciando alcune parole chiave che hanno un unico intento, quello di rendere puro e sacro chi le pronuncia:

PREGIUDICATO - CONDANNATO - INQUISITO.

Sopratutto se sentenziate nel nome della legge, che alcuni magistrati deliberano senza l'ombra della PROVA, ho un vago ricordo, una volta esisteva la Prova per condannare un soggetto inquisito.

Intendiamoci, queste parole dovrebbero consacrare qualsiasi fiamma democratica se non fossero usate da poteri assoluti, che da servitori delle stato si sono trasformati in lobby parassitarie con benefit, vitalizi e stipendi da veri regnanti, indipendenti da tutto e da tutti gli altri poteri, trasformando un potere di servizio in un potere di stampo dittatoriale.

Premesso che nessun politico e bello bravo e buono, anzi spesso ha qualche scheletro nell'armadio, e sin qui è chiaro a chiunque, e premesso anche che le parole sopra riportate hanno un valore giuridico importante per la società, capovolgendone i significati veri, camuffano il disegno eversivo al popolo, che deve trovar difficile vedere, capire, ragionare, in questo modo, oltretutto, se accecato da una luce fortissima che porta il nome di virus dell'ODIO, il disegno trova un suo compimento. 

Fonte: Io Amo l'Italia - Articolo Completo QUI

www.studiostampa.com

domenica 25 agosto 2013

Le dieci piaghe della giustizia che l'Italia ora deve debellare

di Renato Brunetta

Dalla lunghezza dei processi ai privilegi dei magistrati, il Paese ha bisogno di una riforma radicale per rendere il sistema finalmente equo ed efficiente.
La giustizia in Italia non funziona. È un dato di fatto, inutile girarci attorno. Inutile nascondersi dietro i processi di Berlusconi: è solo una scusa per non fare una riforma fondamentale per il nostro Paese e che tutto il mondo ci chiede. Il programma iniziale di questa maggioranza prevedeva una riforma delle istituzioni che rafforzasse il potere politico, per poi procedere, con una rinnovata autorevolezza, alla riforma della giustizia. La strada ce l'ha indicata il capo dello Stato che, con le dichiarazioni a seguito della sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi, ha evocato il lavoro dei saggi da lui incaricati nell'aprile scorso per studiare i termini di una riforma della giustizia. Ma si può fare ancora di più: parallelamente alla riforma della giustizia, promuovere la raccolta firme per i referendum radicali, almeno un milione entro la fine di settembre 2013. La giustizia italiana va riformata da cima a fondo. 
L'Italia è il Paese con maggior necessità di interventi migliorativi nel settore della giustizia.

  1. Il numero di casi pendenti
  2. Processi troppo lunghi
  3. Un costo esagerato
  4. Un budget troppo alto
  5. Salari e stipendi
  6. Una scarsa «accountability»
  7. Meritocrazia zero
  8. Avanzamenti di carriera
  9. E la responsabilità civile?
10. Da zero a uno: meno di 0,5

Fonte: IL GIORNALE - Articolo Completo QUI

www.studiostampa.com

Ultimo treno per la giustizia

Pannella e il Cav. Un vecchio savio matto e un macchinista senza agibilità. Ma loro possiedono l’unico salvacondotto che conti per l’Italia. Riformare la magistratura, che non si lascerà mai riformare.
Va a finire - non sarebbe la prima volta - che il più savio di tutti è un vecchio matto con gli occhi spiritati da sciamano e la coda di cavallo. 
Marco Pannella sta offrendo, con i referendum, il biglietto per l’ultimo treno. Non certo l’ultimo treno per Berlusconi, che non ha più neppure il passaporto, e il cui potente salvacondotto si è rivelato fantomatico più dell’arma segreta di Hitler. No, il fischio del capostazione annuncia l’ultimo treno per la riforma della giustizia, il solo salvacondotto che conti per l’Italia, il “grande veicolo” su cui salire tutti. L’ultimo, si badi: non ci saranno a breve altre partenze, e a quel punto toccherà farsela a piedi, e ci vorranno anni o decenni. Non si annuncia come un viaggio comodo: la destinazione è incerta, le rotaie dissestate, il percorso disseminato di strettoie, ponti scricchiolanti e carcasse lasciate a marcire sui binari. Ma è la sola via possibile, o almeno la più realistica. Perché se è vero, come ha scritto Angelo Panebianco, che un potere forte e unito (la magistratura) non si lascerà mai riformare da un potere debole e diviso (la politica), ne consegue che l’unica flebo per iniettare in tempi brevi vigore e legittimità al potere cagionevole è un mandato popolare inequivocabile. 

Fonte: IL FOGLIO - Articolo Completo QUI

www.studiostampa.com

venerdì 2 agosto 2013

Berlushenko in prigione, giustizia italiota in stile ucraino

Serve una rivoluzione liberale, democratica, non violenta. Il programma minimo mi pare il seguente:
  1) abolire la farsa dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in tutta Italia;
  2) separare le carriere di giudici e ppmm dalla culla alla tomba anche con norma costituzionale;
  3) sportello giudiziario unico per il cittadino con abolizione in Costituzione di tutte le magistrature speciali, a cominciare dalla randomica giustizia amministrativa, visto che lo stesso Sandulli confessava di trovare evanescente il confine tra diritto soggettivo e interesse legittimo, che serve solo a dar lavoro a decine di migliaia di avvocati in più e a dare migliaia di parrucche togate in più;
  4) principio dello ‘stare decisis’, del precedente vincolante, per far finire la buffonata della giustizia oscillante e in stato di ubriachezza. Quando il giudice di merito decide diversamente deve dichiarare perché il caso sia diverso dal precedente giurisprudenziale da cui si discosta;
  5) legge costituzionale che prevede un solo giudice monocratico per decidere tutti, dicansi tutti, i milioni di processi civili arretrati;
  6) responsabilità civile e penale dei magistrati disciplinata in Costituzione con norme speciali anti-pappa e ciccia tra colleghi;
  7) incompatibilità tra esercizio della professione forense e carica parlamentare per farla finita col partito degli avvocati denunciato da Piero Calamandrei;
  8) riserva di codice penale in Costituzione per sapere con certezza quali e quanti sono i reati (oggi nessuno conosce, nemmeno alcune procure, il reato di conferimento abusivo di cavalierati, avvenuto sotto il naso di importantissimi palazzi di potere);
  9) maggioranza assoluta per prevedere nuovi reati in Costituzione;
10) inappellabilità delle sentenze di assoluzione salvo nuove prove;
11) abolizione dell’azione penale obbligatoria tranne che per reati contro lo Stato, contro le pubbliche amministrazioni, per omicidio e violenza sessuale contro i minori;
12) totale abolizione degli incarichi extragiudiziali dei magistrati.
Sull'alto colle dicono che ora, dopo la condanna definitiva di Berlushenko, ci sono le condizioni per riformare la giustizia. Un po’ come se tre amici che fino a un minuto prima giocavano a tressette, col morto ancora caldo accanto, dicessero «finalmente possiamo giocare a traversone». Prepariamoci a lunghe file con le arance in mano per visite domiciliari ad Arcore o a Villa Certosa. Come in Ucraina.

Fonte: Notizie Radicali - Articolo Completo QUI

www.studiostampa.com

Da ascoltare per poter riflettere !

giovedì 27 settembre 2012

Giustizia e Libertà !


Viviamo in un Paese che incarcera chi parla o scrive e libera Assassini, Stupratori, Rapinatori, Truffatori, Corruttori, Ladri, Spacciatori e delinquenti di ogni genere! Aggiungo che tranquillamente in Libertà, si incontrano: Mafiosi, Camorristi, Ndraghetosi e Affiliati alla Sacra Corona Unita oltre, ovviamente, ai soci di varie Associazioni del tipo della Triade Cinese, di Cosa Nostra e della Yakuza Giapponese.
La questione non è se poi uno, dopo la condanna, andrà o meno in galera, la questione è che non possiamo avere una legge che consente, al primo Magistrato che passa, di condannare penalmente una persona per ciò che dice o scrive; se quello che dice o scrive non risponde a verità ne dovrebbe rispondere in sede Civile con una condanna al risarcimento danni.

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

venerdì 11 marzo 2011

LA MADRE DI TUTTE LE RIFORME

Il cardine della riforma della Giustizia è la divisione tra Giudici e Pm: pone al centro la parità tra accusa e difesa. Il Giudice diventa colui che è davvero sopra le parti, perché non è più pari al Pm.
Finora i piatti della bilancia erano sbilanciati a favore dei Magistrati: da una parte c'erano Giudici e Pm, dall'altra il cittadino solo. Ora invece i piatti sono stati messi su un unico piano: in una condizione di parità.
Altro punto fondamentale: la responsabilità civile dei Magistrati, al pari di tutti gli altri dipendenti dello Stato. Se sbaglia il medico è responsabile e il cittadino può citarlo. Così potrà avvenire anche per il magistrato. Si attua il principio della legge uguale per tutti.
La riforma non riguarderà i processi in corso alla data della sua entrata in vigore, pertanto non si potrà assolutamente parlare di legge ad personam, ma di legge fatta nell’interesse di tutti i cittadini.

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

mercoledì 2 marzo 2011

La libertà di stampa in Italia: cassata dai Magistrati.

Comunicato Stampa.
Condividi su Facebook
Scritto da Redazione
La graduatoria della libertà di stampa nel mondo, redatta da Reporters Sans Frontieres, ha rivelato che l'Italia nel 2009 si è classificata al 49° posto su 175 Paesi. Nel 2008 era al 44° e nel 2007 era al 35°. Secondo gli analisti dell'organizzazione internazionale francese i motivi sono principalmente due: la mafia e il conflitto di interessi del premier Silvio Berlusconi. Non è affatto così. Un esempio lampante e attuale è Legno Storto, la nostra libera testata giornalistica basata sul volontariato, che essendo vicina alle idee liberali e liberiste del premier Silvio Berlusconi, rischia di essere chiusa grazie al magistrato dr.Piercamillo Davigo che ci accusa di averlo diffamato chiedendo 100.000 Euro di risarcimento.
La guerra tra i pm e Berlusconi è ormai alle battute finali con lo sputtanamento a puntate, come dice oggi Belpietro su Libero, sia del Cav. che di quelli, come noi, che sostengono la sua linea politica e il suo "modus operandi".
Siamo fermamente convinti,anche alla luce della grave situazione economica e sociale internazionale (vedi Tunisia, Egitto,etc) che sia solo Berlusconi, con tutte le debolezze umane che possa avere, il politico che può salvare il nostro Paese dal baratro economico che ci attende nei prossimi anni.
Berlusconi, il "self made man" che lavora 20 ore al giorno, a differenza di tanti inutili politici, che ha puntato sul nuovo come la televisione, il massiccio intervento delle donne, in alcuni casi, vedi Carfagna, lodate anche dall'opposizione al governo, va eliminato fisicamente ( lui e tutto ciò che gli sta vicino, tipo LS ) perché rappresenta, secondo la sinistra nemica della crescita, l'esempio da non seguire.
Ieri abbiamo pubblicato un articolo di elogio di Diego della Valle che, pur essendo lontano dalle nostre idee politiche, con 25 milioni di Euro salverà il Colosseo.
Rivolgiamo pertanto un pubblico appello a tutti coloro che, come noi, ritengono la libertà un bene supremo della democrazia al quale non si può rinunciare, affinché LS possa continuare la sua attività di libera informazione e commento della vita politica italiana.
Ora, o mai più, LS va sostenuto economicamente per evitare che una voce libera del web venga cassata brutalmente dallo strapotere irresponsabile di parte della magistratura italiana.
Chiediamo pertanto ai nostri affezionati lettori:
a- diffondere il più possibile la notizia
b- sostenere LS economicamente, ciascuno per le proprie possibilità, affinché non si finisca travolti dall'arroganza e dal potere "irresponsabile" di certa magistratura italiana.
Grazie in anticipo.
Il Legno Storto

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

giovedì 18 novembre 2010

Mafia-Stato, chi trattò veramente.

Pubblicata da http://www.governoberlusconi.it/ il giorno giovedì 18 novembre 2010 alle ore 10.15

Dopo anni di insinuazioni più o meno velate, di indagini della magistratura, più o meno politicizzata, di inchieste giornalistiche, più o meno faziose, piano piano, con grande fatica, stanno uscendo brandelli di verità sulla trattativa Stato-mafia. Una verità davvero scomoda per chi in questo periodo non ha lesinato veleni nei confronti di Silvio Berlusconi, indicato da taluni insieme con alcuni suoi collaboratori come possibile regista dei colloqui con Cosa nostra. Neanche la contraddizione delle date, che collocano la trattativa nel '93, quindi ben prima della discesa in politica del fondatore di Forza Italia, è servita a fermare i propalatori di fango, i diffamatori di professione. Oggi, di colpo, il quadro sta mutando. Immaginiamo la sofferenza di certi quotidiani, costretti da una parte a scrivere ciò che sta avvenendo, e dall'altra ad ammettere che la famosa trattativa, se mai c'è davvero stata, ha avuto come registi personaggi lontani anni luce da Berlusconi e vicini, molto vicini, al mondo storicamente di sinistra.
[http://www.ilquadernoazzurro.info/2010/11/mafia-stato-chi-tratto-veramente.html]
In sostanza, secondo testimonianze, documenti e dichiarazioni dei governanti dell'epoca, di fronte alla recrudescenza della stagione stragista '92-'93, ci sarebbe stata una prima "concessione" alle cosche attraverso la revoca del 41bis nei confronti di 140 mafiosi all'indomani dell'attentato a Maurizio Costanzo. Di fatto, la linea dura dello Stato cominciò all'indomani delle stragi di Capaci e via D'Amelio, per poi cominciare a scemare dopo le bombe di Roma, Firenze e contro Costanzo.
E chi furono i protagonisti da parte dello Stato? Lo rivelano gli stessi interessati: il ministro della Giustizia, Giovanni Conso, il direttore delle carceri, Antonio Amato. Tutti pronti a spiegare che non di concessioni si trattava ma di un fisiologico passo indietro rispetto alle linee dure, che nelle parole dello stesso Amato doveva essere considerata assolutamente emergenziale. Dunque, non Berlusconi, non Dell'Utri.
Con grande scioltezza, senza un minimo di vergogna, nessuno dei quotidiani pensa minimamente a cospargersi il capo di cenere e tanto meno di chiedere scusa.
Ma c'è di peggio. Tutti, compresi i giornali che stanno seguendo la cronaca di questi fatti, sono concordi nel ritenere che mai e poi mai Conso avrebbe potuto alleggerire il 41bis nei confronti dei mafiosi. Eppure, con grande destrezza, non c'è uno di questi grandi giornalisti che cita il nome del presidente del Consiglio sotto il cui governo avvenne la presunta trattativa: Carlo Azeglio Ciampi. Si, proprio l'ex presidente della Repubblica, oggi così pronto ad attaccare Berlusconi e ieri in trincea al Senato con elmetto e fucile per salvare come un semplice peones il traballante governo Prodi.
Quindi, non solo vengono smentite tutte le menzogne, illazioni e insinuazione nei confronti di Berlusconi, ma sembra che il quadro si capovolga. Ed è per questo che la stampa riesce a far finta di ignorare le due notizie più importanti: il presidente del Consiglio non c'entra nulla e se trattativa c'è davvero stata è avvenuta durante il governo Ciampi.
E questo, ai suoi abituali incensatori, sempre così solerti nel dipingerlo come un maestro di moralità, non deve certo avere fatto piacere. Per loro esiste solo il Ciampi "padre della patria senza macchia e senza paura" che intervistato pochi giorni fa dalla Dandini in tv, diceva: «Io do molta importanza all'etica della persona e delle istituzioni; due cose disgiunte ma che si congiungono nell'uomo. L'etica delle persone vuol dire dignità propria e del proprio prossimo, quindi rispetto delle persone umane che oggi sento molto debole. Ancor più sento debole il rispetto delle istituzioni. Noi le sentiamo poco. Ci vuole il culto delle istituzioni, interpretarle, rispettarle. Accrescerne la dignità. Ecco mi è molto cara la parola dignità». Già, la dignità delle istituzioni. Anche dopo la trattativa Stato-mafia? 

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

Eccellenza a Roma - Post in Evidenza

Bando urgente: Finanziamenti a Fondo Perduto.

l'ADE Consulting è lieta di comunicarvi  un'importante opportunità per la Vostra azienda: l'apertura del “ Bando Transizione Dig...

I POST PIU' SEGUITI