Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post

martedì 6 agosto 2019

“LA CRISI NON VA IN VACANZA”: LA DESTRA, MNS, PATRIA E LIBERTÀ E RIVA DESTRA IN PIAZZA CON FDI.

Mobilitati al Nord anche altri movimenti federati: Realtà Popolare e Più Italia “Oggi, in occasione della mobilitazione di Fratelli d’Italia ‘La crisi non va in vacanza’, che sta vedendo in contemporanea su tutto il territorio nazionale una serie di manifestazioni - flash mob - davanti ai siti produttivi di aziende in crisi, anche i movimenti federati a FdI, stanno dando il loro contributo. Sergio Marchi, Giorgio Ciardi, Federico Rocca, rappresentanti nella Consulta di FdI delle Associazioni e dei Movimenti, hanno capeggiato le delegazioni, rispettivamente de La Destra, del Movimento Nazionale per la Sovranità e di Patria e Libertà, davanti al Ministero delle Attività Produttive a Roma. In via Molise poi, alle ore 11, erano presenti Anche le bandiere di Riva Destra, altro movimento federato, il quale ha partecipato anche alle iniziative di Parma davanti allo stabilimento dell’ex Mercatone Uno, in via Mantova, e di fronte alla Prefettura di Padova con delegazioni guidate dai coordinatori locali, rispettivamente Dome Muollo e Silvia Carpanese. Riva Destra ha poi annunciato anche la presenza con Donatella Marchetti a quella in programma a Bologna, ove ci saranno anche i rappresentanti di Più Italia di Fabrizio Pignalberi, così come a Legnano (MI) ci saranno gli amici di Realtà Popolare, capeggiata da Pasquale Buffardi. Questi ultimi due movimenti hanno dato comunque il loro contributo militante anche in mattinata a Roma”.

Lo comunica Fabio Sabbatani Schiuma, responsabile nazionale del Dipartimento per i Rapporti con l’Associazionismo politico.
www.studiostampa.com

domenica 30 giugno 2019

Riva Destra: La festa del 5 Luglio sarà a Roma.

La Festa Tricolore di Riva Destra quest’anno si terrà a Roma, e la chiusura sarà presieduta da Giorgia Meloni. 
Il Movimento Riva Destra riporta a Roma i festeggiamenti che l’anno scorso si sono tenuti a Palestrina. Il Circolo storico di Alleanza Nazionale. Dalla sua nascita ai convegni ed alle iniziative di Riva Destra sono sempre intervenuti esponenti della Destra Nazionale, come Francesco Storace, attuale direttore de Il Secolo D’Italia. Il Movimento si propone di tornare alle origini delle ideologie della destra italiana, diventando un movimento federato a  Fratelli D’Italia, Fra dopo aver chiuso il sodalizio con la Lega di Matteo Salvini.

In Questa edizione 2019 oltre alla Meloni ci saranno Storace di nuovo, Silvestroni, e il deputato Questore Edmondo Cirielli.

L’obiettivo di Riva Destra è quello di rendere FdI un partito inclusivo. E in occasione di questo incontro annuale anche le altre realtà dei movimenti della destra italiana saranno presenti alle tavole rotonde organizzate per la festa tricolore. I rappresentanti di Stella d’Italia, Realtà Popolare, Più Italia, Movimento Sardo, Popolo delle Partite Iva, Patria e Libertà porteranno il contributo, oltre agli annunciati interventi da parte di Direzione Italia, La Destra, Cuori Italiani e Movimento per la Sovranità. A chiudere due delle tavole rotonde del programma che presto sarà divulgato, saranno  il neo eletto al Parlamento Europeo Nicola Procaccini e Giovanni Donzelli, deputato e responsabile nazionale dell’Organizzazione.

Riva Destra è un movimento politico che si propone di riportare a destra l’ideologia nazionale della destra italiana, allontanandosi dall'idea moderna di neocentrismo che ha portato negli anni i movimenti di Alleanza Nazionale verso il centro e alle alleanze con partiti di centro democratico. L’obiettivo è ridare un’identità alla destra nazionale, ricollocandola storicamente nella posizione dell’ideologia per cui è stata formata. Con un occhio alle forze giovanili, ai movimenti destra europei.

In italia manca secondo Riva Destra un movimento di destra sociale che contrasti le larghe intese di governo, senza uno schieramento  reale, senza piano di rilancio. Un governo che mantiene la legge elettorale immutata ed è attendista sulle decisioni dei tagli alla politica ed alla spesa pubblica, che non si concentra per un movimento di legge che porti ad un abbassamento fiscale concreto, che tende a privatizzare le grandi aziende nazionali che hanno dato un’identità storica all’Italia. Riva Destra disconosce questo atteggiamento, riunendo nelle sue fila tutte le forze storiche e moderne della destra italiana, per ridonare alla nostra nazione un’unità che sembra esserci solo sulla carta, e cercare di portare lo stesso messaggio per dare anche all'Unione Europea un’unità tangibile, vera e reale.

Fonte: soggettopoliticonuovo.it

www.studiostampa.com

mercoledì 1 maggio 2019

Realtà Proposta da un “Sistema”. RIFLETTETE !

Il “mito della caverna”, una famosa metafora di Platone, filosofo greco a cavallo tra il V e il IV secolo a. C., è tra le più interessanti ed attuali della nostra cultura, perché ci mostra come certi messaggi e certe tematiche siano state già affrontate nei tempi antichi, senza che ne cogliessimo alcun insegnamento.

Nel “mito della cavernaPlatone mostra come la maggior parte degli esseri umani viva credendo che ciò che vede sia l’unica realtà possibile, senza rendersi conto che quello che osserviamo e percepiamo è solo un’ombra, ovvero una piccolissima parte di ciò che esiste. Inoltre, non sempre queste ombre rappresentano ciò che davvero esiste, perché, nella maggior parte dei casi, tutto ciò che ci viene riferito come “verità” è frutto delle decisioni di chi vuol far crescere in noi determinate credenze per limitare le nostre capacità. Rendiamoci conto che il mito di cui si sta argomentando è stato scritto 2000 anni fa e sembra essere ancora attuale.
Ciò implica che la storia si ripete da almeno 2000 anni, e questo denota che non abbiamo compreso che metaforicamente stiamo ancora dentro la caverna.

Per capire meglio il concetto potete vedere qui sotto un’immagine: 

A sinistra troviamo degli uomini con la testa, il collo e le braccia incatenate fin dall'infanzia, in modo tale che essi possano vedere solo una parte della caverna posta davanti a loro. Alle spalle dei prigionieri è stato acceso un enorme fuoco, e tra il fuoco ed i prigionieri corre una strada rialzata.
Lungo questa strada è stato eretto un muro, e dietro ad esso si trovano alcuni uomini che portano varie forme di oggetti e animali la cui ombra viene proiettata sul muro davanti ai prigionieri tramite la luce emessa dal fuoco. Se qualcuno degli uomini che portano gli oggetti simbolici emettesse dei suoni o dei versi, i prigionieri, non potendo vedere altro, penserebbero che questi vengano emessi dalle ombre. Ora, si supponga che uno dei prigionieri riesca a liberarsi raggiungendo l’uscita della caverna. Da quell’ altezza egli potrebbe avere un’idea molto più chiara della situazione presente nella caverna, e rendersi conto che le ombre sono solo una proiezione di qualcosa che in realtà non esiste, e che tale visione è stata imposta da qualcuno. A quel punto il fuggivo che ha preso consapevolezza ha due scelte: andare verso la luce o tornare nella caverna.

Dopo aver vissuto anni e anni al buio, la luce può far male, e può accecarlo.

Inizialmente è possibile che possa non vedere e che si senta confuso, e questo potrebbe spaventarlo. Se vorrà andare oltre la caverna e conoscere il mondo esterno, potrà farlo solo con il tempo e la volontà. Il percorso non sarà facile, ma alla fine ricomincerà a vedere e scoprirà suoni e forme che gli daranno gioia e vitalità.

Questo mito vi ricorda qualcosa?

Gli uomini incatenati davanti alle ombre proiettate da alcuni “signori” non ricordano un poco la nostra popolazione seduta davanti al televisore che guarda, ascolta e accetta una realtà proposta da un “sistema” che ci vuole incatenati e vincolati a ciò che ci viene prospettato come unica realtà possibile?

Il fuggitivo Vi non ricorda tutte quelle persone che hanno capito come funziona il “sistema” e provano con volontà e tenacia ad andare oltre quello che sanno, riscoprendo un modo di vivere totalmente diverso?
La luce che acceca il fuggitivo non vi ricorda le difficoltà che incontriamo quando dobbiamo abbandonare la nostra “zona di comfort” e rimboccarci le maniche per pensare diversamente e vivere meglio?

Se questo mito ricorda anche a voi tutto questo, chiedetevi perché dopo 2000 anni siamo ancora dentro una caverna senza rendercene conto.

Ancora oggi proviamo a cambiare le cose e cerchiamo l’uscita, perché dentro di noi non possiamo più credere che sia giusto stare al buio. Sappiamo che esiste un modo diverso e migliore di vivere : 
nella luce ! 

www.studiostampa.com

domenica 18 novembre 2018

POLITICA:COSÌ I MOVIMENTI AFFIANCHERANNO GIORGIA MELONI.

Fabio Schiuma, dirigente nazionale di FdI
e fondatore di Riva Destra
Giorgia Meloni, nel rinnovare e rafforzare la struttura dirigenziale del suo partito mi ha ‘chiamato’ come responsabile nazionale dei ‘Rapporti con l’Associazionismo politico’. Le parole di Giorgia sono state da subito chiare, allorquando intervenendo il 7 ottobre scorso alla Direzione Nazionale di Riva Destra (il movimento che ho fondato nel 1994 dal primo storico circolo di Alleanza Nazionale) disse: «Fabio rappresenterà il movimento “Riva Destra” nell’Assemblea nazionale di Fratelli d’Italia e a lui affideremo il dipartimento che si occupa dei rapporti con il mondo associativo e con tutte quelle realtà che ci sono e che possono avvicinarsi a FdI. Noi vogliamo che la vostra realtà abbia centralità e operatività a livello nazionale perché in questi anni avete saputo interpretare un modello che FdI vuole portare avanti».

L’aver affidato un incarico del genere proprio a un esponente di questi movimenti come lo sono io, e’ la certezza che si possano conoscere paure, diffidenze, ma anche energie e opportunita’, che queste realta’ indipendenti offrono a chi si dispone al dialogo senza voler fagocitare nulla e nessuno.

Nel movimentismo d’altronde si respira da sempre aria di sana politica, di militanza senza interesse, di competenza e passione. E’ un patrimonio utile, soprattutto per ricostruire il rapporto tra cittadini e politica.

Questo accordo dimostra coraggio e voglia di costruire insieme ed è il risultato dell’impegno personale di Giorgia Meloni nel rendere FdI un partito sempre più inclusivo”.

Sara’ un laboratorio tematico sulla galassia di destra e non solo, e ora attendo solo come il dipartimento Organizzazione del partito ci indichera’ di strutturare i dipartimenti.

E’ intanto un’ottima notizia l’accordo siglato tra ‘Realta’ Popolare’ e ‘Riva Destra’, con il quale i due movimenti indipendenti annunciano sinergie sui territori ove sono entrambi presenti e da subito garantiscono pieno sostegno alle liste di Fratelli d’Italia, sin dalle prossime elezioni del 2019. Ho espresso piena soddisfazione per questo patto di collaborazione tra Pasquale Buffardi, Presidente di Realta’ Popolare, e l’Esecutivo Nazionale di Riva Destra, che ringrazio per la fiducia e il senso di responsabilità.

Voglio sottolineare comunque che in FdI ho trovato finalmente un clima positivo, di collaborazione, di supporto reciproco. Nessun cerchio magico attorno al leader, tantomeno ostilita’ per chi viene da destra e lo rivendica, ma non fa di professione il saltatore sul carro del vincitore. Ognuno si rimbocca le maniche e cerca di dare il proprio contributo per rafforzare chi ha il merito, come la classe dirigente di FdI, nell’aver tenuto alta la bandiera della destra italiana permettendo che rimanesse in Parlamento

I contatti che ci sono li stiamo gia’ sviluppando soprattutto sulle tematiche condivise. Ieri, per esempio, con il deputato milanese Paola Frassinetti, abbiamo incontrato alcuni animalisti per un confronto. Poi, con i dirigenti sardi e calabresi, abbiamo riflettuto sul come coinvolgere altre realta’ di destra, che direttamente nel partito, chi rimanendo autonomo. Stessa cosa l’altro ieri a Ostia a un’analoga riunione: ogni situazione la affrontiamo nel pieno rispetto delle identita’ altrui e delle idee che si vogliono veicolare tramite il partito. Anche all’estero il richiamo di Giorgia fa presa sugli italiani che risiedono fuori dai confini”

Ma perche’ un movimento autonomo dovrebbe aderire a questo progetto e sostenere FdI, solo per una questione di valori condivisi?

Certo, questo e’ un punto fondamentale, fornire un contributo alla ricomposizione di un’area politica, dove la destra torni a essere davvero protagonista, rivendicando che lotta all’immigrazione clandestina, sicurezza, famiglia, identità, sono state per decenni storiche battaglie della destra italiana, per non parlare del presidenzialismo, unica condizione base per cambiare davvero l’Italia. Poi c’e’ la prospettiva annunciata dalla Meloni di un allargamento e di un nuovo fronte sovranista e conservatore, piace. Ovviamente pero’ stimola soprattutto chi ha qualcosa da dare e non pensa solo a prendere. Certo poi bisogna rispettare quelle regole di cui un partito si compone.

Indubbiamente poi, se si vuole davvero incidere nella quotidianita’ e nella risoluzione dei problemi della gente, e’ anche una questione di spazi e di agibilita’ politica per coloro che, nella mancanza di riferimenti ideali, si sono arroccati nelle loro realta’ e non si identificano piu’ se non nella propria sigla. Il calcolo e’ anche semplice: nella Lega Nord di Matteo Salvini, oramai si prendono i numeretti per la lista di attesa, movimenti paralleli non sono previsti e la classe dirigente locale serra i ranghi per difendere le posizioni acquisite grazie alla crescita imponente della popolarita’ del suo leader; Forza Italia dal canto suo e’ in evidente crisi di numeri, gli eletti sono gia’ tanti confronto agli attuali posti disponibili secondo i sondaggi e il futuro appare piuttosto incerto. Di contro investire in FdI puo’ avere anche i suoi ritorni per chi, come infatti Riva Destra, ha candidato -ed anche eletto- i suoi esponenti nelle liste dei partiti di centrodestra: si mantiene la propria identita’ pur avvicinandosi a un partito nazionale, al quale si portano voti, ma anche proposte, avendo in cambio spazi elettorali e visibilita’. D’altronde la Meloni, unico leader nazionale donna, si contraddistingue per coerenza e concretezza: il domani le appartiene.

www.studiostampa.com

giovedì 5 luglio 2018

Roma, la nuova Destra riparte dal Viminale. Vicini di casa di Matteo Salvini.

Il nucleo romano di post missini tenta la rifondazione del centrodestra: “Non contro Salvini, ma vicini”.

di Claudio Roma
Macerie della destra romana che il movimento Riva Destra prova a ricostruire. Col pensiero al “guastatore” Gianfranco Fini e uno sguardo attento a Matteo Salvini. E la “nuova destra”, prova a ripartire partendo dal Viminale, giusto due passi dal nuovo ufficio del ministro degli Interni.
"No, per favore, è solo una casualità. Salvini poi non ha mica bisogno di sentinelle", Rispondono  tranchant i responsabili romani di Riva DestraLorenzo Loiacono e Cristiano Spadola, alla domanda sul motivo di una sede aperta proprio a fianco al Viminale.
Già, perché il locale inaugurato da una vasta platea di simpatizzanti e militanti in via Venezia, è davvero a meno di 30 metri dal palazzo del Ministero degli Interni e la domanda se sia stata voluta la scelta nasce spontanea. "E' da marzo poi che ci lavoriamo sopra - giurano i due - mica abbiamo la palla di vetro...".
Così, in piena arsura estiva, Riva Destra, il primo storico circolo di Alleanza Nazionale diventato movimento dopo le forti contestazioni nel 2008 a Gianfranco Fini (che di tutta risposta sospese da Alleanza Nazionale il suo fondatore, l'allora vicepresidente del Consiglio Comunale di Roma, Fabio Sabbatani Schiuma), apre una sua sede a Roma.
"La nostra è una sezione su strada e vuole essere anche una risposta alla politica virtuale dei social, oltre che un contributo alla ricostruzione di una destra da troppo assente, o marginale, nella politica italiana", spiega lo stesso Schiuma, assente perché colpito da un improvviso lutto in famiglia, da sempre 'uomo di piazza' della destra sociale romana, con tanto di recentissima parentesi anche tra le file dei salviniani all'ombra del Cupolone.
"Salvini? Oggi sono tutti con lui e noi non siamo di certo contro - affermano tutti e tre all'unisono - abbiamo sostenuto il centrodestra, ma le sue idee erano ieri, comunque, delle battaglie storiche della destra, nostre quindi. Purtroppo Gianfranco Fini ha distrutto tutto e oggi, nel nuovo centrodestra a trazione leghista, una destra non c'è, o risulta troppo marginale. Servirebbe invece, eccome, anche per evitare una deriva verso i grillini, dai quali Salvini a nostro avviso si dovrà ben presto guardare".
A tagliare il nastro sono così anche molti esponenti del centrodestra, non solo romano. Si sono trovati cosi' vis-a-vis Maurizio Gasparri ("è il primo che ha raccolto il nostro invito"), insieme a storici ex parlamentari di stretta osservanza postmissina, come Francesco Aracri e Fabrizio Di Stefano, quest'ultimo papabile candidato presidente alla regione Abruzzo, ed entrambi 'tagliati' all'ultimo da Forza Italia alle scorse politiche. Ma anche esponenti di primo piano di FdI, Il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, il deputato questore Edmondo Cirrielli, il senatore Marco Marsilio, il segretario romano Massimo Milani el consigliere municipale Gianluca Caramanna, oltre ai giovani in ascesa ("puntiamo molto su di loro, per una nuova classe dirigente"), come la consigliera regionale del Lazio Chiara Colosimo (FdI) e il consigliere capitolino Maurizio Politi, a capo dei ribelli appena fuoriusciti dal partito della Meloni.

Nel corso della serata, terminata con una cena comunitaria al ristorante a fianco 'Al Viminale', e' stata annunciata la prima festa tricolore di Riva Destra, che si terrà il 22 luglio a Palestrina (Roma), ove ha già assicurato la sua presenza la stessa Colosimo, oltre a Nino Penna, il consigliere comunale di Catania che Riva Destra ha recentemente conquistato all'interno della lista di Nello Musumeci ("è anche lui un credibilissimo punto di riferimento per noi").
Ma loro spergiurano di non voler essere un partito e intanto per il 7 ottobre hanno indetto una riunione nazionale, alla quale parteciperanno peraltro rappresentanti di altri movimenti di destra. 
Prove tecniche di Nuova Destra.

Fonte: Affari Italiani !

www.studiostampa.com

martedì 8 maggio 2018

"Avanti con una destra più forte, nel centrodestra".

(IL MIO PUNTO DI VISTA 
di Fabio Sabbatani Schiuma). 
Vediamo cosa e’ accaduto dalle consultazioni in poi, ossia dalla pantomima di Di Maio, convinto di meritare ciò che non gli spettava e in realtà interessato solo a sfasciare gli altri schieramenti. Il centrodestra, invece, ha tenuto bene. Va dato atto a Salvini di aver messo al primo posto la compattezza dello schieramento. Le sirene di un governo Lega e 5 Stelle non hanno avuto effetto. D'altronde molti degli eletti in Parlamento, compresi quelli leghisti, lo sono stati grazie a elettori, i quali hanno votato per un governo di centrodestra. Non di certo per andarci con altri. Neanche col PD, sia chiaro. Resto dell’idea che un incarico politico a Salvini stesso, sarebbe stato il modo peggiore per bruciarsi. E ovviamente il Quirinale -lo ha detto da subito- non da mandati alla cieca: altrimenti a cosa servirebbero le consultazioni? Come era già stato ampiamente previsto da questa legge elettorale perversa, non c’e’ una maggioranza con i numeri per governare. Ricordiamoci che, al momento, un governo ancora in carica c’e’. Ed e’ quello Gentiloni, ossia di uno schieramento ampiamente sfiduciato dalle urne. E’ prerogativa del Quirinale -nessun colpo di stato come nel 2011- ora provare con un governo, chiamiamolo neutrale, di larghe intese, tecnico, di scopo, a tempo, che di fatto porti avanti l’ordinario, modifichi la legge elettorale e permetta agli Italiani di esprimersi nuovamente al voto, facendo tesoro sulla sostanziale inutilità del voto ai grillini e dei danni riportati con quello a sinistra. Quando? Personalmente, non credo prima di due anni e mezzo. Felice di sbagliarmi in caso contrario. Nel frattempo di cosa da fare ce ne saranno: partecipare attivamente alla ricostruzione un'area di destra autentica, nuova, moderna, dalle radici solide, forte innanzitutto, e non più marginale, dopo i fallimenti di Fini & c., partendo dalle persone, oltre gli schieramenti di partito.

www.studiostampa.com

venerdì 9 febbraio 2018

Italia-Europa: Pensieri Politici !

Invece di pensare al pareggio di bilancio, pensano a vendere i beni dello Stato per rastrellare altri soldi e poi farci trovare ancora col debito che cresce e senza più beni da vendere. 
Questi Governi CI STANNO UCCIDENDO !!!
Un saluto a tutti, come potete leggere sotto, sul mio articolo, la speranza era quella di fondare in 4 o 5 gli Stati Uniti d'Europa con un Euro Pesante ed accettare singolarmente gli altri dell'Unione man mano che si rendevano disponibili a perdere la sovranità nazionale (quello che hanno fatto gli Stati Uniti d'America aggiungendo Stelle alla Bandiera) ma l'attuale "Mostruosità" di avere Stati Sovrani che prendono i Soldi a "strozzo" da una Banca Privata che li fa stampare, con la garanzia di non poter mai ripianare il debito (più soldi ci facciamo stampare più il debito cresce) mi fa pensare che staccandoci non saremmo noi a "colare a picco" ma gli "altri"; è vero che inizialmente avremmo un forte svalutazione con inflazione e perderemmo circa il 25% ma lo perderemmo, parzialmente, anche del nostro debito e le nostre aziende riprenderebbero "fiato". 
Vorrei tornare ad uno Stato Sovrano con una Moneta Sovrana; in estrema sintesi o ci Uniamo o ci Dividiamo, lo stare a metà è "Folle". 
Lottare "CONTRO" Lottare "PER" !
Perché giustificare le nefandezze altrui con quelle di altri, ergendoci a giudici di cosa sia meglio o peggio? Il Livore, anzi, l'Odio (che traspare in molti) non fa onore a chi lo dimostra e fa evidentemente dimenticare che i delinquenti si trovano ovunque, nelle Patrie Galere, tra le Forze dell'Ordine, tra i Politici, tra i Giornalisti, tra i Magistrati e tra tutti i Cittadini, in particolare tra quelli che lottano solo "Contro" e mai"Per". Guardandoci nello specchio dovremmo ricordare che si cresce portando avanti un progetto, un'idea, un sogno e non certo "distruggendo l'odiato nemico". 
Non voglio Rimpianti ma FUTURO ! 
Sono veramente amareggiato per non dire di peggio; siamo gestiti da: Giornalisti, Magistrati, Politicanti e Banchieri ma ai Dirigenti d'Azienda qualificati (compresi quelli militari e ne abbiamo tanti) che sarebbero in grado di organizzare il Paese non vengono MAI dati incarichi e nemmeno interpellati.
Qualche mese fa, in occasione delle dimissioni del Colonnello Rapetto, ho scritto: Un Governo che fa perdere allo Stato i suoi uomini migliori, che inizia senza dare per primo un esempio, senza tagliare i propri stipendi, senza ridurre il numero dei parassiti, senza eliminare gli sprechi, un Governo che punta tutto sull'aumento delle entrate e non sulla riduzione delle uscite, senza tener conto che gli F24 si sono DRASTICAMENTE ridotti e che la situazione, se possibile, è addirittura peggio di prima, beh... meglio un non governo che questa tragedia ! 
CONFERMO !!! 

Giancarlo Bertollini

www.studiostampa.com

venerdì 29 dicembre 2017

L’aria viziata della politica romana.

I ricatti in Comune e la lotta per il municipio commissariato per mafia secondo un rappresentante della destra capitolina.
La politica non è più quella delle ideologie e del servizio alla collettività.
L’attività politica è una continua ricerca di equilibrio fra le istanze che portano sulla poltrona e le spinte degli interessi economici, di posizione o di lobby che da quella poltrona vogliono qualcosa.
In politica porre la questione della dignità e del rispetto per gli elettori può costare caro. Paradossalmente parlando, può minare in maniera irreversibile lo stesso percorso politico se ci si scontra con i poteri forti.
Al di là degli orientamenti politici di destra o di sinistra, quello che ci preme ricercare è la genesi dello scollamento tra la politica e la gente. Tra l’ideologia, che doveva guidare l’attività dei rappresentanti dei portatori di interessi, e i fatti, le manovre oscure.
Gli stakeholders di fatto ora non sono più gli elettori, ma una commistione tra sistema bancario, economico e di lobby. Una questione politica che ormai investe sia la destra che la sinistra, in egual misura.

Intervista a Sabbatani Schiuma, attivista e politico

Fabio Sabbatani Schiuma è fondatore e leader di Riva Destra, movimento nato nel 1993 dal primo storico circolo di Alleanza Nazionale. Attualmente è consigliere nel Municipio V di Roma ed ex vicepresidente del Consiglio comunale di Roma. In precedenza sempre la carica di consigliere capitolino, rivestita dal 1997 al 2013, con un totale di 17.000 voti di preferenza.
Come ha iniziato a fare politica?
«Tre libri letti, poco più che adolescente, mi hanno formato: Quel che non ha capito Carlo Marx di Armando Plebe, La fattoria degli animali di George Orwell e Un patibolo chiamato Loreto di Marino Piazzola. Ma senz'altro è stata la frequentazione di uno storico locale di destra nel rione Prati a Roma, oltre che l’ammirazione per le idee politiche di mio zio Enzo Schiuma, regista in Rai, che però in viale Mazzini ha sempre camminato con la schiena dritta e magari proprio per questo non ha fatto la carriera che avrebbe meritato.»
Fare attivismo politico che cosa significava?
«Io sono stato fortunato. Ho visto solo la parte finale dei cosiddetti “anni di piombo”, quando essere di destra significava andare incontro nel migliore dai casi a un pestaggio. Al massimo mi sono beccato una rigata al motorino davanti a scuola. Però ho fatto in tempo a imbrattarmi le mani di colla per attaccare manifesti. Ed era tutt'altra cosa.»
Scambi, favori, poca etica e compromessi: è davvero diventata così la politica?
«La politica è lo specchio del popolo, a tangente presa c’è tangente data, a clientelismo c’è la richiesta di qualcosa di cui non si avrebbe diritto, a politica distante c’è popolo disinteressato. Oggi, poi, è addirittura schifato. Ma è come un cane che si morde la coda, e per uscirne fuori non serve l’antipolitica, ma il ritorno a quella con la P maiuscola, ossia risolvere i problemi. D'altronde se le persone si vendono il voto per una cortesia o per una cena offerta, vuol dire che poi qualcuno si vende loro e i voti presi. Ma oramai i tempi sono duri… si sono mangiati pure quello che non c’era.»
Spesso per il rispetto di sacrosante battaglie sociali, per la dignità propria e del proprio mandato elettorale, la politica si deve inventare. Come è successo a lei, che è dovuto ricorrere a degli espedienti, a dei ricatti nel Comune di Roma, proprio quando a governare la città c’era una compagine a lei affine, la giunta Alemanno. Mi sembra un paradosso politico.
«Devo essere sincero: dei sindaci a cui ho fatto opposizione, Rutelli e Veltroni, di quest’ultimo ho comunque un buon ricordo e aveva in giunta galantuomini come il compianto assessore alla Cultura, Gianni Borgna. Ci si accapigliava in consiglio comunale, i toni erano duri, ma c’era rispetto e si parlava di politica, non di certo di mafia capitale… Ecco, non mi aspettavo di fare opposizione anche ad Alemanno, ma dopo anni di battaglie di destra sociale, soprattutto in periferia, dove raccontavamo di essere alternativa politica ed etica confronto alla sinistra, andare al governo della città per vedere poi la nostra bandiera ammainata e gli inchini ai poteri forti e al buonismo straccione, no, non me lo sarei aspettato.»
Per arrivare al concreto, ci racconta di come è riuscito a far valere un diritto inalienabile come quello della casa per chi, in uno stato di bisogno e di ragione, aveva ormai perso le speranze? Come andò quella storia?
«Premesso che per me casa e lavoro sono dei diritti che vanno garantiti, senza i quali le persone non sono davvero libere, una volta in Campidoglio dovetti fare ostruzionismo d’aula con migliaia di emendamenti contro il sindaco Alemanno per stornare un milione di euro stanziati nel bilancio a favore dei nomadi e darli per l’emergenza abitative delle famiglie italiane che attendevano una casa da anni in graduatoria. Poi nelle cronache giudiziarie ho capito il perché di questa resistenza.»
Se non erro, quella per lei è stata una vittoria e anche l’inizio della fine.
«È stato il momento in cui ho capito che il tempo dei samurai, che significa “servire il popolo”, era finito. Parole come fedeltà e onore sono cadute in disgrazia, nella vita comune. E quindi anche in politica.»
Avete aderito a Noi con Salvini. Un seggio al municipio, un coordinamento su Roma, e poi?
«Senta, le racconto la verità vera. Con i miei amici di Riva Destra, che non è un partito ma una comunità politica, avevamo aderito volentieri a quel progetto. E fin quando a governarlo a Roma e nel Lazio c’era gente come Gian Marco Centinaio, attuale capo dei senatori salviniani, abbiamo offerto militanza vera e concreta e portato numeri: la media per NcS nel mio municipio è stata il 4% e nel resto della città il 2,7%. Poi quando Noi con Salvini si è trasformato in “noi con quelli che la destra l’hanno distrutta”… no, grazie, già dato. Mi fermo qui, poiché presto qualcuno si renderà conto dell’errore fatto a imbarcare riciclati e saltapartiti. Non era questo il progetto nel quale abbiamo creduto.»
Mi viene da dire, citando un suo virtuale avversario ideologico, che i politici si trasformano in avversari delle istanze che avrebbero dovuto rappresentareMa se in politica ormai le correnti, gli scambi e i favori hanno più peso dell’ideologia, in che modo si possono risolvere problemi come l’occupazione giovanile e la crisi delle piccole e medie imprese, cosa che consentirebbe all’Italia di uscire dalla crisi?
«Le correnti, per me, se sono di pensiero portano a un dibattito e a una sintesi utilissime. Se diventano invece comitati di affari per la sola guerra di potere distruggono ogni forma di meritocrazia, e buttano nel secchio i problemi del popolo e le idee con cui risolverli. Per le questioni che lei mi elenca, ci sarebbe un dibattito da fare da qui a Natale; come posso sintetizzare la risposta? Agevolare davvero chi reinveste gli utili nell’assunzione di giovani, sostenere il microcredito, pagare meno tasse, ma pagarle tutti… Il problema resta avere governi eletti dal popolo che vadano in Europa e difenderlo e non a sacrificarlo per restare sulla poltrona e svendere l’Italia a pezzi. Dal 2011 siamo vittime di un colpo di stato, punto. Come al solito ho detto cose non politicamente corrette, lo so, ma sono fatto così, dico e faccio quello che penso e non ciò che mi converrebbe. Se vuole non la pubblichi l’intervista, non me la prenderò.»
Fonte QUI ! 

www.studiostampa.com

lunedì 31 luglio 2017

LA MELMA POLITICA !

Così Mafia Capitale ha ridisegnato la politica romana
il Giornale 20 lug 2017
Mafia Capitale non esiste: e questa è la condanna senza appello ...
Linkiesta.it (Satira) (Comunicati Stampa) (Blog) 21 lug 2017
Processo Mafia Capitale
l'Adige - Quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige 20 lug 2017
Carminati e Buzzi condannati, ma cade l'accusa di mafia
Approfondimento ANSA.it 20 lug 2017
Non è mafia: «Corruzione Capitale». Vent'anni a Carminati, 19 a Buzzi
Editoriale Corriere Adriatico 20 lug 2017
Atac, per fermare il disastro romano serve il referendum
Linkiesta.it (Satira) (Comunicati Stampa) (Blog) 3 h fa
Renzi starà un mese e mezzo in silenzio? Per ora pare di sì
AGI - Agenzia Giornalistica Italia 5 h fa
Rota e l'Atac, una crisi annunciata
Affaritaliani.it 29 lug 2017
ARTICOLI CORRELATI
Roma Ultime Notizie | Italia Post
I più citati ItaliaPost.it 1 h fa
M5s, Governo e Regione esasperano romani
ANSA.it 28 lug 2017
I vitalizi d'oro degli ex parlamentari del Fvg
Messaggero Veneto 27 lug 2017
ARTICOLI CORRELATI
Vitalizi: la Camera approva il pdl Richetti, ora va al Senato
Più citato ANSA.it 26 lug 2017
Salvini in spiaggia con Chiesa per l'autonomia romagnola
Il Resto del Carlino 30 lug 2017
PISAPIA PIANTA LA TENDA
L'Huffington Post 19 lug 2017

www.studiostampa.com

Eccellenza a Roma - Post in Evidenza

Ultime Notizie !

Putin: 'Forniremo missili Iskander-M a Minsk'. Severodonetsk in mano russa Agenzia ANSA 3 ore fa bookmark_border share more_vert Ucr...

I POST PIU' SEGUITI