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venerdì 12 giugno 2020

I SUMERI: chi erano? ma soprattutto...da dove venivano?

Ziggurat Sumerica
I SUMERI

La Civiltà dei Sumeri o civiltà sumerica (anche se i più li conoscono come Sumeri) è una civiltà antica che si è sviluppata nell’area della Mesopotamia intorno al 4500 a.C.
Insieme alla civiltà dell’Antico Egitto è una delle prime civiltà umane di cui siamo a conoscenza.

LE 6 DOMANDE CHIAVE PER TENTARE DI CAPIRE L’ARGOMENTO
  • Chi: Civiltà dei Sumeri (o Sumeri).
  • Cosa: una delle più antiche civiltà umane di cui abbiamo notizia.
  • Come: ancora non si è trovata una spiegazione credibile sulla loro origine.
  • Dove: la loro civiltà si sviluppò in Mesopotamia, l’area fertile compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate.
  • Quando: dal 4500 a.C.
  • Perché: i fiumi garantivano l’acqua necessaria per le irrigazioni e un suolo fertile da coltivare; inoltre, facilitavano gli scambi e i trasporti di merci.
BREVE STORIA DEI SUMERI
Gli storici non sono sicuri di come i Sumeri arrivarono nell’area della Mesopotamia. Ad ogni modo, le prime tracce della città-stato di Uruk risalgono al 3500 a.C.
Rispetto all'Antico Egitto, i Sumeri non hanno mai avuto un vero e proprio stato organizzato: tutti i territori sotto il loro controllo erano organizzati in città-stato indipendenti. Ogni città-stato controllava un centro abitato e tutte le terre circostanti, oltre al tratto di fiume e ai canali nelle vicinanze.
Dal 4500 a.C. al 3500 a.C. sappiamo che i Sumeri si dedicarono a costruire le prime città stato, utilizzando mattoni di argilla essiccata al sole e canne.
Dal 3500 a.C. al 2900 a.C. le città si dotarono di mura ed ebbero una crescita notevole. In questo periodo le città-stato intrecciarono rapporti commerciali e vi furono le prime lotte tra loro. 
La città-stato predominante era Uruk.
Dal 2900 a.C. al 2000 a.C. vi fu un progressivo declino della civiltà sumerica: le città-stato erano in perenne lotta tra loro e vi furono diverse invasioni di popolazioni esterne, oltre a periodi di carestia. Infine, con l’ascesa dei Babilonesi guidati dal re Hammurabi i Sumeri scomparvero definitivamente, venendo inglobati dalla nascente civiltà babilonese.

L’IMPORTANZA DEL TIGRI E DELL’EUFRATE
Mentre il Nilo garantiva agli Egizi inondazioni periodiche e costanti, e riforniva le terre di limo, il Tigri e l’Eufrate invece erano soggetti a piene improvvise. Questo costrinse i sumeri a costruire argini e canali  per poter sfruttare i fiumi senza subirne i danni.
L’agricoltura era l’attività fondamentale alla base della civiltà sumerica: i sumeri furono eccellenti agricoltori, che introdussero l’uso dell’aratro e dei canali di irrigazione per aumentare al massimo la superficie coltivabile.
I campi dei sumeri producevano prevalentemente orzo, legumi, cereali, cipolle, aglio e datteri. Questi alimenti formavano anche la base dell’alimentazione della civiltà sumerica.

LA SOCIETÀ DEI SUMERI
Le città-stato sumere erano governate in origine da un Re-sacerdote. In seguito, Re e sacerdote divennero due figure distinte.

Le città-stato erano popolate da tre classi sociali e dagli schiavi:
  • la classe alta, composta dai Re, dai nobili e dai sacerdoti,
  • la classe media, composta dai soldati, dagli artigiani e dai commercianti, che godevano di un certo benessere,
  • la classe bassa, formata dai contadini, che vivevano in condizioni molto modeste,
- Gli schiavi, prigionieri di guerra non godevano di alcun diritto ed erano destinati ai lavori più duri. 

CLASSE ALTA
La classe alta, composta dai nobili e dai sacerdoti, possedeva le terre e non pagava alcuna tassa. Il Re della città-stato veniva eletto tra i membri delle famiglie nobili.
I membri della classe alta, pur non pagando tasse, offrivano doni al Re per ottenere il suo favore.

CLASSE MEDIA
La classe media era composta da tutti coloro che si dedicavano al commercio, oltre che dagli artigiani. Fu proprio il commercio a garantire ricchezza e prosperità ai sumeri per quasi 2000 anni: le città-stato infatti scambiavano numerose merci tra loro e con le popolazioni circostanti.
La classe media pagava alla città-stato delle tasse; inoltre, si impegnava nelle opere pubbliche come la costruzione di templi e canali. In cambio, riceveva dalla città-stato cibo e provviste.

CLASSE BASSA
Pastori e contadini erano la base della civiltà sumerica: vivevano in condizioni molto modeste e non possedevano alcuna terra; lavoravano invece quella dei nobili, in cambio di un modesto salario. Queste persone non avevano peso politico all’interno della città-stato.

“La Mesopotamia”.
Mesopotamia è un termine che viene dal greco e significa “Terra tra i fiumi”. Indica la zona fertile situata   fra il Tigri e l’Eufrate e corrisponde ai territori oggi occupati dalla Siria e dall'Iran.
La civiltà dei Sumeri non aveva una capitale; era composta invece da numerose città-stato indipendenti tra loro; queste, erano spesso in guerra tra loro per la supremazia politica ed economica. 
Tra le città stato più grandi costruite dai sumeri troviamo Uruk, Ninive, Eridu e Lagash.

Invenzioni dei Sumeri.
Ai Sumeri dobbiamo l’invenzione della ruota: scoperta già nel neolitico, la ruota era però utilizzata unicamente per modellare oggetti in argilla e terracotta. Furono i sumeri ad applicare la ruota ai carri e ad utilizzarla per i trasporti. Nel campo dell’agricoltura, inventarono l’aratro a trazione animale, oltre all’uso di canali per l’irrigazione. I sumeri, inoltre, inventarono la scrittura cuneiforme, il primo esempio di scrittura codificata di cui abbiamo notizia.
Infine, furono ottimi matematici e astronomi; a loro dobbiamo il calcolo del tempo su base sessagesimale (e non in base 10 come le altre nostre misure).

Ziggurat dei sumeri.
La ziggurat (o ziqqurat) era un tempio imponente di forma piramidale, costruito utilizzando mattoni argillosi. Sulla sommità della ziggurat si trovava il tempio, riservato ai sacrifici agli dei e alle osservazioni astronomiche. Alla base, invece, erano collocati grandi magazzini in cui si collocavano le riserve di cibo. 
Ogni città-stato dei sumeri aveva una propria Ziggurat. 
                                    Ricerche di 
                                    Giancarlo Bertollini

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giovedì 11 giugno 2020

Iniziano una serie di semplici articoli o meglio appunti sulla Storia, partendo dalle Civiltà Scomparse ?

ANTICHI EGIZI, ROMANI, MAYA E AZTECHI: PERCHÉ SONO SCOMPARSI ?


Statue Moai a Ahu Nau Nau sull'Isola di Pasqua, Cile

Cnosso, civiltà micenea,
è il più importante sito archeologico dell'età del bronzo di Creta.

Sfinge e piramide di Giza, Cairo, Egitto

Teatro etrusco a Volterra, Toscana, Italia


Che fine hanno fatto gli antichi Egizi? E i Romani?
Perché non ci sono più i Maya o gli Aztechi
e che cosa fa scomparire le civiltà, grandi o piccole, 
che l'uomo ha creato?
Se vi siete mai posti una domanda di questo genere, sappiate che avete toccato uno dei punti più difficili del lavoro degli storici. Capire perché nascano le civiltà è complicato, ma riuscire a comprendere perché crollino lo è ancora di più.
A volte succede all'improvviso e a volte è una cosa che avviene addirittura in centinaia di anni. 

La crescita delle civiltà.
In effetti “qualcuno ha pensato che le civiltà seguano un ciclo uguale per tutte, che le porta a un periodo di crescita, fino al massimo della fioritura e poi al crollo e alla scomparsa. Ma è una visione un po' troppo meccanica”, racconta Luca Castellin (che ha letto molte cose su questo argomento e le insegna all'Università Cattolica di Milano). Allora un grande storico inglese che si chiamava Toynbee ha scritto una storia delle civiltà in dieci volumi per cercare di spiegare che “le civiltà progrediscono finché sanno rispondere alle sfide che si trovano davanti e che possono essere molto diverse: dei nemici, oppure il clima, un ambiente difficile o favorevole. Quando invece non sono più capaci di trovare buone risposte, cominciano a sfiorire”, dice sempre il nostro storico. 

Che cosa successe agli Egizi?
Un'idea che sembra adatta a spiegare, per esempio, quello che accadde alla civiltà egizia, che impiegò un tempo lunghissimo a dissolversi. Molte volte nella sua storia sembrava che fosse finita e poi risorgeva e poteva sembrare destinata a non finire mai. Invece a un certo punto un re persiano che si chiamava Cambise invase il Paese senza fare nemmeno troppa fatica e lo trasformò in una provincia del suo impero, perché la civiltà egizia era ormai esaurita, come un'auto senza più benzina. Anche se nessuno sa spiegare davvero quale fosse la benzina. 

Gli Egizi: risorti tante volte.
Il bello della storia dell'Antico Egitto è che non si riesce mai a saperla tutta. Ci sono così tante dinastie e così tanti periodi diversi che sembra impossibile di avere a che fare con una sola civiltà. Da Cheope, che costruì la prima piramide di el-Giza, a Ramsete II passano ben 1200 anni, come da Carlo Magno a noi! L'Antico Egitto si divise molte volte, attraversò periodi di decadenza e di rinascita, fu invaso da popoli misteriosi come gli Hycsos e si riprese sempre e durò più di 2500 anni. Dopo le lotte con i Popoli del mare, alla fine dell'Età del Bronzo, divenne però sempre più debole. Quando venne conquistato dai Persiani, poi da Alessandro Magno e infine dai Romani la sua civiltà era già pronta per finire al museo. 

Le civiltà finiscono davvero?
Ma si può almeno trovare il momento in cui succede che una civiltà finisca? In qualche caso sì. Si può dire che il 13 agosto del 1521, quando i conquistadores spagnoli guidati da Hernán Cortés diedero alle fiamme la città di Tenochtitlán, capitale dell'impero Azteco, fu il giorno che segnò la fine della civiltà azteca. Nel giro di appena due anni da quando Cortéz era sbarcato sulle coste del Messico, il regno del famoso Moctezuma (o Montezuma) era scomparso. “Questo degli Aztechi, come quello degli Inca, è un caso eclatante, ma piuttosto raro”, sostiene Enrica Salvatori, che la storia la insegna all'Università di Pisa. “Le civiltà scompaiono in moltissimi modi diversi, spesso trasformandosi e lasciando tracce nelle civiltà successive”, aggiunge". E Castellin conferma: “Ogni civiltà non è mai sola nel mondo e si incontra e scontra con le altre e continuamente ci sono pezzi di una che passano a un'altra”. Pensate agli Etruschi, che persero le battaglie contro i Romani e apparentemente furono sconfitti. Però avevano una civiltà così bella e raffinata che molte delle cose che facevano sono diventate parte della civiltà romana. Persino la corona d'oro dei re, quella che disegniamo ancora oggi, l'hanno inventata loro!

Isola di Pasqua. La stupidità umana.
L'Isola di Pasqua, sperduta nell'oceano Pacifico, era una immensa foresta di palme quando ci arrivarono   i primi abitanti. Vivevano bene, erano sempre di più e così cominciarono a tagliare le piante, per avere terreni da coltivare e tronchi su cui far rotolare le grandi statue che intagliavano nella pietra, i Moai.
Solo che a forza di tagliare alberi, l'isola divenne arida e brulla e la popolazione si ridusse quasi alla fame: a quanto pare per sopravvivere si cibarono dei topi. Sarebbe stato decisamente meglio pensarci prima.

I conquistadores.
Ma torniamo nell'America del 1500. I suoi regni e le sue civiltà finirono così in fretta perché i conquistadores non solo erano spesso spietati (e Cortéz lo era forse più di tutti gli altri!), ma avevano anche i cavalli, avevano armi più moderne e conoscevano la polvere da sparo e nessuna delle popolazioni che incontrarono riuscì a resistere a una superiorità tecnologica così schiacciante. Senza contare che dall'Europa arrivarono pure malattie che quei popoli non avevano mai visto e che fecero strage anche senza bisogno delle armi.
Dunque la tecnologia è importante per decidere la vittoria e la sconfitta. Basta pensare a come, nell'antichità, gli Ittiti sbaragliassero i nemici solo grazie ai loro carri da guerra più agili e con tre posti anziché due. Ma non basta. E molti casi lo dimostrano.

Gli Etruschi assorbiti dai Romani.
Se pensate che gli Etruschi fossero toscani, vi sbagliate. Gli Etruschi sono un enigma e non si sa come siano capitati in Italia. Forse arrivarono attraverso il mare dall'Asia Minore. Di certo si stabilirono un po' ovunque, dalla Campania all'Emilia Romagna e al Veneto. Anche Roma è stata etrusca per un certo periodo. Poi però i romani decisero di cacciare il re etrusco, Tarquinio, dalla loro città. E alla fine si misero a combatterli e li sconfissero sempre. Così gli Etruschi si misero a parlare latino e smisero di avere un proprio re in ogni città, ma continuarono ancora a lungo a costruire tombe sotterranee, gioielli e tante altre cose di classe. Scomparvero, ma senza mai sparire davvero.

Greci contro i Persiani.
Pensate a ciò che successe ai Greci contro i Persiani: i Greci erano molti di meno e meno organizzati, ma così determinati che riuscirono a sconfiggere i nemici per ben due volte e così diedero inizio a un periodo di splendore, coltivando il teatro, la filosofia e inventando la democrazia, costruendo i templi e portando la loro cultura in giro per il Mediterraneo e anche in Italia. Poi però, a forza di farsi la guerra le une con le altre, le città greche finirono male e Alessandro Magno non fece quasi nessuna fatica a sconfiggerle. Un po' come successe all'Egitto contro Cambise.

Le cause del crollo? Più di una.
Di solito, quando uno storico studia una civiltà, trova molti motivi che l'hanno indebolita e però ne sceglie uno come principale. Per il crollo della civiltà Romana, per esempio, c'è chi pensa che abbiano contato di più i barbari e chi il Cristianesimo, qualcuno pensa che l'impero fosse troppo grande e qualcuno che a un certo punto, come si dice, gli Antichi Romani non fossero più quelli di una volta. Ma anche il cambiamento del clima può essere un nemico assai pericoloso. E a volte, come accadde agli abitanti dell'Isola di Pasqua (vedi il box), una civiltà può persino essere causa della propria rovina senza saperlo.

La civiltà minoica Mistero fitto!

Uno dei più grandi misteri della storia è la fine dell'Età del Bronzo, attorno al 1200 avanti Cristo. All'improvviso scompare la civiltà minoica di Creta: i suoi splendidi palazzi vengono abbandonati. Molti storici pensano che sia stato per colpa di uno tsunami provocato dall'esplosione del vulcano di Santorini, un'isola greca che si trova di fronte a Creta, avvenuta proprio in quel periodo. Ma la cosa strana è che quasi contemporaneamente crollarono altre civiltà e imperi: in Turchia quello Ittita, in Mesopotamia, in Siria, e persino l'Egitto cominciò a indebolirsi. C'è chi dà la colpa ai misteriosi popoli del mare, che sbarcarono un po' ovunque ma non si sa bene chi fossero. Chi pensa che c'entri un cambiamento del clima che fece scarseggiare il cibo. Chi dice che fu colpa dei terremoti. Gli archeologi continuano a indagare, ma il mistero rimane. 
                                                                       Brevi ricerche 
                                                                       di Giancarlo Bertollini

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sabato 11 ottobre 2014

La Teoria delle Finestre Rotte.

"Teoria delle Finestre Rotte”.
Nel 1969, presso l'Università di Stanford (USA), il professor Philip Zimbardo ha condotto un esperimento di psicologia sociale. Lasciò due auto abbandonata in strada, due automobili identiche, la stessa marca, modello e colore. Una l’ ha lasciata nel Bronx, quindi una zona povera e conflittuale di New York ; l'altra a Palo Alto, una zona ricca e tranquilla della California. Due identiche auto abbandonate, due quartieri con popolazioni molto diverse e un team di specialisti in psicologia sociale, a studiare il comportamento delle persone in ciascun sito.
Si è scoperto che l'automobile abbandonata nel Bronx ha cominciato ad essere smantellato in poche ore. Ha perso le ruote, il motore, specchi, la radio, ecc. Tutti i materiali che potevano essere utilizzati sono stati presi, e quelli non utilizzabili sono stati distrutti. Dall’altra parte , l'automobile abbandonata a Palo Alto, è rimasta intatta.
È comune attribuire le cause del crimine alla povertà. Attribuzione nella quale si trovano d’accordo le ideologie più conservatrici (destra e sinistra). Tuttavia, l'esperimento in questione non finì lì: quando la vettura abbandonata nel Bronx fu demolita e quella a Palo Alto dopo una settimana era ancora illesa, i ricercatori decisero di rompere un vetro della vettura a Palo Alto, California. Il risultato fu che scoppiò lo stesso processo, come nel Bronx di New York : furto, violenza e vandalismo ridussero il veicolo nello stesso stato come era accaduto nel Bronx.
Perchè il vetro rotto in una macchina abbandonata in un quartiere presumibilmente sicuro è in grado di provocare un processo criminale?
Non è la povertà, ovviamente ma qualcosa che ha a che fare con la psicologia, col comportamento umano e con le relazioni sociali.
Un vetro rotto in un'auto abbandonata trasmette un senso di deterioramento, di disinteresse, di non curanza, sensazioni di rottura dei codici di convivenza, di assenza di norme, di regole, che tutto è inutile. Ogni nuovo attacco subito dall'auto ribadisce e moltiplicare quell'idea, fino all'escalation di atti, sempre peggiori, incontrollabili, col risultato finale di una violenza irrazionale.
In esperimenti successivi James q. Wilson e George Kelling hanno sviluppato la teoria delle finestre rotte, con la stessa conclusione da un punto di vista criminologico, che la criminalità è più alta nelle aree dove l'incuria, la sporcizia, il disordine e l'abuso sono più alti.
Se si rompe un vetro in una finestra di un edificio e non viene riparato, saranno presto rotti tutti gli altri. Se una comunità presenta segni di deterioramento e questo è qualcosa che sembra non interessare a nessuno, allora lì si genererà la criminalità. Se sono tollerati piccoli reati come parcheggio in luogo vietato, superamento del limite di velocità o passare col semaforo rosso, se questi piccoli “difetti” o errori non sono puniti, si svilupperanno “difetti maggiori” e poi i crimini più gravi.
Se parchi e altri spazi pubblici sono gradualmente danneggiati e nessuno interviene, questi luoghi saranno abbandonati dalla maggior parte delle persone (che smettono di uscire dalle loro case per paura di bande) e questi stessi spazi lasciati dalla comunità, saranno progressivamente occupati dai criminali.
Gli studiosi hanno risposto in una forma più forte ancora, dichiarando che l’incuria ed il disordine accrescono molti mali sociali e contribuiscono a far degenerare l'ambiente.
A casa, tanto per fare un esempio, se il capofamiglia lascia degradare progressivamente la sua casa, come la mancanza di tinteggiature alle pareti che stanno in pessime condizioni, cattive abitudini di pulizia, proliferazioni di cattive abitudine alimentari, utilizzo di parolacce, mancanza di rispetto tra i membri della famiglia, ecc, ecc, ecc. poi, anche gradualmente, cadranno anche la qualità dei rapporti interpersonali tra i membri della famiglia ed inizieranno a crearsi cattivi rapporti con la società in generale. Forse alcuni, perfino un giorno, entreranno in carcere.
Questa teoria delle finestre rotte può essere un'ipotesi valida a comprendere la degradazione della società e la mancanza di attaccamento ai valori universali, la mancanza di rispetto per l'altro e alle autorità (estorsione e le tangenti), la degenerazione della società e la corruzioni a tutti i livelli. La mancanza di istruzione e di formazione della cultura sociale, la mancanza di opportunità, generano un paese con finestre rotte, con tante finestre rotte e nessuno sembra disposto a ripararle.
La “teoria delle finestre rotte” è stata applicata per la prima volta alla metà degli anni ottanta nella metropolitana di New York City, che era divenuto il punto più pericoloso della città. Si cominciò combattendo le piccole trasgressioni: graffiti che deterioravano il posto, lo sporco dalle stazioni, ubriachezza tra il pubblico, evasione del pagamento del biglietto, piccoli furti e disturbi. I risultati sono stati evidenti: a partire della correzione delle piccole trasgressioni si è riusciti a fare della Metro un luogo sicuro.
Successivamente, nel 1994, Rudolph Giuliani, sindaco di New York, basandosi sulla teoria delle finestre rotte e l'esperienza della metropolitana, ha promosso una politica di tolleranza zero. La strategia era quella di creare comunità pulite ed ordinate, non permettendo violazioni alle leggi e agli standard della convivenza sociale e civile. Il risultato pratico è stato un enorme abbattimento di tutti i tassi di criminalità a New York City.
La frase “tolleranza zero” suona come una sorta di soluzione autoritaria e repressiva, ma il concetto principale è più prevenzione e promozione di condizioni sociali di sicurezza. Non è questione di violenza ai trasgressori, né manifestazione di arroganza da parte della polizia. Infatti, anche in materia di abuso di autorità, dovrebbe valere la tolleranza zero. Non è tolleranza zero nei confronti della persona che commette il reato, ma è tolleranza zero di fronte al reato stesso. L’idea è di creare delle comunità pulite, ordinate, rispettose della legge e delle regole che sono alla base della convivenza umana in modo civile e socialmente accettabile.
È bene di tornare a leggere questa teoria e di diffonderla .
La soluzione a questo problema io non c’è l’ho, caro lettore, ma io ho iniziato a riparare le finestre della mia casa, sto cercando di migliorare le abitudini alimentari della mia famiglia, ho chiesto a tutti i membri della famiglia di evitare di dire parolacce, sopratutto davanti ai nostri figli, inoltre abbiamo deciso di non mentire, di evitare persino le piccole bugie, perché non c'è nessuna piccola bugia, la bugia non è grande o piccola, UNA BUGIA è UNA BUGIA E BASTA
Abbiamo concordato di accettare le conseguenze delle nostre azioni con coraggio e responsabilità, ma soprattutto per dare una buona dose di educazione ai nostri figli.
Con questo ho la speranza di cominciare a cambiare in qualcosa che prima sbagliavo. Il mio sogno è che i miei ripetano tutto questo in modo che un domani i figli dei miei figli o i loro nipoti possano vedere un nuovo mondo, 
UN MONDO SENZA FINESTRE ROTTE. 
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lunedì 28 ottobre 2013

Il Flash Mob della bottiglia abbandonata per terra che nessuno raccoglie

Oggi vi vogliamo mostrare un Flash Mob davvero significativo realizzato in un aeroporto canadese.
Un attore abbandona una bottiglia di plastica proprio vicino ad un contenitore destinato alla raccolta differenziata. Molte le persone che camminano vicino a quella bottiglia e molte sono anche quelle che la vedono. Ma nessuno la raccoglie. 
Quando una ragazza prende la bottiglia e la getta nel cestino la reazione dell’intero aeroporto è da film! 
Gustatevi questo geniale filmato e se trovate lungo il vostro cammino dei rifiuti per terra: 
RACCOGLIETELI !

lunedì 30 settembre 2013

Lampi di Civiltà! Quando torneremo ad essere così?




mercoledì 13 luglio 2011

Movida Sicura - Basta Botte - Amiamo la Notte.

News Movida: Roma; parte campagna 'Basta botte', Fiorello testimonial.
Video showman in discoteche - potete vederlo Qui. Proposto assessorato alla notte.
(ANSA) - ROMA, 13 LUG - Un video con Fiorello che spiega ai giovani l'importanza del divertirsi ma senza eccedere sara' proiettato sugli schermi delle discoteche di Roma. E' la campagna contro le risse nei locali organizzata a Roma dal neonato comitato 'Movida sicura'. A presentare l'iniziativa, bipartisan, il leader dell'Mpi Santanche', il coordinatore regionale Sabbatani Schiuma e il vicepresidente del Pd in Campidoglio Panecaldo. Sabbatani ha proposto la creazione di un assessorato alla Notte per Roma. (ANSA).

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

giovedì 6 gennaio 2011

Quando Roma ci fa vergognare !

Martedì 4 gennaio ero con l'Assessore della Provincia di Milano (Silvia Garnero) a Roma in piazza Navona per accompagnare la vittima del terrorismo Alberto Torregiani alla manifestazione indetta davanti all'Ambasciata del Brasile. L'Assessore era appena arrivata da Milano senza mangiare nulla e mi ha chiesto se potevamo fermarci per prendere qualcosa; alle 16e30 l'ho fatta accomodare al Bar Navona ordinando due caffè e chiesto se si poteva avere una cosa qualsiasi da mangiare, un cameriere estremamente sgarbato ci ha detto che non c'era nulla da mangiare e portato immediatamente lo Scontrino per i Caffè di €.16,00 (si avete letto bene, Sedici Euro).
Alle educatissime parole di sconforto dell'Assessore che accompagnavo non sono stato in grado di trovare le parole per difendere la mia amata Città. Possibile che ancora non troviamo un sistema di controllo per fermare queste autentiche sciagure per chi passa per Roma ?
L'Originale dello scontrino è in mio possesso ed a disposizione.

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