venerdì 29 dicembre 2017

Elezioni e Procedure !

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La Festa di Halloween !

Qualcuno è tornato a scrivere sciocchezze su Halloween ! 
E' vero che gli Americani se ne sono appropriati ma vedo che circolano alcune voci senza fondamento sulla festa di Halloween. Solo per evitare brutte figure segnalo: 
Molto erroneamente, è credenza popolar-cattolica che la festa americana chiamata Halloween, sia la festa di Satana…

Beh…iniziamo a fare un po’ di correzioni: 

1) Non è una festa americana ma celtica (europea dunque)... 
2) Essendo celtica non può essere rivolta a Satana poiché Satana è un personaggio introdotto con la chiesa cattolica... 
3) Halloween è semplicemente la forma contratta della frase: 
“All allows’eve” ovvero, “vigilia di Ogni Santi”.
4) Il vero nome della festa è Samahin.

Cosa ha di speciale questa festa?
È semplicemente il giorno più potente (a livello energetico) dell’anno… in questo giorno, terza e quarta dimensione, si fondono… ovvero il mondo fisico e quello astrale o degli spiriti, interagiscono…
Come molte feste celtiche, veniva celebrata a più livelli:
dal punto di vista materiale era il tempo della raccolta e dell’immagazzinamento del cibo per i lunghi mesi invernali… Essere soli in questa occasione significava esporre sé stessi ed il proprio spirito ai pericoli dei rigori invernali.. Naturalmente, questo aspetto della festa ha perso in epoca moderna gran parte del suo significato, visto che oggi le carestie fortunatamente non costituiscono più un problema come presso le antiche società rurali… 
Spiritualmente parlando, la festa era un momento di contemplazione…
Per i Celti morire con onore, vivere nella memoria della tribù ed essere ricordati nella grande festa che si sarebbe svolta la vigilia di Samhain era una cosa molto importante (in Irlanda questa sarebbe stata Fleadh nan Mairbh, “Festa dei Morti”).
Questo era il periodo più magico dell’anno: il giorno che non esisteva…
Durante la notte il grande scudo di Skathach veniva abbassato, eliminando le barriere fra i mondi: 
I morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore.
Da questo punto di vista le tribù erano un tutt'uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo..
Questo giorno non è né buono né cattivo… è solo POTENTE !
Ma perché allora è così cara ai satanisti?
Semplice!
In questo giorno gli spiriti, compreso Satana, sono molto molto vicini, per cui, chi conosce questa realtà, la sfrutta…
Ma, nel tentativo di trovarmi il pelo nell'uovo e dirmi che però la tradizione di vestirsi da streghe e mostri è macabra, state tralasciando la cosa più importante di tutte: IN QUESTO GIORNO, CHI ASSERISCE DI ESSERE DI BUONI INTENTI, POTREBBE PREGARE, PREGARE, PREGARE! PERCHÉ NON SONO VICINO A NOI SOLO GLI SPIRITI CATTIVI…IN QUESTO GIORNO, MAESTRI ASCESI, ANGELI, SANTI… SONO AL NOSTRO FIANCO…
E POTREMO, CON LORO, ILLUMINARE IL MONDO!
Ma noi no… ci soffermiamo sempre alle apparenze… senza chiederci ad esempio il significato delle zucche intagliate o dei costumi in maschera…
Bene, vi spiegherò il senso di queste “sciocchezze”… (che per me sono importantissime) I celti, intagliavano gli ortaggi in modo che somigliassero a loro e li ponevano sui davanzali delle finestre cosicché lo spirito dei loro antenati, li avrebbero riconosciuti e sarebbero andati a trovarli… (all’epoca non esistevano i selfy...)
Per quanto riguarda il mascherarsi, dato che si celebravano i morti e si doveva dire addio a ciò che non serviva, la popolazione celta, si travestiva nelle cose che più gli facevano paura, per esorcizzarla e mandarla via per sempre!
Trovo questa festa di un significato molto profondo e anche noi potremo celebrarla eliminando ciò che ci fa male…paure, rimpianti, rabbia, rancore...potremmo anche chiedere al Signore di illuminare questa umanità allo sbaraglio… 
Ora che sappiamo il vero senso di Halloween, potremmo unirci per sognare un mondo migliore per tutti… 

Opinioni !
Lo storico inglese Ronald Hutton ha messo in discussione queste tesi, osservando come Ognissanti venisse celebrato da vari secoli (prima di essere festa di precetto), in date discordanti nei vari paesi: per la chiesa di Roma era il 13 maggio, in Irlanda (paese di cultura celtica) era il 20 aprile, mentre il 1º novembre era una data diffusa in Inghilterra e Germania (paesi di cultura germanica). Inoltre, sempre secondo Hutton, non ci sarebbero prove che Samhain avesse a che fare coi morti, e la Commemorazione dei defunti iniziò a essere celebrata solo in seguito, nel 998. 

Per quanto mi riguarda credo nella prima ipotesi: 

“All allows’eve” ovvero, “Vigilia di Ogni Santi”. 

Grazie per avermi letto fin qui.  ;-) 

Ricerca di Giancarlo Bertollini 

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L’aria viziata della politica romana.

I ricatti in Comune e la lotta per il municipio commissariato per mafia secondo un rappresentante della destra capitolina.
La politica non è più quella delle ideologie e del servizio alla collettività.
L’attività politica è una continua ricerca di equilibrio fra le istanze che portano sulla poltrona e le spinte degli interessi economici, di posizione o di lobby che da quella poltrona vogliono qualcosa.
In politica porre la questione della dignità e del rispetto per gli elettori può costare caro. Paradossalmente parlando, può minare in maniera irreversibile lo stesso percorso politico se ci si scontra con i poteri forti.
Al di là degli orientamenti politici di destra o di sinistra, quello che ci preme ricercare è la genesi dello scollamento tra la politica e la gente. Tra l’ideologia, che doveva guidare l’attività dei rappresentanti dei portatori di interessi, e i fatti, le manovre oscure.
Gli stakeholders di fatto ora non sono più gli elettori, ma una commistione tra sistema bancario, economico e di lobby. Una questione politica che ormai investe sia la destra che la sinistra, in egual misura.

Intervista a Sabbatani Schiuma, attivista e politico

Fabio Sabbatani Schiuma è fondatore e leader di Riva Destra, movimento nato nel 1993 dal primo storico circolo di Alleanza Nazionale. Attualmente è consigliere nel Municipio V di Roma ed ex vicepresidente del Consiglio comunale di Roma. In precedenza sempre la carica di consigliere capitolino, rivestita dal 1997 al 2013, con un totale di 17.000 voti di preferenza.
Come ha iniziato a fare politica?
«Tre libri letti, poco più che adolescente, mi hanno formato: Quel che non ha capito Carlo Marx di Armando Plebe, La fattoria degli animali di George Orwell e Un patibolo chiamato Loreto di Marino Piazzola. Ma senz'altro è stata la frequentazione di uno storico locale di destra nel rione Prati a Roma, oltre che l’ammirazione per le idee politiche di mio zio Enzo Schiuma, regista in Rai, che però in viale Mazzini ha sempre camminato con la schiena dritta e magari proprio per questo non ha fatto la carriera che avrebbe meritato.»
Fare attivismo politico che cosa significava?
«Io sono stato fortunato. Ho visto solo la parte finale dei cosiddetti “anni di piombo”, quando essere di destra significava andare incontro nel migliore dai casi a un pestaggio. Al massimo mi sono beccato una rigata al motorino davanti a scuola. Però ho fatto in tempo a imbrattarmi le mani di colla per attaccare manifesti. Ed era tutt'altra cosa.»
Scambi, favori, poca etica e compromessi: è davvero diventata così la politica?
«La politica è lo specchio del popolo, a tangente presa c’è tangente data, a clientelismo c’è la richiesta di qualcosa di cui non si avrebbe diritto, a politica distante c’è popolo disinteressato. Oggi, poi, è addirittura schifato. Ma è come un cane che si morde la coda, e per uscirne fuori non serve l’antipolitica, ma il ritorno a quella con la P maiuscola, ossia risolvere i problemi. D'altronde se le persone si vendono il voto per una cortesia o per una cena offerta, vuol dire che poi qualcuno si vende loro e i voti presi. Ma oramai i tempi sono duri… si sono mangiati pure quello che non c’era.»
Spesso per il rispetto di sacrosante battaglie sociali, per la dignità propria e del proprio mandato elettorale, la politica si deve inventare. Come è successo a lei, che è dovuto ricorrere a degli espedienti, a dei ricatti nel Comune di Roma, proprio quando a governare la città c’era una compagine a lei affine, la giunta Alemanno. Mi sembra un paradosso politico.
«Devo essere sincero: dei sindaci a cui ho fatto opposizione, Rutelli e Veltroni, di quest’ultimo ho comunque un buon ricordo e aveva in giunta galantuomini come il compianto assessore alla Cultura, Gianni Borgna. Ci si accapigliava in consiglio comunale, i toni erano duri, ma c’era rispetto e si parlava di politica, non di certo di mafia capitale… Ecco, non mi aspettavo di fare opposizione anche ad Alemanno, ma dopo anni di battaglie di destra sociale, soprattutto in periferia, dove raccontavamo di essere alternativa politica ed etica confronto alla sinistra, andare al governo della città per vedere poi la nostra bandiera ammainata e gli inchini ai poteri forti e al buonismo straccione, no, non me lo sarei aspettato.»
Per arrivare al concreto, ci racconta di come è riuscito a far valere un diritto inalienabile come quello della casa per chi, in uno stato di bisogno e di ragione, aveva ormai perso le speranze? Come andò quella storia?
«Premesso che per me casa e lavoro sono dei diritti che vanno garantiti, senza i quali le persone non sono davvero libere, una volta in Campidoglio dovetti fare ostruzionismo d’aula con migliaia di emendamenti contro il sindaco Alemanno per stornare un milione di euro stanziati nel bilancio a favore dei nomadi e darli per l’emergenza abitative delle famiglie italiane che attendevano una casa da anni in graduatoria. Poi nelle cronache giudiziarie ho capito il perché di questa resistenza.»
Se non erro, quella per lei è stata una vittoria e anche l’inizio della fine.
«È stato il momento in cui ho capito che il tempo dei samurai, che significa “servire il popolo”, era finito. Parole come fedeltà e onore sono cadute in disgrazia, nella vita comune. E quindi anche in politica.»
Avete aderito a Noi con Salvini. Un seggio al municipio, un coordinamento su Roma, e poi?
«Senta, le racconto la verità vera. Con i miei amici di Riva Destra, che non è un partito ma una comunità politica, avevamo aderito volentieri a quel progetto. E fin quando a governarlo a Roma e nel Lazio c’era gente come Gian Marco Centinaio, attuale capo dei senatori salviniani, abbiamo offerto militanza vera e concreta e portato numeri: la media per NcS nel mio municipio è stata il 4% e nel resto della città il 2,7%. Poi quando Noi con Salvini si è trasformato in “noi con quelli che la destra l’hanno distrutta”… no, grazie, già dato. Mi fermo qui, poiché presto qualcuno si renderà conto dell’errore fatto a imbarcare riciclati e saltapartiti. Non era questo il progetto nel quale abbiamo creduto.»
Mi viene da dire, citando un suo virtuale avversario ideologico, che i politici si trasformano in avversari delle istanze che avrebbero dovuto rappresentareMa se in politica ormai le correnti, gli scambi e i favori hanno più peso dell’ideologia, in che modo si possono risolvere problemi come l’occupazione giovanile e la crisi delle piccole e medie imprese, cosa che consentirebbe all’Italia di uscire dalla crisi?
«Le correnti, per me, se sono di pensiero portano a un dibattito e a una sintesi utilissime. Se diventano invece comitati di affari per la sola guerra di potere distruggono ogni forma di meritocrazia, e buttano nel secchio i problemi del popolo e le idee con cui risolverli. Per le questioni che lei mi elenca, ci sarebbe un dibattito da fare da qui a Natale; come posso sintetizzare la risposta? Agevolare davvero chi reinveste gli utili nell’assunzione di giovani, sostenere il microcredito, pagare meno tasse, ma pagarle tutti… Il problema resta avere governi eletti dal popolo che vadano in Europa e difenderlo e non a sacrificarlo per restare sulla poltrona e svendere l’Italia a pezzi. Dal 2011 siamo vittime di un colpo di stato, punto. Come al solito ho detto cose non politicamente corrette, lo so, ma sono fatto così, dico e faccio quello che penso e non ciò che mi converrebbe. Se vuole non la pubblichi l’intervista, non me la prenderò.»
Fonte QUI ! 

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mercoledì 27 dicembre 2017

OPERA IN ROMA è lieta di annunciarvi il nuovo programma lirico: Va Pensiero... Verdi, solo Verdi, fortissimamente Verdi !

Un concerto è l'occasione per rivivere in pillole il meglio, o per dirla in altro modo, quello che ricordiamo di più, del repertorio di un genere.
Estrapolare le arie del genio, del Mago, di Busseto è impresa impossibile tanto i suoi melodrammi erano costruiti, pur nei numeri chiusi, in funzione di un pensiero drammatico unitario e consequenziale.

Detto ciò il programma del "Va Pensiero..." vuole essere proprio questo, un rimando, una rimembranza che ci faccia viaggiare attraverso la parabola compositiva verdiana (nel corso del concerto verranno eseguiti brani tratti da ben dodici opere di Giuseppe Fortunino Verdi: Nabucco, Ernani, Attila, I Masnadieri, Luisa Miller, Il Trovatore, La Traviata, I Vespri siciliani, Un Ballo in maschera, Don Carlos, Aida e Falstaff) attraverso un secolo che dalla nascita di Verdi, nel 1813, alla sua morte nel 1901, è stravolto dalle scoperte e dalle rivoluzioni sociali, politiche e scientifiche.

Un viaggio sulle note del Bardo italiano per eccellenza!
Un’esperienza multisensoriale dunque, perchè l'esecuzione delle arie, dei duetti e degli strumentali verrà accompagnata dalla proiezione di immagini e commenti che ci faranno immedesimare nella Musica stessa per conoscere L’Uomo, il suo Tempo, il suo Mondo.
Un bagno di suoni e di immagini che non potrà non entusiasmarvi.

La sede del concerto è la prestigiosa sala auditorium della Chiesa Valdese in via 4 Novembre 107, a Roma, a due passi dall'altare della Patria, da Piazza Venezia e da tanta storia.
L'ottima acustica della sala accoglierà i suoni e le melodie immortali in un dolce abbraccio.

Per informazioni e prenotazioni chiamate il numero 3349516109

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Un piccolo assaggio di lavoro prima di chiudere il 2017.

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27/12/2017
AL TRAGUARDO GLI ORDINI PER LE PROFESSIONI SANITARIE
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27/12/2017
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NORMATIVA ISO
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ITALIA ED EUROPA SONO RIMASTE INDIETRO RISPETTO A CINA E STATI UNITI NELL' APPLICARE IL DIGITALE ALL' INDUSTRIA. IL PIANO IMPRESA 4.0 NON BASTA (CARLO FERRO*)
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