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mercoledì 29 novembre 2017

Le Competenze Digitali 4.0: Scuola, Lavoro e Impresa.

INVITO
Le Competenze Digitali 4.0: Scuola, Lavoro e Impresa 

Milano, 12 dicembre 2017 - ore 9,30
Auditorium Bicocca - edificio U12 - Via Vizzola 5 - 20126 Milano

Le competenze digitali sono ormai un fattore strategico per la competitività del nostro sistema socio-economico, ma la consapevolezza della loro importanza è ancora troppo poco diffusa così come poco diffusi sono gli skill nelle imprese, nelle pubbliche amministrazioni, nei cittadini.

Il percorso da seguire, a partire dalla scuola, diventa quindi duplice: da un lato gli stakeholder istituzionali stanno lavorando per definire gli standard, le normative e le politiche legate all’innovazione e alla formazione; dall’altro, occorre diffondere nella collettività la percezione della trasformazione digitale come driver di sviluppo ormai ineludibile.

Le maggiori associazioni dell’ICT, insieme all’Agenzia per l’Italia Digitale e al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e hanno collaborato fianco a fianco per dare continuità ad un progetto unitario, che pone al centro della riflessione il tema della Cultura Digitale e il suo ruolo nel sistema formativo ed imprenditoriale italiano.
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PROGRAMMA

9.00 Registrazione dei partecipanti

9.30 Saluti di benvenuto
Prof.ssa Maria Cristina Messa - Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca - Milano

Interventi Istituzionali 
La Trasformazione Digitale una sfida per il sistema educativo del Paese
Valeria Fedeli - Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (messaggio)

L’Innovazione Tecnologica del Comune di Milano
Roberta Cocco - Assessore a Trasformazione digitale e Servizi civici del Comune di Milano

10.20 Apertura dei lavori
Andrea Biondi - Il Sole 24 Ore

Web vacancies, gap occupazionale e nuove professioni digitali
Mario Mezzanzanica - Università degli Studi Milano-Bicocca

La domanda di nuove professioni digitali nelle aziende e nella pubblica amministrazione
Giancarlo Capitani - Presidente NetConsulting cube

11.00 Tavola Rotonda - Le competenze digitali nelle Imprese e nella PA 4.0 - Ne discutono:

Andrea Bianchi - Direttore Politiche Industriali - Confindustria
Fabio Fulvio - Responsabile Settore Politiche per lo Sviluppo - Confcommercio
Roberto Orofino - Direttore Strategie e Innovazione Offerta - Lombardia Informatica 
Franco Patini - Osservatorio delle Competenze Digitali
Antonio Samaritani - Direttore Generale - AGID 
Guido Scorza - Affari Regolamentari nazionali ed europei - Team per la Trasformazione Digitale 

12.30 Chiusura lavori
Andrea Biondi - Il Sole 24 Ore

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Ai partecipanti verrà distribuita copia del volume “Osservatorio delle Competenze Digitali 2017"
La partecipazione al convegno è gratuita ma soggetta a preiscrizione. 

  

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ANITEC-ASSINFORM • Via Sacchi, 7 20121 Milano (Italy) 
• +39 02 0063281

sabato 11 aprile 2015

Qualche riflessione sulla questione ROM (alias ZINGARI).

Fabio Sabbatani Schiuma
- Riflettiamo un attimo: la sinistra ben pensante si riempie la bocca nella difesa dei loro diritti, usi e costumi e da anni fa percepire suon di milioni ai soliti noti (Opera Nomadi, Sant'Egidio ecc) di euro per la cosiddetta integrazione, che passa innanzitutto per la scolarizzazione dei bambini rom. E' un atto - dicono - che serve per farli... appunto integrare e perchè le leggi italiane parlano di 'scuola dell'obbligo' per i minori. Ora, la prima domanda sorge spontanea: ma se devono rispettare le nostre leggi, perché se a una coppia di rom che non li manda a scuola, il tribunale dei minori sentenzia sempre il 'ricongiungimento con il nucleo familiare', anche in caso di evidente stato di abbandono del minore, per non parlare della flagranza del 50esimo piccolo furto nella quale vengono spesso sorpresi, mentre a una coppia di italiani viene sospesa la patria potestà in un batter baleno per cose molto meno gravi? E ancora: vogliamo difendere i loro diritti e le loro tradizioni? Bene, allora nella antica cultura 'gitana', la lettera scritta non esiste e viene sostituita dalla tradizione orale, dalla magia del suono: non è una violenza allora mandarli a scuola e costringerli all'alfabetizzazione? Dal 1997 ho fatto il consigliere comunale di Roma e allora il sindaco Rutelli, tramite il suo assessore alle politiche educative, Fiorella Farinelli (CGIL doc), iniziò a sperperare i nostri soldi con la scolarizzazione: 5 miliardi di lire annui. Negli anni successivi, anche con le giunte Veltroni, ho sempre attaccato su questo tema contestando i loro numeri e l'efficacia poi di questo sistema: mi rispondevano che 'il 70% dei bimbi rom si è iscritto a scuola però!'. E ribattevo, dati alla mano, che mi andavo a spulciare tra la reticenza delle coordinatrici didattiche politicizzate, che 'solo il 20% è poi frequentante', ossia che i genitori - quando lo sono realmente e non si sono venduti i figli ad altre coppie per il business dell'accattonaggio e della piccola criminalità - a scuola non ce li mandano proprio. Proponevo quindi di smetterla con questo sperpero inutile di denaro pubblico, almeno, invece di far passare il pulmino delle solite associazioni amiche loro, davanti al campo per portarli a scuola, ci fosse la cosiddetta 'presa in carico': il personale delle associazioni entra nel campo e va direttamente a prendere il bambino, lo porta a scuola e poi lo riconsegna a casa. Troppo costoso però: dov'è poi il lucro? Ovviamente la mia prima interrogazione fu per chiedere almeno di provvedere, all'interno dei plessi delle scuole dell'integrazione, affinché i bambini rom arrivassero in classe docciati, poiché il loro stato di sporcizia era la prima barriera divisoria con gli altri bambini. Sia per la presa in carico che per l'igiene dei bambini, per la sinistra il razzista ero io e nelle risposte alle mie interrogazioni scrivevano proprio così: 
"linguaggio e metodi evidentemente razzisti".

Fabio Sabbatani Schiuma - Segretario Nazionale di Riva Destra

www.studiostampa.com

lunedì 9 settembre 2013

Verificate sempre le notizie col metodo Socratico dei Tre Setacci !

Nell'antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza. Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:

- Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?

- Un momento - rispose Socrate. - Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.

- I tre setacci?

- Ma sì, - continuò Socrate. - Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?

- No... ne ho solo sentito parlare...

- Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?

- Ah no! Al contrario

- Dunque, - continuò Socrate, - vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell'utilità. E' utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?

- No, davvero.

- Allora, - concluse Socrate, - quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?

Se ciascuno di noi potesse meditare e metter in pratica questo piccolo test... forse il mondo sarebbe migliore.

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