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mercoledì 10 marzo 2021

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giovedì 14 luglio 2016

Ci ha lasciati un grande uomo, un grande esempio, un grande amico. Ciao Annibale.

È morto lo storico sarto dei Papi

Addio ad Annibale Gammarelli contitolare della ditta di via di Santa Chiara Confezionò abiti talari a Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI


Se ne è andato l’ultimo sarto del Papa. È morto martedì 12 luglio Annibale Gammarelli, contitolare della storica sartoria di abiti ecclesiastici in via di Santa Chiara, a due passi dal Pantheon, che realizza, tra le altre, le vesti dei Pontefici.
Il negozio, con laboratorio sartoriale al proprio interno, vanta una tradizione più che secolare. Fondato nel 1798 ha servito ben 12 Pontefici: da Pio IX a Papa Francesco. Le sapienti mani della famiglia Gammarelli hanno tagliato su misura abiti talari e soddisfatto desideri dei discendenti in Terra di San Pietro. Come quando Papa Giovanni XXIII chiamò Annibale e gli disse: «Gammarelli, vorrei un camauro. Mio zio - racconterà negli anni successivi il nipote Lorenzo - cadde dalle nuvole. Non non si dice mai un "no" ad un desiderio del Papa e dunque rispose: senz'altro, Santità , provvederemo immediatamente. Mio zio aveva una vaga idea di ciò che era un camauro e soprattutto non sapeva dove cominciare per confezionarlo e se a Roma c’erano artigiani in grado di soddisfare la curiosa richiesta. Dopo avere consultato enciclopedie di vario tipo si accorse che il camauro era molto ben documentato dal punto di vista figurativo, ma rimaneva il problema di come farlo e chi lo potesse fare. Fu presto risolto avendo in negozio il velluto del colore adatto ed una manodopera specializzata. Il tutto per la completa soddisfazione del Papa buono e l’orgoglio di avere esaudito un desiderio del Pontefice. In seguito è stato di nuovo confezionato per Sua Santità Benedetto XVI ma non in velluto rosso bensì in damasco bianco, da indossare nel periodo pasquale».
All’interno della bottega della famiglia Gammarelli sono stati confezionati innumerevoli abiti talari, non solo per i Papi ma anche per cardinali e monsignori di tutto il mondo. I negozi di abiti talari non sono numerosi ma si trovano anche a Milano, Firenze e Napoli.
Non mancano neppure all’estero ma quelli di Roma in particolare sono considerati più «alla moda». Per restare in tema di moda, ad esempio Giovanni Paolo II preferiva lo zuccotto più piccolo e tanti si adeguarono; così come Benedetto XVI rispolverò l’uso delle mozzetta rossa bordata di pelliccia indicando a vescovi e cardinali più rigore nel vestire. Abiti dal bianco avorio, al rosso ponsò dei cardinali, dal paonazzo dei vescovi al nero sacerdotale, il made in Italy fa tendenza anche tra gli uomini di Dio e non deve sorprendere una punta di ingenua vanità. Il cavallo di battaglia e fiore all’occhiello della bottega resta l’intramontabile abito talare bianco di satin di lana, la fascia di seta pura marezzata, una mozzetta rossa come le scarpe in vacchetta. È la divisa che nella sartoria ecclesiastica prepara, prima di ogni conclave, in tre esemplari - misura piccola, media e large, come da tradizione - per l’elezione del nuovo Pontefice.
Tessuti naturali, al bando zip o automatici. Qui la tradizione è sacra: esclusivamente asole e bottoni. I Gammarelli trattano anche con cardinali e vescovi consapevoli di un privilegio che esige riservatezza e compostezza.
Cattolici, lettori dell’Osservatore Romano per essere informati delle vicende d’Oltretevere, hanno servito il Papa anche come mazzieri ovvero, guardie del corpo di Sua Santità. Un’investitura dal significato simbolico e devozionale che ha investito anche Annibale, quinta generazione di questa storica famiglia. Ora toccherà alla sesta, con il nipote Lorenzo, che già lavora all’interno della ditta inserita, nel 2000, nell’elenco dei Negozi Storici di Roma, ed è probabilmente la più antica ditta della città ad essere ancora gestita da discendenti diretti del fondatore. L’Osservatore Romano, nell’edizione di domani (oggi ndr ), ne pubblica il necrologio: «Il giorno 12 luglio è mancato improvvisamente il Commendatore Annibale Gammarelli che si è ricongiunto ai suoi carissimi figli Marco e Nicola nella casa del Signore. Ne danno il triste annuncio la moglie Stefania, i figli Alessia con Martin, Stefano Paolo con Ilaria e le amate nipotine Veronica e Sofia. Il funerale sarà celebrato il giorno 14 luglio alle ore 10 presso la Parrocchia del Preziosissimo Sangue, via Flaminia Vecchia, 732».

martedì 8 aprile 2014

La Fondazione Allori a Palazzo Maturi di Amorosi (BN).

a 30 anni dalla firma del nuovo concordato, presenta il volume: 
Accordi di Libertà
dalla revisione del Concordato 
agli accordi con le altre Confessioni religiose. 
Sabato 12 aprile, ore 17, Palazzo Maturi, Amorosi (BN). 
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sabato 14 dicembre 2013

Laura Madrigali (Forza Popolare): Vogliamo ricominciare a vivere, morire di tasse non è tollerabile.

Forza Popolare ha detto basta. Dopo che sono rimaste inascoltate anche le richieste degli imprenditori all’Ultimatum Day del 30 novembre scorso a Roma, è iniziata la raccolta delle richieste di asilo politico al Vaticano. Un vero e proprio esodo per gli imprenditori e le vittime di Equitalia senza più nessuna speranza di ripresa. 
Così Laura Madrigali, presidente nazionale di Forza Popolare: “Gli imprenditori italiani, al ritmo di mille imprese chiuse al giorno, da principale risorsa dell’economia del paese che erano in pochi anni hanno perso tutto: aziende, abitazioni, lavoro e dignità. Schiacciati e stritolati dalla pressione fiscale più alta d’Europa, marchiati d’infamia come cattivi pagatori, senza possibilità di accesso al credito perché colpiti da segnalazioni bancarie, con i beni di proprietà colpiti da decreti ingiuntivi, i capannoni, gli uffici e le attività commerciali chiuse, queste vittime della crisi non hanno scampo. Il Governo non riesce a formulare soluzioni per una crescita, e sempre più si è costretti a scegliere se pagare le tasse, pagare lo stipendio ai dipendenti o portare il pane a casa. Questa nazione non la riconosciamo più. Il Governo ha dimostrato che non c’è una volontà politica di trovare soluzioni favorevoli alle imprese, alle famiglie, alla creazione di nuovi posti di lavoro. L’edilizia popolare è ferma, occorrono urgentemente alloggi a prezzi calmierati per chi resta senza casa -sono le dure parole di Laura Madrigali- mentre si concedono sconti e moratorie ai grandi evasori fiscali, si coprono le voragini delle banche che non prestano più denaro e si riducono a mendicare un pasto alla Caritas gli onesti lavoratori, i pensionati, dopo una vita di tasse e contributi pagati. I politici vivono ormai in un altro mondo, un mondo dorato e luccicante fatto di interessi personali, di potere per il potere, che respinge ogni tentativo di dialogo costruttivo che parta dai cittadini. Abbiamo un debito pubblico previsto nel 2014 al 134% del PIL, un deficit al 3%, e si continuano a buttare fiumi di denaro per pagare privilegi, consigli di amministrazione di Enti inutili, stipendi e pensioni d’oro. Se non si fanno passi concreti per risolvere i problemi dei datori di lavoro, non si può certo pensare di sollevare la nostra economia dai costi della disoccupazione. Credo che la spina alla politica stavolta saranno i cittadini a staccarla, sottraendosi a questo gioco al massacro. Confido che Papa Francesco saprà capire il dramma di chi si sente costretto a cercare un rifugio altrove perché vittima di un disegno politico perverso e allucinante, votato all’impoverimento sistematico di ogni risorsa nazionale e personale dei cittadini italiani, perseguitati in più da tassazioni e interessi di mora insostenibili. Abbiamo adottato come immagine simbolo dello sfacelo italiano la nave mercantile Vlora -prosegue Laura Madrigali - che arrivò al porto di Bari nel 1991 carica di profughi albanesi. Il ricordo di quell'approdo è ancora ben vivo nella nostra mente, riflettano i politici italiani e i burocrati europei su come hanno fatto diventare l'Italia da terra promessa a terra dalla quale fuggire in meno di vent'anni, un crocevia di immigrazione dove neppure più i profughi che arrivano coi barconi dalle coste africane desiderano rimanere".
Lo studio legale dell'avvocato Simone Sacchetti di Bologna è stato eletto come domicilio per la raccolta delle istanze di asilo politico allo Stato di Città del Vaticano per motivi umanitari. 
Gli imprenditori e i loro famigliari che, riconoscendosi nelle motivazioni presentate da Forza Popolare, intendono liberamente presentare la richiesta di asilo politico, possono farlo tramite l’iniziativa Bye Bye Italy visibile alla pagina Facebook: 
facebook.com/byebyeitaly o scrivendo all’indirizzo e-Mail: byebyeitaly.asilopolitico@forzapopolare.it

Si prega di dare rilievo stampa alla notizia.
Per contatti e interviste, l’addetta stampa è disponibile 
al numero: 335.8088.688
e all’ indirizzo e-Mail: ufficiostampa@forzapopolare.it

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domenica 28 luglio 2013

E' morto Ersilio Tonini, il cardinale buono Amava Socrate e Platone, aveva 99 anni

Nel suo ultimo intervento aveva detto: 

«Il giornalismo italiano e mondiale o è profeta o è niente!»

PER APPROFONDIRE tagersilio toninicardinalemorte
Ersilio Tonini
RAVENNA - Il cardinale Ersilio Tonini è morto la scorsa notte, verso le 2, all'Opera Santa Teresa di Ravenna, dove alloggiava da molti anni. Il decesso è sopravvenuto per complicazioni nelle ultime ore alle sue condizioni. Aveva compiuto 99 anni il 20 luglio.

All'Opera di Santa Teresa di Ravenna si sta preparando la camera ardente per il cardinale Ersilio Tonini. L'intenzione dei responsabili dell'Istituto è quella di aprire prima possibile la camera ardente, nella Chiesa di Santa Teresa, per poter accogliere le molte persone che chiedono di poter dare l'ultimo saluto al cardinale. I funerali dovrebbero essere celebrati martedì nel Duomo di Ravenna.

Il cardinale Ersilio Tonini era lucido la scorsa notte, negli ultimi istanti della sua vita. «Ha pregato e ha detto 'voletevi bene, io devo tornare dal Padre miò», ha riferito suor Virginia, che fino all'ultimo lo ha assistito nel suo alloggio assieme alle infermiere. «L'amore è la cosa più importante nella vita», ha detto ancora il porporato. Ieri il card.Tonini aveva passato una giornata agitata, ma la scorsa notte era calmo, sereno e consapevole - ha aggiunto suor Virginia - che la sua vita si stava spegnendo. 


lunedì 11 febbraio 2013

Il Papa lascia il Pontificato per “l’età avanzata”

“Lascio per il bene della Chiesa”. Con queste parole, Benedetto XVI ha annunciato l’intenzione di mettere fine al proprio pontificato a partire dal prossimo 28 febbraio. L’annuncio è stato fatto personalmente dal Papa in latino, durante il concistoro per le nuove canonizzazioni.

Il Papa ha spiegato di sentire il peso dell’incarico di pontefice e di aver a lungo meditato su questa decisione. La forza, ha detto il Papa, “per l’età avanzata negli ultimi mesi, in me è diminuita in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”. 

La decisione, una prima assoluta in epoca moderna, è stata come “un fulmine a ciel sereno”, secondo le parole del cardinale Angelo Sodano. Svariate le attestazioni di stima e di solidarietà da parte del mondo politico e istituzionale, in Italia e nel mondo.

Fonte: EURONEWS

(Audio – Latin)

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