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mercoledì 16 settembre 2015

PUTIN:"METTIAMO DA PARTE LE AMBIZIONI E UNIAMOCI NEL COMBATTERE L'ISIS".

"METTIAMO DA PARTE LE AMBIZIONI E UNIAMOCI NEL COMBATTERE L'ISIS" Putin tende la mano all'occidente, ma le vostre tv e i vostri giornaloni censurano la notizia: http://goo.gl/keDToACONDIVIDETE, perché nessuno ve la farà leggere. FATELO ORA, è importante!
Posted by TzeTze on Mercoledì 16 settembre 2015
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sabato 8 marzo 2014

ITALIA 1944: Le Prime Donne Soldato !

Grandola ( Como ), settembre 1944 . Ausiliarie del I Corso di addestramento "Nettuno" della "Decima" eseguono esercizi ginnici. A questo corso parteciparono 45 giovani, quasi tutte studentesse, che già a Roma avevano assistito i feriti del "Barbarigo". 
Fonte: Ettore Rivabella

martedì 24 dicembre 2013

"Sui marò il Colle ha dimenticato l'orgoglio nazionale"

La lettera di un ufficiale al presidente della Repubblica in merito al suo colloquio con i due marò.
Classe 1940, carrista e lagu­nare, il generale Alberto Fi­cuciello è sempre stato un uf­ficiale con la «U» maiusco­la.
Nato nella Venezia Giulia che non c’è più, è stato addetto militare a Londra e ha coordinato le missioni italiane in Albania, nell'ex Jugoslavia e in Afghanistan. Amante della scherma ha ri­coperto il ruolo di coman­dante Nato per il Sud Euro­pa. Il 12 novembre 2003 ha perso il figlio Massimo nella strage di Nassiriya reagen­do con grande dignità. Non è più in servizio, ma sui marò ha scritto quello che molti al­ti ufficiali sotto le armi pen­sano e non possono dire.
FBil

Illustre direttore,
mi riferisco all'articolo di Fausto Biloslavo su il Giornale di sabato 21 dicembre. Non credo che siamo pochi pazzi sognatori a voler credere nell'Italia in maiuscolo, quindi la vergogna per la vicenda dei marò dovrebbe essere una triste condizione diffusa, sulla quale doveva (e dovrà) ben riflettere chi ha consigliato quel collegamento certamente imbarazzante per il presidente della Repubblica (quello di Napolitano in teleconferenza con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per gli auguri di Natale, ndr), per la manifesta umiliante ammissione di impotenza nazionale. Sarebbe stato un rigurgito di orgoglio troppo ardito suggerire, invece, di apostrofare l'ambasciatore indiano magari durante l'incontro con il corpo diplomatico? Senza infrangere troppo pesantemente l'etichetta si sarebbe potuto dire, per esempio, che se si riesce a trattare con i peggiori terroristi il rilascio di connazionali rapiti, non dovrebbe risultare tanto difficile convincere una nazione dalla civiltà millenaria paladina della non violenza ad applicare il diritto internazionale... Ma forse i valorosi fucilieri del San Marco sentiranno invece propria la colpa principale, nel fatto di non essere temerari giornalisti o turisti irrispettosi degli avvisi di sicurezza, bensì soldati disciplinati e leali, difensori ammirevoli dell'onore residuo di uno Stato imbelle. 

Fonte: Il Giornale

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venerdì 20 settembre 2013

MILITARI: Articoli da Analisi Difesa

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LE NUOVE UNIFORMI DELLA MARINA

di Redazione
20 settembre 2013
Adnkronos – Praticità, comfort, tessuti naturali ma soprattutto made in Italy e tradizione. Sono queste le caratteristiche scelte per il nuovo vestiario di bordo dalla Marina Militare  presentato presso il [...]
Categorie : NEWS
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LA RUSSIA TORNA SULL’ARTICO CON UNA BASE MILITARE

di Redazione
20 settembre 2013
di Antonella Scott da Il Sole24Ore del 17 settembre 2013 Dopo 20 anni, la Russia torna sull’Artico con una presenza militare stabile. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin, annunciando [...]
Categorie : ANALISI MONDO
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SIRIA: I RAZZI DELLA STRAGE DI GHOUTA

di Redazione
20 settembre 2013
Al termine dell’ispezione in Siria il team dell’Onu guidato dallo svedese Ake Sellstrom ha scritto: “I campioni raccolti forniscono prove chiare e convincenti che sono stati utilizzati razzi contenenti gas [...]
Categorie : ANALISI MONDO
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L’OLANDA E I 37 JSF, LA VOLPE E L’UVA

di Silvio Lora Lamia
20 settembre 2013
Meno della metà. Cosa ci sia davvero dietro la decisione dell’Olanda di ridurre da 85 a 37 il numero di F-35 a decollo convenzionale chiesti dalla sua aeronautica militare per [...]
Categorie : COMMENTI
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BOOM DI VIOLENZE IN AFGHANISTAN

di Redazione
19 settembre 2013
ANSA – Gli incidenti violenti fra metà maggio e metà agosto 2013 in Afghanistan sono stati 5.922, in aumento dell’11 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012. E’ quanto [...]
Categorie : ENDURING FREEDOM

sabato 20 luglio 2013

Russia, la più grande esercitazione militare dai tempi dell'Unione Sovietica

Mobilitati 160mila uomini, 1000 carri armati, 70 navi da guerra e 130 velivoli da combattimento 

compresi i bombardieri, nome in codice “Orso-H”, che trasportano le bombe nucleari


La Russia mostra i muscoli e ordina “l’assetto di combattimento” 
per la più grande esercitazione militare dai tempi dell’Unione Sovietica.

Il 13 maggio Vladimir Putin ha attivato la mobilitazione di 160mila uomini, 1000 carri armati, 70 navi da guerra e 130 velivoli da combattimento compresi i bombardieri, nome in codice “Orso-H”, che trasportano le bombe nucleari. “La base russa dei bombardieri strategici Tupolev 95 Ms Bear-H nella regione di Amur sono in stato di combattimento per partecipare alle massicce manovre nel distretto militare orientale” ha annunciato il ministero della Difesa russo.
L’esercitazione si sviluppa in Siberia ed è un chiaro messaggio di forza al Giappone ed i suoi alleati americani oltre che alla super potenza cinese. Stratfor, il think tank vicino alla Cia, ha pubblicato in febbraio un libro dal titolo allarmante: “Il Pacifico asiatico erutterà?”. Tutti guardano alla crisi in Medio Oriente, ma la scintilla di un conflitto ancora più devastante e forse mondiale potrebbe scoccare molto più ad Est. Il Giappone ha  conti aperti sia con la Russia che con la Cina sulla sovranità di alcuni isole strategiche. Pechino non ha mai ammorbidito le mire nazionaliste su Taiwan e la Corea del Nord è governata da un dittatore stalinista con un arsenale nucleare puntato su Seul. Gli Stati Uniti entrerebbero automaticamente in guerra se i loro alleati giapponesi, coreani o taiwanesi venissero attaccati. La Russia, che oltre all’Europa si estende dagli Urali fino al Pacifico, vuole dimostrare mobilitando le forze armate che non molla la partita strategica in Estremo Oriente.
Non a caso il 16 luglio lo stesso Vladimir Putin, il nuovo Zar, ha assistito ad una parte della gigantesca dimostrazione di forza sulle isole Sakhalin. Guarda caso  il Giappone rivendica nel Pacifico le isole Kurili, che furono occupate da Stalin alla fine della seconda guerra mondiale. Una zona pescosa dove si stima ci siano ricche riserve sottomarine di gas e petrolio. Konstantin Sivkov, un ex ufficiale dello stato maggiore russo, ha spiegato che le manovre sulle Sakhalin simulavano la reazione ad un ipotetico attacco giapponese con l’appoggio americano. La più grande esercitazione russa dai tempi dell’Urss si tiene in un’area strategica a ridosso del confine con la Cina lungo 4195 chilometri. Alexander Khramchikhin, analista militare a Mosca non ha dubbi: “E’ ovvio che la parte terrestre dell’esercitazione è rivolta a Pechino e quella sulle isole al  Giappone”

domenica 2 dicembre 2012

I NOSTRI MARO'

Un pensiero di risposta sui Marò al Sig. Ministro. Mi complimento per l'eccellente lavoro diplomatico delle nostre istituzioni ma ritengo doveroso ricordare che la risposta da dare a chi, col sotterfugio, sequestra due nostri ragazzi, non può essere quella di esprimere il nostro rammarico e la nostra ferma opposizione ma quella di una immediata azione militare di recupero e sottolineare ai signori indiani che il RISPETTO non può essere a senso unico. Sono queste le cose che minano la credibilità delle nostre istituzioni. Nessuno si dovrebbe permettere di farla franca dopo aver adottato un comportamento piratesco nei nostri confronti.
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sabato 27 ottobre 2012

LE VERGOGNE ITALIANE !

Per alcune generazioni molte italiane hanno partorito imbecilli e, come dice spesso Maurizio Costanzo, la mamma dei cretini è sempre incinta! 

sabato 9 ottobre 2010

Agguato ai nostri ragazzi in Afghanistan.

Farah, 09-10-2010
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha reso noto i nomi di due delle vittime dell' agguato in Afghanistan. Si tratta del caporalmaggiore Gianmarco Manca, 32 anni, di Alghero (Sassari), e di caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni di Gagliano del Capo (Lecce), entrambi di stanza al settimo reggimento alpini di Belluno. Il ministro ha precisato in una conferenza stampa a Milano che si tratta delle due vittime di cui sono finora state avvisate le famiglie.
Sarebbe stato un potentissimo 'Ied', un ordigno esplosivo improvvisato, a provocare la morte dei quattro militari italiani in Afghanistan. L'ordigno, rudimentale ma potentissimo, avrebbe investito in pieno un blindato 'Lince', che questa volta - a differenza di molte altre - non ha retto all'urto. Il mezzo, sul quale sembra viaggiassero tutti e quattro i militari uccisi e il ferito, è andato distrutto. All'esplosione sarebbero anche seguiti colpi di arma da fuoco.
(Archivio)
L'attentato che ha causato la morte dei 4 militari itani in Afghanistan si è verificato nella provincia del Gullistan, nell'area di competenza italiana del Prt (Provincial Reconstruction Team) di Herat.
Il militare "al momento è cosciente" ed è stato trasferito nell'ospedale di Delaram, nella provincia sudoccidentale di Nimroz. Lo ha dichiarato Massimo Fogari, portavoce dello Stato Maggiore della Difesa precisando che il soldato ha riportato "traumi vari da esplosione".
Erano tutti in forza al 7° reggimento alpini di stanza a Belluno, inquadrato nella brigata Julia, i 5 militari coinvolti nell'esplosione che ha investito un blindato Lince alle 9.45 locali, nel distretto di Gulistan.
Nell'esplosione hanno perso la vita il primo caporal maggiore Gianmarco Manca (nato ad Alghero il 24 settembre 1978), il primo caporal maggiore Francesco Vannozzi (nato a Pisa il 27 marzo 1984), il primo caporal maggiore Sebastiano Ville (nato a Lentini, provincia di Siracusa, il 17 settembre 1983) e il caporal maggiore Marco Pedone (nato a Gagliano del Capo, in provincia di Lecce, il 14 aprile 1987).
Il militare rimasto ferito e' il caporal maggiore scelto Luca Cornacchia (nato a Pescina, in provincia dell'Aquila, il 18 marzo 1972), il quale e' cosciente, ha riportato ferite a un piede e traumi da esplosione ma non versa in pericolo di vita. Attualmente si trova ricoverato presso l'ospedale da campo statunitense di Delaram, da dove ha raggiunto telefonicamente la moglie per aggiornarla sulle proprie condizioni.
Il messaggio del Quirinale.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con profonda commozione la notizia del gravissimo attentato in cui hanno perso la vita quattro militari italiani impegnati nella missione internazionale per la pace e la stabilità in Afghanistan, rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari dei caduti. E' quanto si legge in una nota diffusa dal Quirinale.
La procura di Roma ha aperto un fascicolo in merito alla morte dei quattro soldati italiani avvenuta in Afghanistan. Ipotesi di reato è di attentato con finalita' di terrorismo. L'inchiesta e' stata affidata ai sostituti Francesco Scavo e Giancarlo Amato ed e' coordinata dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti che guida il pool antiterrorismo.
La Russa: "Convoglio già attaccato ieri".
Il convoglio di 70 mezzi, di cui faceva parte il Lince oggetto di un attacco oggi in Afghanistan che è costato la vita a quattro militari italiani e il ferimento grave ad un quinto, "era gia' stato attaccato con armi leggere nella giornata di ieri" quando era stato colpito un mezzo però statunitense. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Il Lince dell'Esercito italiano, che si trovava al centro di un convoglio per il trasporto di elementi logistici, è stato colpito "a 200 chilometri ad est della città di Farah, nella zona sud ai confini della zona di competenza dei militari americani e inglesi".

Ufficio Stampa.

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