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martedì 7 luglio 2015

"Ecco perché Latorre e Girone sono certamente innocenti".

Esce il libro "Il segreto dei marò", di Toni Capuozzo. L'inviato di guerra non ha dubbi: "Sono evidenti le responsabilità di politici e alti ufficiali".
Da oggi è in libreria "Il segreto dei marò" di Toni Capuozzo (Mursia Editore). Nel libro il giornalista Mediaset, autore e conduttore del programma di approfondimento del TG5 «Terra», non solo smantella le tesi indiane sulla colpevolezza dei marò, ma denuncia anche il distacco dei vertici politici e militari italiani colpevoli, di aver affrontato la vicenda come se Salvatore Girone e Massimiliano La Torre fossero due colpevoli anziché due innocenti. 
Ma Capuozzo - come leggiamo in questo estratto - punta anche il dito sugli alti ufficiali che continuano, nonostante le evidenti responsabilità nella vicenda, a venir promossi e far carriera.

QUI L'ARTICOLO SU "IL GIORNALE".

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sabato 4 luglio 2015

Marò, nuovo rinvio. Spostata a 4 agosto udienza corte suprema di Nuova Delhi.

Il 15 luglio scade permesso di tre mesi di Latorre. 
E' stata spostata al prossimo 4 agosto l'udienza nella Corte suprema di New Delhi in cui si deve esaminare il ricorso dei fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sull'utilizzazione della polizia antiterrorismo Nia nell'incidente in mare del febbraio 2012 che li coinvolge nella morte di due pescatori indiani. E' quanto emerge dall'agenda della stessa Corte consultabile in internet. L'udienza, gia' fissata per il 28 aprile, era stata rinviata prima al 7 e poi al 14 luglio, e ora di nuovo al 4 agosto.

Fonte: ANSA - Articolo Completo QUI !

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giovedì 13 marzo 2014

«Perché l’Italia si inchina a Lula amico del terrorista assassino?»




martedì 4 marzo 2014

Marò: scomparse le prove d'innocenza !

Quanto accaduto nelle acque indiane è stato documentato ma foto e filmati con i riscontri dell’innocenza sono spariti.
Un giallo nella vicenda dei marò: lo scontro all'origine del caso, avvenuto in acque internazionali il 15 febbraio del 2012, con Latorre e Girone a bordo della nave italiana Enrica Lexie, è stato filmato e fotografato. In quelle immagini, mai mostrate, c’è la prova dell’innocenza dei due fucilieri.
Su questo ha indagato Toni Capuozzo, giornalista di lungo corso, da tempo impegnato per fare luce sulla vicenda. Nei giorni scorsi si è recato in India, acquisendo una serie di importanti notizie raccontate nella puntata di ieri sera della trasmissione «Terra!», Su Rete 4. Capuozzo, attraverso una serie di fonti «che preferiscono rimanere anonime e non potrebbe essere altrimenti», ha appurato che il tentativo di abbordaggio dell’Enrica Lexie da parte di un barchino, respinto poi dall’intervento dei fucilieri, è stato fotografato e filmato. 

Fonte: IL TEMPO - Articolo Completo QUI !

QUI LA VICENDA DEI NOSTRI MARO' !

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sabato 22 febbraio 2014

Quel commando dei Marò che salvò dodici indiani.

2011: una task force italiana interviene in Afghanistan. 
Veri eroi, ma a New Delhi li hanno dimenticati.

Hanno rischiato la vita per salvarli, temerari e impavidi come nessuno mai. Non hanno esitato, armi in pugno, né tentennato un secondo. Ed è grazie al loro coraggio che il 3 novembre 2011, a trecento metri dall’aeroporto di Herat, in Afghanistan, i corpi speciali italiani della Task force 45, di cui fanno parte anche i Comsubin, i commando della nostra Marina militare, impediscono ai terroristi di ammazzare 31 civili. 
Fra questi 12 indiani.
I nostri Marò che «strappano» dalle mani dei kamikaze 12 cittadini indiani destinati a morte certa. Pochi mesi dopo, il 15 febbraio 2012, due nostri fucilieri della Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, finiscono prigionieri delle autorità indiane dalla memoria corta, che in spregio al diritto internazionale li arrestano e li tengono in India due anni senza nemmeno formulare un capo d’imputazione. Quel 3 novembre 2011 la Task Force 45 si trova di fronte a una missione complicata. Un commando suicida dei talebani formato da due persone, con addosso giubbotti esplosivi, affiancato da cinque miliziani armati fino ai denti, prende di mira il compound della Esko International, una società di logistica sotto contratto della Nato situata a 300 metri dell’aeroporto di Herat. Non lontano c’è la base Nato di Camp Arena, che ospita la Task Force 45. La notizia dell’agguato kamikaze giunge a Camp Arena alle 9.30. I tiratori scelti, gli elicotteri da trasporto e di attacco della Task Force 45, formata da incursori di esercito, carabinieri, aeronautica e, come detto, da reparto Comsubin della Marina, sono pronti. In pochi minuti inizia quella che il generale Luciano Portolano, comandante delle truppe alleate che guida l’operazione, descrive come «l'eliminazione della minaccia e l'evacuazione dei connazionali asserragliati all'interno del compound».
Nella sede della Esko ci sono 31 civili, sei dei quali italiani, un afgano e 24 stranieri. Dodici di essi sono indiani. I terroristi riescono a penetrare nell’edificio usando uno di loro come «testa d’ariete» umana, che si fa esplodere per squarciare l’ingresso. Prendono in ostaggio 18 civili. La Task Force 45 viene attivata all’istante. Scatta il blitz del Gruppo interventi speciali antiterrorismo dei carabinieri e del Gruppo operativo incursori della Marina. L’attacco è rapido, preciso. Tutti i terroristi vengono eliminati e i civili, compresi i 12 tecnici indiani, liberati sani e salvi, senza un graffio e portati via, al sicuro, da sei fucilieri del San Marco.
Un’operazione da più parti definita «da manuale» che lascerà sul terreno, per fortuna solo ferito, un carabiniere del Gis, colpito da una scheggia. A missione conclusa, al Camp Arena giunge il console indiano, che ringrazia il nostro generale. Subito dopo l’operazione portata magistralmente a termine anche dai Comsubin della Marina italiana, il generale americano Stanley McCrystal, ex comandante delle truppe alleate, afferma: «Ho osservato il lavoro e la professionalità di quella Task Force 45 e credo che gli italiani sarebbero orgogliosi dei loro soldati».
Due anni dopo, marzo 2012, ad un mese dall'arresto di Latorre e Girone, l’Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, allora Capo di Stato Maggiore della Marina, accoglie i militari del Battaglione San Marco di rientro dall'Afghanistan ricordando due cose: che Latorre e Girone, quel 15 febbraio 2012, si trovavano sulla petroliera Enrica Lexie per proteggere l’equipaggio, fra cui anche degli indiani, e che grazie ai Marò del reparto speciale Comsubin, 12 tecnici indiani presi in ostaggio dai talebani sono tornati a casa salvi e liberi: «L’India - afferma Binelli - non potrà dimenticare che il nostro team proteggeva l’equipaggio della nave, composto anche da 19 marinai indiani, né potrà dimenticare che proprio uomini del San Marco hanno contribuito qualche mese fa alla liberazione di alcuni tecnici indiani tenuti in ostaggio da terroristi nella zona di Herat». 
E invece lo hanno dimenticato. 

di Luca Rocca - Fonte IL TEMPO

QUI LA VICENDA DEI NOSTRI MARO' !

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mercoledì 5 febbraio 2014

Ottimo servizio del TG5 sul caso dei nostri Marò.




giovedì 30 gennaio 2014

Riva Destra, MARO': Appena Terminata la Sentitissima Manifestazione presso l'Ambasciata Indiana !




lunedì 20 gennaio 2014

MARO' senza stipendio? La moglie di un marò: aiuto siamo alla fame.

Parla Rosalba Ancona, la moglie di Massimiliano Latorre chiede aiuto per i figli.
... Sono moglie di Latorre e madre dei suoi tre figli, che hanno dodici e dieci anni, e 22 mesi di età. Sono rimasta in silenzio finora, volutamente; ho osservato in maniera rigorosa questo silenzio. Ma ora non posso fare a meno  di rendere pubblica la situazione.  
Da quando mio marito è nella condizione di cui tutta Italia sa, al di là di tutti gli altri gravissimi problemi, affettivi innanzitutto per i tre bambini, c'è la preoccupazione di una mamma che sente il dovere di garantire il necessario ai propri bimbi. Il recente distacco della fornitura di energia elettrica è solo l'ultimo esempio cronologico dei tanti che potrei fare». 
Basterebbe lasciare così queste parole come sono, senza commenti, senza aggiungerne altre inutili perché da sole arrivino al cuore di chi legge e di chi soprattutto debba rispondere in fretta. Rosalba Latorre appunto, moglie di uno dei due marò imprigionato senza motivo in India, rimasta senza soldi, senza il sostentamento che il marito col suo lavoro riusciva ad assicurare alla famiglia. ... 

domenica 19 gennaio 2014

L'INIZIATIVA: Il nostro striscione per i marò e l’Italia si stringe attorno a loro




lunedì 13 gennaio 2014

MARO': 30 GENNAIO LA MANIFESTAZIONE DA NON MANCARE !




mercoledì 8 gennaio 2014

MARO': Un invito a TUTTO il Popolo di Facebook !




giovedì 2 gennaio 2014

MARO': INIZIA L'ASSEDIO SU FACEBOOK




venerdì 27 dicembre 2013

MARO':SU FACEBOOK MANIFESTAZIONI VIRTUALI SOTTO AMBASCIATE INDIANE NEL MONDO.




martedì 24 dicembre 2013

"Sui marò il Colle ha dimenticato l'orgoglio nazionale"

La lettera di un ufficiale al presidente della Repubblica in merito al suo colloquio con i due marò.
Classe 1940, carrista e lagu­nare, il generale Alberto Fi­cuciello è sempre stato un uf­ficiale con la «U» maiusco­la.
Nato nella Venezia Giulia che non c’è più, è stato addetto militare a Londra e ha coordinato le missioni italiane in Albania, nell'ex Jugoslavia e in Afghanistan. Amante della scherma ha ri­coperto il ruolo di coman­dante Nato per il Sud Euro­pa. Il 12 novembre 2003 ha perso il figlio Massimo nella strage di Nassiriya reagen­do con grande dignità. Non è più in servizio, ma sui marò ha scritto quello che molti al­ti ufficiali sotto le armi pen­sano e non possono dire.
FBil

Illustre direttore,
mi riferisco all'articolo di Fausto Biloslavo su il Giornale di sabato 21 dicembre. Non credo che siamo pochi pazzi sognatori a voler credere nell'Italia in maiuscolo, quindi la vergogna per la vicenda dei marò dovrebbe essere una triste condizione diffusa, sulla quale doveva (e dovrà) ben riflettere chi ha consigliato quel collegamento certamente imbarazzante per il presidente della Repubblica (quello di Napolitano in teleconferenza con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per gli auguri di Natale, ndr), per la manifesta umiliante ammissione di impotenza nazionale. Sarebbe stato un rigurgito di orgoglio troppo ardito suggerire, invece, di apostrofare l'ambasciatore indiano magari durante l'incontro con il corpo diplomatico? Senza infrangere troppo pesantemente l'etichetta si sarebbe potuto dire, per esempio, che se si riesce a trattare con i peggiori terroristi il rilascio di connazionali rapiti, non dovrebbe risultare tanto difficile convincere una nazione dalla civiltà millenaria paladina della non violenza ad applicare il diritto internazionale... Ma forse i valorosi fucilieri del San Marco sentiranno invece propria la colpa principale, nel fatto di non essere temerari giornalisti o turisti irrispettosi degli avvisi di sicurezza, bensì soldati disciplinati e leali, difensori ammirevoli dell'onore residuo di uno Stato imbelle. 

Fonte: Il Giornale

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venerdì 11 ottobre 2013

I NOSTRI MARO' SONO INNOCENTI E SEQUESTRATI !




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