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mercoledì 2 luglio 2014

Il camerata italiano sul fronte dell’Est


“Sulle barricate di piazza Maidan ero come ET, che ritrova “casa” al fianco dei nazionalisti ucraini». A raccontare il suo incontro ravvicinato con la rivoluzione di Kiev è l’italiano Francesco F., 53 anni. «Dopo l’annessione della Crimea e l’esplosione dell’Est» prosegue con il suo accento toscano «non potevo abbandonarli di fronte alla minaccia russa. Per questo ho scelto di arruolarmi e combattere». Nome di battaglia Stan, laureato in legge, negli anni Settanta Francesco militava nell’estrema destra prima con Avanguardia nazionale e poi con il Fronte della gioventù. In seguito è diventato un manager giramondo. Due anni fa è sbarcato in Ucraina a vendere materie prime. Ma lo scorso gennaio a Kiev è rimasto folgorato dalle «centurie» di Pravy sektor, i camerati ucraini schierati sulle barricate di piazza Maidan. Inseparabile basco nero, mimetica e kalashnikov a tracolla, Panorama lo incontra nella base del battaglione Azov a Berdyansk, nell'Ucraina orientale a 100 chilometri dal confine russo. Reparto ultranazionalista, è composto ufficialmente da «volontari per la difesa territoriale» fedele a Kiev e sotto il cappello del ministero dell’Interno. In prima linea contro i ribelli filorussi, li chiamano «uomini neri» per il colore delle divise e la provenienza dall’estremismo di estrema destra ucraino ed europeo. «Altro che le sprangate (o al massimo qualche pistolettata) degli anni Settanta» spiega Francesco. «Questa è una guerra, con combattimenti casa per casa, cecchini e granate». 

di Fausto Biloslavo - Articolo Completo QUI !

Gli Uomini sul Fronte dell'Est - SKYTG24 Reportage

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mercoledì 26 marzo 2014

SECONDA MOSSA DA SCACCO MATTO DI PUTIN: VISA E MASTERCARD ESPULSE DALLA RUSSIA, NASCE IL CIRCUITO ''PRO100''.


MOSCA - Altra straordinaria mossa da scacco matto di Putin, dopo quella di usare la valuta cinese e non più l'euro o il dollaro americano come valuta di riserva: l'intera Russia esce dal circuito Visa - Mastercard e si organizza per avere le proprie carte di credito! Questa decisione - finanziariamente vantaggiosissima per la Russia - produce un danno clamoroso ai colossi americani del pagamento con carta di credito: perdono in un colpo solo 100 milioni di clienti. La decisione di Putin nasce perché Obama ha dato ordine a Visa e Mastercard di bloccare le trasazioni in Russia. Solo che, questa decisione si è rivoltata come un boomerang contro i colossi americani che non si aspettavano che al Russia fosse pronta - in pochi giorni - a sostituirli.

Ne scrive il sito economico in lingua inglese rt.com

Fonte: IL NORD Quotidiano - Articolo Completo QUI !


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lunedì 3 marzo 2014

Cosa sta accadendo in Ucraina? Perché è sbagliato attaccare la Russia?

Perché è sbagliato attaccare la Russia?
Il mondo vive di equilibri, tra poteri e potenze. Un po’ come la democrazia. Non possiamo avere una maggioranza senza una opposizione. Lo stesso meccanismo regola il mondo. Immaginate ora un mondo globalista soggetto a una unica potenza che regola tutto. Sarebbe una dittatura che non darebbe spazio a nessuna libertà. La presenza di altri blocchi di potere è essa stessa una garanzia di libertà, oltre quel che questi poteri rappresentano. 

Fonte: ImolaOggi - Articolo Completo QUI !

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sabato 1 marzo 2014

Bufera su Kiev !




domenica 1 settembre 2013

La Russia scongiura l'intervento in Siria

Si alza il “no” di Mosca davanti al possibile attacco da parte degli Stati Uniti. E mentre gli esperti denunciano il rischio di gravi errori strategici e il peggioramento della situazione, la Federazione lavora su più fronti per evitare i bombardamenti. 
Secondo gli esperti russi, il vero scopo del possibile attacco da parte degli Stati Uniti
in Siria servirebbe per indebolire le forze armate del governo locale
e consentire la vittoria dell'opposizione armata (Foto: Reuters / Bassam Khabieh)
È probabile che da un momento all'altro gli Stati Uniti e i loro alleati diano il via ai bombardamenti in Siria. Gli esperti russi ritengono che il vero scopo non sia l'eliminazione del potenziale chimico, quanto piuttosto l'indebolimento delle forze armate del governo per consentire la vittoria dell'opposizione armata. Fanno anche notare che Mosca molto probabilmente non farà più in tempo a fornire armi a Damasco e si dovrà concentrare sull'appoggio diplomatico e sulla contro-informazione.
“L'azione militare sarà simile all'operazione in codice El Dorado Canyon, lanciata nel 1986 contro Muammar Gheddafi. Non sarà né troppo lunga, né troppo costosa”, prevede Sergei Demidenko, esperto dell'Istituto di valutazioni strategiche e analisi. Demidenko è certo che l'Occidente non vorrà prolungare l'operazione aerea e tanto meno rischiare con un’incursione di terra in Siria, perché i costi sarebbero troppo elevati.
Secondo Demidenko, gli Stati Uniti non vogliono intromettersi nel conflitto siriano perché è una guerra che non li riguarda: sono l'Arabia Saudita, il Qatar e la Turchia che li vogliono coinvolgere. Per questi Paesi, il rovesciamento del regime di Bashar al-Assad è diventata una questione di principio, ma da soli non hanno forze sufficienti per raggiungere il loro obiettivo.
Sorge un dubbio: cosa ne sarà degli obiettivi siriani che corrispondono agli stabilimenti di produzione e ai depositi di armi chimiche se l'operazione militare in Siria avrà lo scopo di prevenire l'uso di armi chimiche in futuro? “Non si parla di bombardare i depositi o gli stabilimenti di produzione di armi chimiche. Se si sferrasse un attacco contro un deposito di armi chimiche, il risultato sarebbe di gran lunga peggiore di quello dell'ultimo attacco nei dintorni di Damasco”, spiega un esperto del Centro di ricerca politica della Russia, Andrei Baklizkij. Secondo Baklizkij, verranno attaccati gli obiettivi che appartengono all'esercito: i punti di comando e le linee di comunicazione.
Anche il politologo Sergei Markov ritiene che in un certo senso le truppe occidentali in Siria saranno una sorta di mercenari, al servizio delle monarchie arabe. 

sabato 20 luglio 2013

Russia, la più grande esercitazione militare dai tempi dell'Unione Sovietica

Mobilitati 160mila uomini, 1000 carri armati, 70 navi da guerra e 130 velivoli da combattimento 

compresi i bombardieri, nome in codice “Orso-H”, che trasportano le bombe nucleari


La Russia mostra i muscoli e ordina “l’assetto di combattimento” 
per la più grande esercitazione militare dai tempi dell’Unione Sovietica.

Il 13 maggio Vladimir Putin ha attivato la mobilitazione di 160mila uomini, 1000 carri armati, 70 navi da guerra e 130 velivoli da combattimento compresi i bombardieri, nome in codice “Orso-H”, che trasportano le bombe nucleari. “La base russa dei bombardieri strategici Tupolev 95 Ms Bear-H nella regione di Amur sono in stato di combattimento per partecipare alle massicce manovre nel distretto militare orientale” ha annunciato il ministero della Difesa russo.
L’esercitazione si sviluppa in Siberia ed è un chiaro messaggio di forza al Giappone ed i suoi alleati americani oltre che alla super potenza cinese. Stratfor, il think tank vicino alla Cia, ha pubblicato in febbraio un libro dal titolo allarmante: “Il Pacifico asiatico erutterà?”. Tutti guardano alla crisi in Medio Oriente, ma la scintilla di un conflitto ancora più devastante e forse mondiale potrebbe scoccare molto più ad Est. Il Giappone ha  conti aperti sia con la Russia che con la Cina sulla sovranità di alcuni isole strategiche. Pechino non ha mai ammorbidito le mire nazionaliste su Taiwan e la Corea del Nord è governata da un dittatore stalinista con un arsenale nucleare puntato su Seul. Gli Stati Uniti entrerebbero automaticamente in guerra se i loro alleati giapponesi, coreani o taiwanesi venissero attaccati. La Russia, che oltre all’Europa si estende dagli Urali fino al Pacifico, vuole dimostrare mobilitando le forze armate che non molla la partita strategica in Estremo Oriente.
Non a caso il 16 luglio lo stesso Vladimir Putin, il nuovo Zar, ha assistito ad una parte della gigantesca dimostrazione di forza sulle isole Sakhalin. Guarda caso  il Giappone rivendica nel Pacifico le isole Kurili, che furono occupate da Stalin alla fine della seconda guerra mondiale. Una zona pescosa dove si stima ci siano ricche riserve sottomarine di gas e petrolio. Konstantin Sivkov, un ex ufficiale dello stato maggiore russo, ha spiegato che le manovre sulle Sakhalin simulavano la reazione ad un ipotetico attacco giapponese con l’appoggio americano. La più grande esercitazione russa dai tempi dell’Urss si tiene in un’area strategica a ridosso del confine con la Cina lungo 4195 chilometri. Alexander Khramchikhin, analista militare a Mosca non ha dubbi: “E’ ovvio che la parte terrestre dell’esercitazione è rivolta a Pechino e quella sulle isole al  Giappone”

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