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giovedì 30 giugno 2022

Solstizio dei Massoni, 2700 persone a Roma/ Vi militò anche Totò.

Solstizio dei Massoni, 2.700 “sorelle” e “fratelli” si sono dati appuntamento nella capitale:
 “Non possiamo sottovalutare l’insidia delle ombre”.
Il solstizio dei Massoni è andato in scena nelle scorse ore sul green del golf club “Sheraton” di Roma, riunendo 2.700 sorelle e fratelli giunti dal Sud e dal Nord del nostro Paese. A radunarsi è stata la Gran Loggia degli A.L.A.M. (Antichi Liberi Accettati Muratori), che si sono dati appuntamento per “sostenere la sfida del tempo, per essere costruttori di futuro”. Si tratta di un sodalizio ultrasecolare, dal momento che nacque nel 1910, a distanza di due anni dalla scissione dal Grande Oriente d’Italia, e tra le sue fila si registrò anche la presenza di Aldo Fabrizi e di Totò, oltre che di Gabriele D’Annunzio e di Hugo Pratt. 
A fare il resoconto del solstizio dei Massoni è stato il quotidiano “La Repubblica”, che ha spiegato che il marchio tipico della Loggia consiste nel saluto a tre baci, oltre ai simboli canonici: grembiuli, candelabri, spade, medaglie. Tuttavia, “il grosso del party, piuttosto castigato nei modi almeno fino alla cena, è però a bordo piscina. Tra uno spritz e una birra, qualche nocciolina e due battute sul lavoro e sulle prossime promozioni. Su chi sarà il prossimo a raggiungere il 33esimo e ultimo grado della gerarchia degli Alam. Non si parla d’altro. Non c’è attualità che tenga. Le contorsioni della politica nostrana e il dramma dei bombardamenti sono lontani. Si parla piuttosto di simboli e del loro significato”. 
SOLSTIZIO DEI MASSONI: 
“CI VOGLIONO PARAGONARE ALLA P2, 
MA QUI SI FA ALTRO”
Proprio “La Repubblica” ha raccolto le frasi di una sorella fresca di iscrizione e che, in cambio dell’anonimato, ha spiegato la filosofia alla base del rendez-vous e dei Massoni: 
“Ci vogliono paragonare alla P2, ma qui si fa altro. Si fa networking per avere promozioni sul lavoro? No, è un pregiudizio. Facciamo tanta beneficenza. Qui si viene per fare un percorso personale. Per illuminarsi”.

Il solstizio dei Massoni è proseguito quindi sino a notte inoltrata, in quanto “dialoghiamo per la costruzione della pace universale. Nel giorno del trionfo del sole, non possiamo permetterci di sottovalutare l’insidia delle ombre”. 

       Fonte: 


N.d.R. 
La serata è proseguita, dopo la cerimonia, con una cena di alto livello e di una qualità impensabile, visto il numero dei commensali, un plauso va a tutto lo staff dello Sheraton e in particolare alle Sorelle e ai Fratelli della Gran Loggia d'Italia incaricati di organizzare al meglio. 
Un vero trionfo che possiamo solo dire MERITATISSIMO! 



lunedì 21 giugno 2021

Solstizio: Significati e Simboli !

Solstizio d’Estate: 21 giugno 2021, il giorno più lungo. 

Il 21 giugno entra ufficialmente l’estate astronomica e le giornate che hanno iniziato progressivamente ad allungarsi dal solstizio d’inverno raggiungono il loro picco massimo. In Italia avremo oltre 15 ore di luce il 21 giugno. Poi dal 22 giugno un lento, ma inesorabile accorciamento fino a raggiungere il minimo nel giorno del solstizio d’inverno, ovvero il 21 dicembre.

La parola solstizio deriva da -sol, ossia sole e -sistere ossia fermarsi in quanto è il momento di massima declinazione del sole nel suo cammino apparente lungo l’eclittica. Nel giorno del 21 giugno il sole resterà sopra la linea del tramonto per 15 ore e 14 minuti.

La durata del crepuscolo ovvero il tempo prima dell’alba e dopo il tramonto in cui la luce del sole è ancora visibile raggiungerà il suo massimo nell’emisfero nord con record nel circolo polare artico dove il sole resterà per quasi 24 ore sopra all’orizzonte.

Il giorno del solstizio d’estate viene celebrato a Stonehenge. Qui in questo antichissimo sito un raggio del sole attraversa il trilite, ossia la struttura composta da due monoliti verticali con architrave, e va ad illuminare l’altare centrale. In questa maniera gli antichi druidi interpretavano l’arrivo della nuova stagione, l’estate.

Ma per i Massoni che significati ha e quali possiamo trarne ?

Giovanni Evangelista, al quale è dedicato il solstizio d'inverno, è indicativo non tanto di una persona fisica, quanto del più esoterico degli scritti riconosciuti, come testimonianza della scuola "giovannea". Tra gli storici, sembra ormai prevalere l'idea che i nomi usati per indicare i Vangeli non corrispondano a persone fisiche, ma a scuole di pensiero dottrinale.

Una lettura, quella attribuita a Giovanni, che mette in risalto l'origine divina del Figlio, in una insondabile eternità, così come annuncia la frase:

«In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio…».

Il concetto di preesistenza è alla base della testimonianza resa dal Vangelo di Giovanni.

Il solstizio d'estate è invece dedicato ad una figura ben precisa: Giovanni detto il Battista, così chiamato perché reintrodusse il battesimo, un antico rito ebraico di purificazione attraverso l'acqua. Il Battista era un profeta, che annunciò l'arrivo imminente del regno di Dio.

Legare questi due momenti dell'anno, quello invernale - con il minor grado d'irradiazione solare -  a Giovanni Evangelista, colui che simbolicamente guarda all'Origine di quella Luce spirituale, e quello estivo - con il maggior grado d'irradiazione solare - a Giovanni Battista, colui che annuncia e profetizza l'avvento futuro della Luce divina, è l'insegnamento che la tradizione massonica ha ritenuto utile velare nella simbologia dei suoi rituali.

Un antico precetto recita che «ogni forma è il simbolo della realtà che la produce», ed il simbolo è una forma, un contenitore al pari di un tempio, di una cattedrale, di un libro; ogni forma è femminile e ricettiva, uno spazio che accoglie. Ogni simbolo si qualifica dalla luce che contiene, la propria natura solare, ma il contenuto è limitato dalla capacità di chi l'osserva.

Anche l'uomo, simbolo vivente, nella sua realtà triplice, di forma, coscienza e spirito, è qualificato dal grado di Luce che sa esprimere. Questa realtà è ricordata dai colori dei paramenti che caratterizzano i gradi e non solo quelli massonici. Infatti i colori dei paramenti, ricordano a chi ancora iniziato non è, la qualità luminosa, nel senso di vibrazione della sfera psichica e spirituale, che quel grado o funzione dovrebbero esprimere. L'Iniziato che incarna le qualità che gioielli e paramenti ricordano, sarà in grado di vivificarli con i suoi pensieri, le sue azioni e le sue parole.  

In altri termini egli è ciò che rappresenta.

La Luce è quindi l'energia che ogni forma è capace d'irradiare, l'essenza spirituale che manifestandosi la qualifica. L'assenza di Luce, prodotto della coscienza spirituale, lascia l'uomo nella tenebra, nell'oscurità, tanto che l'Insegnamento definisce il sé inferiore ancora privo di quella coscienza, un'ombra. Quelle che Giordano Bruno definiva "ombre delle idee", l'uomo non consapevole dell'Idea che lo ha generato e che lo Anima.

E proprio come ombre si muovono gli uomini nel labirinto del mondo di caos.

Più duna volta - afferma Plotino nelle Enneadi - uscito dal sonno del Corpo, era celebrato a Roma ai due solstizi dai Collegia Fabrorum, e che tali ricorrenze potevano forse essere ricondotte a “Giano”?                                        

Il circolo nella filosofia di Plotino:

dalla contemplazione all'estasi; dalla processione all'anima umana. 


Plotino (in greco antico: Πλωτίνος, Plōtínos; Licopoli, 203/205 - Minturno (o Suio), 270)

è stato un filosofo greco antico. È considerato uno dei più importanti filosofi dell'antichità,

erede di Platone e padre del neoplatonismo. Le informazioni biografiche che abbiamo su di lui provengono per la maggior parte dalla Vita di Plotino, composta da Porfirio come prefazione alle Enneadi. Queste furono gli unici scritti di Plotino, che hanno ispirato per secoli teologi, mistici e metafisici "pagani", cristiani, ebrei, musulmani e gnostici. 


                 L'identificazione attribuibile a Plotino è plausibile ma non provata.

                                                                                              Ricerca di Giancarlo Bertollini

Bibliografia:

Esonet, Wikipedia, Officinae

 www.studiostampa.com

martedì 1 giugno 2021

Scoprite una Roma fantastica.

Buongiorno cari amici esoterici,
vi aspettiamo presto e vi ricordiamo i prossimi appuntamenti.
 
NOTA BENE
Il numero dei partecipanti è limitato. È consigliabile prenotare almeno due giorni prima della visita, per garantirsi la partecipazione, altrimenti l’evento potrebbe essere al completo.
 
Cliccare sulle immagini per leggere la descrizione della visita, nella sezione DETTAGLI.

VENERDI' 11 GIUGNO 18:00
COPPEDE' ESOTERICO - NUMEROLOGIA E SIMBOLOGIA DANTESCA


SABATO 12 GIUGNO 11:00
ROMA  MASSONICA  - LE  RADICI  DELLA  MASSONERIA


SABATO 12 GIUGNO 15:00
ROMA EGIZIA: IL CULTO DI ISIDE


SABATO 12 GIUGNO 18:00
FONTANA DEI QUATTRO FIUMI E PANTHEON - ALCHIMIA E ARCHEOASTRONOMIA


DOMENICA 13 GIUGNO 10:30
ROMA ARCAICA: DIVINITA'  CHE  GIUNSERO' DALL'ORIENTE


DOMENICA 13 GIUGNO 13:30
I SEGRETI DELLA BASILICA DI SAN PIETRO
(MAX 15 PARTECIPANTI)


DOMENICA 13 GIUGNO 17:00

IL VITTORIANO - I TRE LIVELLI  DEL  PENSIERO  MASSONICO
(MAX 12 PARTECIPANTI)


INFO & PRENOTAZIONI:
EMAIL: romaesoterica1618@gmail.com
TELEFONO/WhatsApp: 333-1143243

Indicare:

1. Nome della visita,  data e orario
2. Lista dei partecipanti (nomi e cognomi)
3. Un numero di cellulare

DURATA DELLE VISITE: circa 2 ore

COSTO: 12 EURO (include la radiolina per udire la guida a distanza)

Il luogo dell'appuntamento verrà comunicato a prenotazione avvenuta.

Vi aspettiamo!

Un caro saluto,
Roma Esoterica

 

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lunedì 22 giugno 2020

I MASSONI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO.


La Tornata - Liberté Chérie

Benito Mussolini decretò nel 1924 che ogni membro del suo partito fascista, che era un massone doveva abbandonare l'uno o l'altra organizzazione e, nel 1925, sciolse la Massoneria in Italia, sostenendo che si trattava di un’organizzazione politica.

Considerata dai nazisti un nemico ideologico, coerentemente con la loro percezione   del mondo Weltauffassung, l’otto gennaio 1934, il Ministro degli Interni tedesco ordinò lo scioglimento della Massoneria, la confisca dei beni di tutte le Logge, dichiarando ancora che a chi fosse stato membro di Logge quando Hitler salì al potere nel gennaio 1933, era proibito assumere cariche nel partito nazista o nei suoi bracci paramilitari, e i massoni erano incompatibili con incarichi pubblici.
Durante la guerra, la Massoneria fu vietata per decreto in tutti i paesi che erano o alleati con i nazisti o sotto il controllo nazista, tra cui la Norvegia e la Francia. 
Il numero di Massoni dei paesi occupati che sono stati uccisi da nazisti non è noto con precisione, ma si stima che sia tra 80.000 e 200.000.

I massoni detenuti dei campi di concentramento furono classificati come prigionieri politici, e indossavano un triangolo rosso rovesciato verso il basso. 

Nei campi di prigionia in aggiunta alle privazioni e abusi che fiaccavano il fisico, tutto era fatto per distruggere i detenuti. 
La povertà era anche morale e intellettuale, ma molti di loro lottavano per mantenere ancora la loro dignità, l’unica cosa che rimaneva. All'interno dell’Emslandlager VII (un campo di raccolta di prigionieri politici NN (Nacht und Nebel, Notte e nebbia) situato a Esterwegen al nord-ovest della Germania, vicino al confine olandese) si realizza un episodio eccezionale, esempio di autentica tolleranza fraterna poco conosciuta.

Sono più di cento i prigionieri nella Baracca n° 6, rinchiusi quasi tutto il giorno. Hanno il permesso di uscire solo per una passeggiata di mezz'ora al giorno, sotto la supervisione dei kapò. Durante la giornata di lavoro metà del Campo deve ordinare cartucce e parti di radio; l’altra metà del Campo è costretto a lavorare in condizioni terribili nelle torbiere circostanti. L'alimentazione era così misera che i prigionieri perdevano 4 kg di peso corporeo ogni mese.
In una baracca in cui i credenti sono molto più numerosi, un microcosmo della società belga diventa un laboratorio filosofico-religioso. C'erano giudici, funzionari, giornalisti, ingegneri, militanti di sinistra, sacerdoti. Questi ultimi prendono l’abitudine di incontrarsi la domenica mattina al centro della baracca a dire messa. Una celebrazione senza la comunione, ma che permetteva di non perdere il coraggio. Certo, c'era sempre il pericolo di essere notati dalle guardie e per questo chiesero ai laici di sorvegliare gli ambienti. Non cattolici e non credenti si preoccupavano della sicurezza e fungevano da veri e propri paraventi umani per i credenti.
Tre fratelli Massoni beneficiando di questa guardia e dell'assenza di chi faceva la messa, s’incontrarono attorno ad uno dei tavoli, svuotati dai loro occupanti e relativamente isolati dal resto dell’ambiente anche con armadi.
A poco a poco gli arrivi di fratelli si succedono e i fratelli massoni tramuteranno il loro primo cerchio fraterno in una loggia. Di fronte all'intolleranza nazista, si creò una vera e propria comunità spirituale e d’intenti tra muratori e credenti.
Padre Froidure che conobbe l’inferno di quel campo l’ha rilevato, dice, infatti:
"Lo spirito di comprensione e la tolleranza dei non praticanti permise di recitare la messa a voce alta e in parte cantata ... "
La maggior parte delle "autorità di vigilanza delle Messe clandestine” erano massoni, alcuni dei quali appartenevano alla stessa loggia o alla stessa rete della resistenza. Hanno approfittato di questi momenti per approfondire le loro riflessioni. In questo luogo dove regnava l'oscurità, bisognava che la luce prevalesse, come nelle parole del prologo del Vangelo di Giovanni ".
Un prete cattolico sarebbe stato di guardia, in modo che i Fratelli potessero tenere le loro riunioni, e per proteggere la loro segretezza, chiesero l'assistenza alla comunità di preti cattolici prigionieri "con le loro preghiere ", che ricambiavano così il loro aiuto domenicale durante la messa.
Il 15 novembre del 1943, sette massoni belgi e combattenti della resistenza fondano la Loggia “Liberté Cherie”, il cui nome deriva da una delle ultime strofe de “La Marsigliese”, l’inno francese:
“Conduci, sostieni le nostre braccia vendicatrici. O Libertà, Libertà caraCombatti con i tuoi difensori!”
Nella prima tornata rituale viene iniziato il fratello Erauw, che sarà anche l’unico.
Luc Somerhausen descrive l’Iniziazione, come una semplice cerimonia.
"ha avuto luogo presso uno dei tavoli... con un rituale molto semplificato i cui singoli aspetti sono stati tuttavia spiegati all'iniziato; che d’ora in poi ha potuto partecipare  ai lavori della Loggia".
Dopo il primo incontro rituale, con l'ammissione del nuovo fratello, i successivi incontri furono preparati tematicamente.
Uno dedicato al simbolo del grande architetto dell'universo, un altro "il futuro del Belgio" ed ancora "La posizione delle donne nella massoneria".
Ecco chi erano i fratelli di questa straordinaria loggia:
Maestro Venerabile, Paul Hanson giudice di pace e membro della resistenza, fu poi spostato e morì sotto le macerie della sua prigione, durante un bombardamento aereo alleato su Essen, il 26 marzo 1944 .
Jean Sugg e Franz Rochat appartenevano alla "Loggia amici filantropici" (Les Amis Philanthropes, Lodge n°5 del Grande Oriente del Belgio).
Franz Rochat, un professore, farmacista e direttore di un importante laboratorio farmaceutico, nato il 10 marzo 1908 a Saint- Gilles. Era un lavoratore della stampa clandestina con la pubblicazione della resistenza "Voce dei Belgi ". È stato arrestato il 28 febbraio 1942, è arrivato a Untermassfeld ad aprile 1944 e vi morì il 6 aprile 1945.
Jean Sugg nasce l'8 settembre 1897 a Gand ed era di origine tedesca svizzera.
Ha collaborato con Franz Rochat, tradotto testi tedeschi e svizzeri e contribuito alle pubblicazioni clandestine, tra cui, La Libre Belgique, La Légion Noire, Le Petit Belge. Morì in campo di concentramento in data 8 febbraio 1945.
Amédée Miclotte era un insegnante di scuola superiore. Era nato il 20 dicembre 1902 a Lahamaide (Fr), e apparteneva alla Loggia "Unione et Progrès ".
E 'stato visto l'ultima volta in carcere, l'8 febbraio 1945.
Jean De Schrijver era un colonnello dell'esercito belga, nato il 23 agosto 1893 ad Aalst, Fratello della Loggia "La Liberté" di Ghent. Il 2 settembre 1943 è stato arrestato con l'accusa di spionaggio e possesso di armi, e morì nel febbraio del 1945.
Henri Story nato il 27 novembre 1897 a Ghent. Era un membro della Loggia "Le Septentrion" di Ghent. Morì il 5 dicembre 1944.
Luc Somerhausen, un giornalista, nato il 26 agosto 1903, in Hoeilaart. Fu arrestato il 28 maggio 1943 a Bruxelles. Egli apparteneva alla loggia "ACSO III" ed è stato Vice Segretario del Grande Oriente del Belgio (Grand Orient de Belgique).
Fernand Erauw, magistrato alla Corte dei Conti e Ufficiale di riserva della Fanteria, nacque il 29 gennaio 1914, in Wemmel. 
Fu arrestato il 4 agosto del 1942, come membro del "Secret Army".
Riuscì a fuggire ed è stato infine arrestato nel 1943.
Guy Hannecart (1903-1945) un avvocato e leader di "La Voix des Belges ". E 'stato anche membro della loggia "les Amis Philanthropes N°3"; la "Loggia Liberté Chérie" fermò i lavori dopo pochi mesi all'inizio del 1944.
I sopravvissuti Erauw e Somerhausen s’incontrarono di nuovo nel 1944 nel campo di concentramento di Oranienburg Sachsenhausen, e rimasero inseparabili da allora in poi. Nella primavera 1945 furono coinvolti nella "Marcia della Morte ", e anche se Erauw era alto 1.84 m, il 21 maggio 1945 nell’ospedale di Saint Pierre a Bruxelles pesava solo 32 kg.
Nell’agosto 1945 Luc Somerhausen inviò una relazione dettagliata al Gran Maestro del Grande Oriente del Belgio, in cui tracciò la storia della "Loggia Liberté Chérie ".
Luc Somerhausen morì nel 1982 all'età di 79. L' ultimo testimone, Fernand Erauw, è morto all'età di 83 anni, nel 1997.
Un monumento creato dall'architetto Jean de Salle, è stato dedicato alla Loggia da massoni belgi e tedeschi il 13 novembre 2004.
Ora è parte del sito memoriale del Campo di Esterwegen. 

                     Ricerca di Giancarlo Bertollini

Bibliografia:
Lavoro R.L. Archimede
Ruelland, Désaguliers - Liberté Chérie.
Une Loge dans l’univers concentrationnaire nazi- 10/04/2008.
C. Laporte -La lumière dans les ténèbres des camps - Libre.be 04/02/ 2005
Wikipedia alla voce Liberté Chérie (loge maçonnique). 


venerdì 19 giugno 2020

L’Albero della vita, mappa dei dieci livelli dell’essere.


Qabbalah Ebraica 
L’Albero della vita, mappa dei dieci livelli dell’essere.

La Qabbalah, che costituisce la tradizione segreta del misticismo giudaico, cominciò a diffondersi in forma scritta intorno al XII secolo, ma ha origini assai più antiche. A livello speculativo ha raggiunto vette altissime, comunicando vertiginose intuizioni metafisiche attraverso un simbolismo di grande fantastica potenza.
Fondamentale a questo riguardo è l’importanza del diagramma dell’Albero della Vita, che compendia gli stadi della manifestazione divina e tutte le possibili relazioni fra spirito e materia. L'Albero della Vita costituisce la sintesi dei più noti e importanti insegnamenti della Cabala ebraica. È un diagramma, astratto e simbolico, costituito da dieci entità (più una DAAT), chiamate Sefirot, disposte lungo tre pilastri verticali paralleli: tre a sinistra, tre a destra e quattro (più una) nel centro. Il pilastro centrale si estende al di sopra e al di sotto degli altri due.
Le Sefirot corrispondono ad importanti concetti metafisici, (come aspetti autentici della filosofia) a veri e propri attributi o emanazioni della Divinità. Da un punto di vista teologico tali Sefirot o 'Luci Increate' sono dunque considerate di sostanza increata, ma in qualità di emanazioni non sono vere e proprie ipostasi (come processione dell’emanazione divina) e dunque non possiedono la natura divina. Inoltre, esse, sono anche associate alle situazioni pratiche ed emotive attraversate da ogni individuo, nella vita quotidiana. Le Sefirot sono dieci principi basilari, riconoscibili nella molteplicità disordinata e complessa della vita umana, capaci di unificarla e darle senso e pienezza. Osservando la figura, si può notare che le dieci Sefirot sono collegate da ventidue canali, tre orizzontali, sette verticali e dodici diagonali. Ogni canale corrisponde ad una delle ventidue lettere dell'abjad ebraico (come alfabeto consonantico e numerologico).
I tre pilastri dell'Albero della Vita corrispondono alle tre vie che ogni essere umano ha davanti: l'Amore (destra), la Forza (sinistra), e la Compassione (centro). Solo la via mediana, chiamata anche "via regale", ha in sé la capacità di unificare gli opposti.
Senza il pilastro centrale, l'Albero della Vita diventa quello della conoscenza del bene e del male (quello biblico). I pilastri a destra e a sinistra rappresentano inoltre le due polarità basilari di tutta la realtà: il maschile a destra e il femminile a sinistra, dai quali sgorgano tutte le altre coppie d'opposti presenti nella creazione.
Come dice la Bibbia, la via che conduce all'Albero è guardata da una coppia di cherubini, due angeli armati di una spada fiammeggiante. Ciò però non significa che la via sia del tutto inaccessibile. Secondo la tradizione orale, i due Cherubini possiedono l'uno un volto maschile e l'altro un volto femminile. Essi rappresentano le due polarità fondamentali dell'esistenza, così come si esprimono sui piani più elevati della consapevolezza. Con il graduale ravvicinamento e riunificazione di tali principi, questi angeli cessano di essere i "Guardiani della soglia", il cui compito consiste nell'allontanare tutti coloro che non hanno il diritto di entrare, e diventano invece i pilastri che sostengono la porta che ci riconduce al Giardino dell'Eden.

Vale qui la pena di ricordare che i numeri (che ormai tutto il Mondo utilizza) sono nati ed utilizzati in India tra il 400 a.C. e il 400 d.C. per essere poi adottati e diffusi dagli Arabi, risulta pertanto erroneo chiamarli numeri Arabi e, volendo dare un riconoscimento alla diffusione, si ritiene corretto definirli “Numeri Indo-Arabi”. Ancora oggi i numeri Arabi orientali vengono chiamati “Numeri Indiani”.

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