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venerdì 13 giugno 2014

Internet e telefoni ko in tutta Italia per le tempeste solari ?

L’onda d’urto generata dalle tempeste solari delle ultime ore ha provocato disservizi in tutta Italia, con molti disagi nell'accesso ai siti internet e nelle telefonate.
Tempeste Solari
Potrebbero essere le tempeste solari delle ultime ore la causa del blackout di internet e telefoni cellulari in tutta Italia. Da alcune ore l’accesso a diversi siti internet risulta impossibile e anche l’invio di sms o il tentativo di effettuare una telefonata non va a buon fine. Diversi provider come Libero, Infostrada, Fastweb, hanno segnalato problemi diffusi e la causa sarebbe da ricercarsi al doppio flare solare di classe X che si è verificato nei giorni scorsi che ha di fatto risvegliato l‘attività solare, provocando una forte onda d’urto che proprio in queste ore ha raggiunto la Terra provocando numerosi disagi non solo in Italia, ma in gran parte del mondo.
Se le prime analisi avevano escluso la possibilità che l’onda d’urto fosse diretta verso il nostro pianeta, ulteriori osservazioni hanno invece confermato che nella mattinata di oggi è stato colpito il campo magnetico terrestre mettendo fuori combattimento per diverse ore satelliti di telefonia mobile e per l’accesso a internet ma anche i sistemi di comunicazione Gps. Da alcune ore infatti sono numerosi i blackout segnalati da diverse città italiane, conseguenza dei brillamenti solari che si sono verificati recentemente, tra i più intensi degli ultimi dieci anni. Il rischio dei flare solari e dell’espulsione di massa coronale sono proprio i blackout che in alcuni casi possono durare anche settimane o addirittura mesi, in seguito al malfunzionamento di satelliti per le comunicazioni. Fortunatamente in questo caso l’onda d’urto ha colpito marginalmente la Terra e i danni dovrebbero essere di lieve entità. 


venerdì 14 febbraio 2014

La Corte di Giustizia segna un passo importante sul tema della responsabilità per linking

La Corte di Giustizia dell’Unione europea con una decisione resa qualche minuto fa nel caso Svensson è tornata ad interrogarsi su conformazione e limiti della comunicazione al pubblico e sull'estensione possibile dei diritti di privativa riconoscibili a soggetti che rendono disponibili sul web opere protette. 

Infatti, secondo i giudici europei, quando il sito web o il contenuto linkato sia ad accesso libero (si pensi a contenuti di siti di informazione o anche a contenuti audiovisivi accessibili liberamente sul web) non è possibile sostenere che il sito che ospita il link prenda di mira un “pubblico nuovo” rispetto a quello considerato dal titolare dei diritti.

Quindi secondo la Corte di Lussemburgo non è richiesta l’autorizzazione del titolare del sito o del contenuto linkato nel caso in cui quest’ultimo sia ad accesso libero. Tale autorizzazione rimane necessaria allorquando il contenuto sia fornito in abbonamento e/o protetto da specifiche misure tecnologiche di protezione. 

di Marco Bellezza - Senior associate Portolano Cavallo Studio legale - Articolo Completo QUI ! 

www.studiostampa.com

venerdì 23 agosto 2013

Privacy, arriva Justdelete.me: il sito che ti aiuta a cancellarti dal web (senza fare miracoli).

ROMA - Si chiama justdelete.me ed è un sito che aggrega e rende fruibili tutti insieme i link di oltre trenta popolari piattaforme, da Facebook a Skype, da iTunes a eBay, che aiutano a cancellarsi dal servizio. L'ha inventato Robb Lewis, studente di Portsmouth, in Gran Bretagna, e in poche ore dal lancio ha avuto più di 3mila visitatori e centinaia di tweet e retweet da 70 paesi diversi. 
Articolo Completo QUI
www.studiostampa.com

giovedì 25 aprile 2013

ITALIA - Pubblicita' ingannevole. Antitrust avvia indagine su Tim, Vodafone e Wind


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare tre distinti procedimenti nei confronti di Tim, Vodafone e Wind, per verificare se le campagne pubblicitarie che propongono offerte per Internet ‘senza limiti’ o “illimitato” e condizioni valide ‘per sempre’ siano conformi alle norme del Codice del Consumo.
All’esame degli uffici, che hanno avviato le istruttorie nelle scorse settimane, l’eventuale scorrettezza dell’uso di pubblicità che presentano ai consumatori la fruizione del servizio internet senza alcun limite e vincolo di utilizzo. I procedimenti dovranno verificare se le modalità con cui sono pubblicizzate le offerte siano compatibili con l’esistenza di eventuali riduzioni alla velocità di navigazione al raggiungimento di una soglia prefissata, di limiti rispetto ad alcune tipologie di traffico dati, come le applicazioni Voip ovvero alla navigazione web mediante altri supporti compresi i pc.
Gli uffici dovranno inoltre verificare se le campagne pubblicitarie di Tim e Vodafone, che propongono offerte valide “per sempre”, escludano realmente la facoltà delle società di poter modificare, con preavviso, le condizioni tariffarie applicate al consumatore, secondo quanto previsto dalle condizioni generali di contratto. 


Fonte: ADUC


www.studiostampa.com

mercoledì 24 aprile 2013

Garante Privacy e Sicurezza Dati - Situazione Italia !

Fonte: PMI

Video del Garante spiega la Privacy su Mobile
sicurezza mobileL’utilizzo diffuso di dispositivi mobili espone tutti gli utenti ad enormi rischi riguardante la privacy e in generale la sicurezza delle informazioni. Per questo motivo il mondo mobile è al centro dell’attenzione del Garante per la Privacy e la protezione dei dati personali, che mostra in un video come proteggere la privacy su smartphone e tablet. ...

Una guida per la privacy nelle PMI

PrivacyCome deve comportarsi un piccolo imprenditore per essere in regola con la nuova normativa sulla privacy? Tutte le risposte in merito possono essere trovate in una comoda guida pubblicata dal Garante per la protezione dei dati personali qualche anno fa. Il testo ha un approccio estremamente pratico e risponde tuttora alle esigenze concrete che ogni datore di lavoro può trovarsi dinanzi nelle sue attività quotidiane. => Approfondisci il tema della privacy...



Wi-FI: gli obblighi privacy dei gestori

Wi-FiNessuna responsabilità da parte dei gestori di locali o pubblici esercizi che consentano la navigazione Internet tramite Wi-Fi gratuita in merito ai siti visitati dagli utenti. A chiarirlo è il Garante Privacy in risposta ad un quesito posto da Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio) sugli obblighi in materia di privacy da parte dei gestori....

Fisco e conti correnti: via libera del Garante

FiscoVia libera dal Garante Privacy alla comunicazione al Fisco dei dati sensibili sui conti correnti degli Italiani: approvato il Regolamento attuativo della nuova misura di controllo fiscale, prevista dal Decreto Salva Italia 2011. Non appena pronta l'infrastruttura (SID) - il sistema di interscambio dati, previsto per fine 2012 - potrà entrare in vigore la nuova norma anti-evasione fiscale.  Dunque, dovrebbero scattare dal 2013 le nuove comunicazioni da parte degli...

Privacy Internet: le nuove regole

PrivacySi rinnovano le regole su Internet per il rispetto della privacy e lasicurezza dei dati degli utenti: protocolli severi e condivisi ai quali le aziende online dovranno conformarsi, pena l’applicazione di pesanti sanzioni. Le nuove norme del Garante per la Privacy danno attuazione alla ...

Controlli Fisco su dati bancari: tutelare Privacy

privacyVia libera da parte del Garante per la Privacy alle modalità con cui il Governo intende procedere nella lotta all'evasione fiscale, ossia le misure per i controlli incrociati previsti dal decreto “Salva Italia”. Tuttavia, resta ferma la necessità di un controllo sul flusso di dati che le banche dovranno...

Troppi controlli fiscali in Italia e poca sicurezza in azienda: governo bocciato

Un piano europeo a cinque per la lotta all'evasione fiscaleIl governo Monti ha dichiarato guerra contro l’evasione fiscale, ma i dati del rapporto presentato dal Garante per la Privacy al Senato sul volume “Sette anni di protezione dati in Italia” non sono affatto confortanti ed da Francesco Pizzetti giunge il monito sulle nuove misure di contrasto  - che, violando la riservatezza dei dati personali degli Italiani,...

Telemarketing: Garante Privacy vs DL Ronchi

Il Garante Privacy ha espresso forte perplessità in merito alle nuove norme in materia di Telemarketing introdotte dal DL Ronchi, che prevedono un registro utenti per chi non desidera chiamate promozionali: un eccessivo carico per i cittadini, che sembra mirare a scoraggiarli. Il tutto, senza consultazione con l'organo competente. La creazione di tale registro, già ... 

martedì 22 gennaio 2013

Facebook logora chi (già) ce l'ha. Studio rivela: ''Genera frustrazione e invidia''

       Rabbia sul PC !
Ultimo aggiornamento: 22 gennaio, ore 13:44
Berlino - (Ign) - Ricerca condotta dal professor Buxmann dell'Università di Darmstadt e da Hanna Krasnova dell'Università Humboldt: più di un terzo degli intervistati prova prevalentemente sentimenti negativi. Navigare sul profilo di un amico che prova - vera o falsa - felicità stimola a offrire un'immagine di sé più positiva che diventa, a sua volta, fonte di invidia per altri. 

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mercoledì 4 luglio 2012

Manipolazione-Mediatica

Fonte ADUC
Informazione. Tema centrale in ogni aspetto della nostra vita. 
Questo canale del sito Aduc si chiama “Investire Informati” proprio perché riteniamo che sia fondamentale avere le giuste informazioni per fare scelte d'investimento consapevoli.
Internet rappresenta una fonte incredibilmente ampia di informazioni.
I mezzi tradizionali -giornali, radio, televisione- stanno perdendo sempre più credibilità (giustamente!), specialmente fra i più informatizzati.
Sempre più persone sono portate ad informarsi su Internet, ma il dramma è che stanno commettendo sempre lo stesso errore. I mezzi sono cambiati, ma l'atteggiamento del fruitore del mezzo è sempre lo stesso: credere a quello che ci viene raccontato senza controllare le fonti, né verificare almeno un paio di opinioni diverse.


  • Se sta scritto sul sito “X”, allora è vero per definizione. 
  • Se lo dice il blogger “Y” allora è vero. 
  • Se il link è stato postato dall'amico di cui mi fido, allora è vero. 
  • Se poi c'è anche un video su YouTube che ripete l'informazione... allora è come la Bibbia! 

giovedì 15 marzo 2012

IT a - 4,1% NEL 2011, MA CHI PUNTA SUL WEB CRESCE

Previsioni 2012: -2,3%. Si approfondisce il ritardo con il resto del mondo, 
dove l’IT cresce a +2,4% nel 2011.
Ma fra tante criticità e ostacoli l’economia digitale comincia a penetrare anche in Italia. Lo registra il nuovo Rapporto Assinform che propone il superamento della visione tradizionale del mercato Ict con la classificazione di “Global Digital Market”, in cui crescono e-reader +719%, smart tv +92%, tablet +125%, cloud +34,6%, It per web +9,9%, Internet delle cose +11,9%, contenuti digitali e pubblicità on line + 7,1%, accessi a banda larga +1,1%. 


lunedì 12 settembre 2011

Rete Wi-Fi Nazionale Gratuita.

Oggi prende il via, infatti, il progetto di una rete Wi-Fi nazionale gratuita disponibile per tutti i cittadini. Dopo quasi un anno di lavoro, Free Wi-Fi Italia sarà in grado di offrire connettività in diverse città su tutto il territorio italiano. Il vantaggio per gli utenti è che con un unico account di accesso potranno utilizzare la connessione wireless in tutte le città aderenti.
Gli hotspot attivi a partire da oggi sono già 1.109 distribuiti su otto reti: quelle delle province di Roma, Gorizia, Grosseto e Prato, dei comuni di Genova, Torino e Venezia e della regione Sardegna. Molte altre città stanno per aderire: Firenze, Pistoia, Pesaro e Urbino, Cosenza, Savona, Potenza, Bari, Terni, Trapani e Napoli, Udine, Bra (CN), Spoleto, Lamezia Terme (Cosenza), Rosignano (Livorno), Saranno (Varese), Vicopisano (Pisa), Viadana (Cremona) e anche Unioncamere.
Per quel che riguarda gli utenti registrati, invece, sono già oltre duecentomila. Qualche operatore commerciale potrebbe storcere il naso di fronte a questa forma di concorrenza gratuita, ma in questo paese ogni possibilità per aumentare la connettività e le possibilità di accesso a Internet per i cittadini è una iniziativa da salutare con entusiasmo, soprattutto se pubblica e gratuita come Free Wi-Fi Italia.
Autore: Roberto Laghi.

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

lunedì 3 gennaio 2011

Wi-Fi libero dal primo gennaio 2011: fine dei limiti del decreto Pisanu.

Dalle parole ai fatti: sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le nuove disposizioni sul Wi-Fi libero. Cade l’obbligo per bar, alberghi, ristoranti e locali pubblici di identificare gli utenti. Nuove regole per gli Internet point.
Leggere per credere. Sulla Gazzetta Ufficiale viene messa nero su bianco la decisione di rendere libero il Wi-Fi. Una svolta dopo mesi e mesi di dibattito intorno all’opportunità di modificare il decreto Pisanu che, elaborato all’indomani degli attenti terroristici di matrice islamica, imponeva serrati controlli nella gestione degli hotspot Wi-Fi pubblici. Il decreto Milleproroghe 1 mette fine a cinque anni di critiche (da parte degli utenti) e di musi lunghi (dei gestori dei punti Internet di bar e locali pubblici) costretti a una noiosa e continua identificazione degli utenti (con tanto di moduli da compilare).
Uno spot Wi-Fi - L’unica imposizione rimasta in vigore (fino al 31 dicembre 2011) riguarda gli esercenti degli Internet point (“gli esercizi pubblici che forniscono l’accesso ad Internet in via principale”): chiunque vorrà aprire questo tipo di attività dovrà richiedere l’autorizzazione alla questura. Tutti gli altri (alberghi e ristoranti, ad esempio) potranno fornire la connessione wireless (o con qualunque altro tipo di tecnologia) a proprio uso e consumo e in maniera completamente discrezionale.

Si tratta di un cambiamento di rotta che ha messo tutti d’accordo: il popolo della Rete e le istituzioni, la maggioranza e l’opposizione.
Una voce fuori dal coro è stata invece quella del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che, neanche due mesi fa, aveva puntato l’indice contro il Wi-Fi libero: “Bisogna rendersi conto - erano state le sue dure parole che, a dirla tutta, non avevano raccolto un grande seguito - che dietro queste reti, Wi-Fi e Internet point, ci si può nascondere benissimo nella massa degli utenti, non più identificabili. Si possono anche trovare terroristi, pedofili, mafiosi”.
Autore: Fabio Lepre

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

domenica 3 ottobre 2010

Cassazione : non commette reato il direttore di rivista online che non controlla i contenuti.

Il Direttore di una rivita online non è penalmente responsabile ex art. 57 per i contenuti del sito internet che dirige posto che la norma si riferisce solo alla carta stampata e non anche ai contenuti diffusi via internet. La norma in questione infatti impone al direttore o vice-direttore di un periodico cartaceo (stampa periodica) di esercitare un controllo sui contenuti per impedire che attraverso il mezzo stampa siano commessi reati ma non esiste un'analoga previsione per le pubblicazioni online.  Il chiarimento arriva dalla Corte di Cassazione (Sentenza n.35511/2010 Quinta sezione penale) che ha fatto notare come il termine "stampa", dal punto di vista normativo, non può che riferirsi a comunicazioni riprodotte tipograficamente. E poco importa che i contenuti internet siano in qualche modo anch'essi stampabili giacchè, in tal caso, è l'utilizzatore finale a decidere eventualmente se stampare o meno il contenuto online. Oltretutto - fa notare la Corte - non tutti i contenuti internet risultano stampabili come ad esempio i video. Non c'è dubbio insomma: secondo gli Ermellini la telematica è molto più eterogenea della stampa tradizionale e non vi può essere quindi una equiparazione.
(Data: 03/10/2010 11.00.00 - Autore: Roberto Cataldi).

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

giovedì 11 marzo 2010

Il vero padre di Internet d'Italia

Elserino Piol
Il padre del venture capital.

Chi si rivede. Il "solito sospetto". Dietro la quotazione di Yoox, che interrompe due anni di silenzio alla Borsa di Milano, ecco rispuntare il nome di Elserino Piol, finanziatore del gruppo dell’e-commerce con il suo fondo di venture capital Kiwi. “Il vero padre di Internet d'Italia”, “il guru dell’hi-tech italiano”, “il fondatore del venture capital in Italia”.
Elserino Mario Piol, da Limana, Belluno, titolo di studio perito industriale aeronautico e poi ingegnere (poi arriveranno le lauree honoris causa, tra cui quella dell’Alma Mater Studiorum di Bologna), è semplicemente l’uomo che sta dietro le più grandi innovazioni tecnologiche applicate al business italiano.
A partire dalla telefonia mobile. Elserino Mario entra ad Ivrea a 21 anni, nel 1952, come programmatore, a stretto contatto con Roberto, il figlio di Adriano Olivetti.
Olivetti è in quell’epoca una stranissima creatura nel panorama italiano: un’impresa-feticcio, il suo marchio evoca cultura, politica, responsabilità sociale dell’impresa, design, made in Italy, Lettera 22 e Valentina, due macchine per scrivere che saranno poi esposte al MoMa di New York, il rivoluzionario P101, il primo pc nell’Italia degli anni Sessanta, e l’M24, il “mammozzone” che per vendite supererà in Europa i colleghi di Ibm. Il giovane Elserino fa rapidamente carriera: diventa direttore marketing, poi negli anni Settanta passa un lungo periodo negli Usa come numero uno dell’azienda.
Quindi, con l’ingresso dell’Ingegnere, torna a Ivrea come assistente personale di De Benedetti e poi come responsabile dello Sviluppo. Alla fine degli anni Ottanta comincia a capire che il futuro sta nelle tlc. E si inventa Omnitel, ovvero il numero due della telefonia mobile in Italia.
Tutto nasce nel 1988. Hotel Carlyle, New York. A colazione sono seduti Piol, De Benedetti, George Blumenthal, patron della Cellular Communication International, e Peter Cohen, banchiere Lehman. Blumenthal racconta del suo esperimento: ha appena acquistato la licenza per la telefonia mobile a Porto Rico, “perché lì la gente si telefona molto di più che non a New York”.
A De Benedetti e soprattutto Piol si illumina una lampadina, e i due capiscono che la telefonia mobile può essere il modo di salvare l’azienda. E così sarà. Il 19 giugno 1990 viene formalmente costituita Omnitel Sistemi Radiocellulari Italiani (OSR). Nel 1991 c’è l’asta per le frequenze, nel 1993 inizia la campagna di lancio, che sarà affidata a un giovane manager come Francesco Caio. Nel 1994 le prepagate Omnitel si vendono al ritmo di 25 mila al giorno, e alla fine dell’avventura, con la vendita a Vodafone, la creatura di De Benedetti-Piol crea un colosso da 25 miliardi di valore.
Uno dei «piolieri» più celebri, Pier Luigi Celli, che all’epoca era capo del personale di Olivetti e poi diventerà il prototipo perfetto del manager-intellettuale olivettiano, lo ricorda come «un grande. Un grande maestro. Un grande innovatore, un tecnico con una cultura sconfinata, cui si deve non solo l’idea di Omnitel ma anche di Infostrada» sottolinea il direttore generale della Luiss.
Chi lo conosce bene, Piol, parla di genio e ruvidità, oltre all’immancabile sigaro toscano tra le labbra e le bretelle rosse che sono i suoi marchi di fabbrica. Un aneddoto: quando Francesco Caio prese in mano la divisione cellulari (1993), Piol non si accorse che gli uscieri stavano portando via i mobili e per qualche istante rimase seduto alla sua sedia, assorto in qualche riflessione mentre la sua scrivania da vicepresidente veniva portata via.
Ma non c’è solo il periodo Olivetti. Ci sono «tre Piol» sostiene Franco Debenedetti: «uno pre, uno durante e uno post De Benedetti». Se nel pre il compito di Piol è quello di grande ambasciatore di Olivetti negli Usa, nel durante Piol oltre ad essere il padre dell’esperimento nella telefonia mobile è anche lo scout che va in giro per il mondo a cercare partnership tecnologiche, per portare a Ivrea un po’ di Silicon Valley. E così va ricordata anche la partnership con Apple: pochi si ricordano che Olivetti aprì una sede a Cupertino nel 1972, quando Jobs era ancora un fricchettone impiegato in Atari.
Ma è anche nel durante che Elserino apre a quella che è la terza fase della sua vita: il venture capital, ovvero l’investimento di capitale di rischio in imprese altamente innovative.
Negli anni Novanta, lasciata Olivetti, il venture capital diventa la sua nuova frontiera. Prima come advisor di società come 4C Ventures e poi dal 1998 come fondatore e chairman di Pino Venture Partners, a sua volta partner dei fondi Kiwi e Kiwi II. Tra le sue avventure di finanziatore spericolato e accorto, quelle di Vitaminic, Click.it, Elitel, Blixer, Cubecom. Ma soprattutto quella di Tiscali. Società che nel 1998 era sconosciuta ai più, ma non a Piol, che decide di investirci l’equivalente di 2 milioni di euro. Che diventeranno 500 al momento di vendere, nel 2001. Momento giusto, naturalmente. «Se fossimo negli Usa, Piol sarebbe una via di mezzo tra Warren Buffett e Steve Jobs» riflette Pier Luigi Celli.
Se fossimo negli Usa, l’arrivo di Piol in Borsa forse sarebbe considerato il segnale che è ora di ricominciare a puntare sui listini.

Fonte : H2biz

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