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martedì 12 novembre 2013

La sfida di Google Play sui film via web


L'offerta (legale) di contenuti video da acquistare via web trova un altro player protagonista. E non uno qualsiasi, visto che si tratta del gigante di Mountain View che, dalla pubblicità all'editoria, sta togliendo il sonno a parecchi. In Italia da oggi sarà possibile noleggiare o acquistare film da Google Play, l'online store di Google per il digital Entertainment.
Grazie all'offerta di film, che si aggiunge a quella già disponibile di applicazioni, giochi, musica e libri, Google Play diventa così a tutti gli effetti uno store completo per accedere a contenuti di intrattenimento digitali da smartphone, tablet e computer.

di Andrea Biondi - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/Whwar

www.studiostampa.com

venerdì 23 agosto 2013

Privacy, arriva Justdelete.me: il sito che ti aiuta a cancellarti dal web (senza fare miracoli).

ROMA - Si chiama justdelete.me ed è un sito che aggrega e rende fruibili tutti insieme i link di oltre trenta popolari piattaforme, da Facebook a Skype, da iTunes a eBay, che aiutano a cancellarsi dal servizio. L'ha inventato Robb Lewis, studente di Portsmouth, in Gran Bretagna, e in poche ore dal lancio ha avuto più di 3mila visitatori e centinaia di tweet e retweet da 70 paesi diversi. 
Articolo Completo QUI
www.studiostampa.com

giovedì 18 luglio 2013

Web economy, la Politica Italiana: "Serve un cambio di passo"

IL NUOVO IMPERO

I politici fanno mea culpa sulla questione del mancato governo economico della Rete. Ma non sarà facile tirare le fila a livello nazionale: il "caso" è di portata intercontinentale.

di Giovanni Iozzia

"La verità è che finora non ci abbiamo messo testa". Detto dal senatore Stefano Quintarelli non può considerarsi un’autocritica, dal momento che lui in Parlamento è entrato solo da qualche mese con la Scelta Civica di Mario Monti. Ma, visto che è uno dei pochi guru italiani della Rete, uno di quelli che hanno contribuito a farla nascere e diffondere, è un buon punto di partenza. La politica, quindi, non si è ancora molto preoccupata del governo economico del web. In Italia, come anche in Europa. Al di là di denunce, dichiarazioni di intenti e promesse non si è mai andati.

giovedì 12 maggio 2011

Ecco i Chromebooks, i pc senza memoria.

ANSA.it > Tecnologia e Internet > News.
Google lancia i suoi netbook, dal 15 giugno anche in Italia.

ROMA - Google lancia il suo nuovo attacco a Microsoft, annunciando che dal 15 giugno saranno in vendita in Usa e in diversi Paesi europei, tra cui anche l'Italia, i nuovi pc portatili che utilizzano il sistema operativo Chrome, nato per fare concorrenza all'onnipresente Windows. I 'Chromebooks' saranno venduti a partire da 349 dollari, e quelli con la connessione 3G a partire da 500.
I nuovi pc, fabbricati da Acer e Samsung, sono le prime creature che per funzionare dovranno essere sempre connesse a Internet. ''Sono dei computer rivoluzionari perché corrispondono al nostro stile di vita centrato sul web'', ha detto un responsabile del marketing dell'azionda di Mountain View. E i Chromebooks non hanno un disco fisso: tutti i dati sono conservati 'online', quindi le possibilita' di 'storage', ovvero di archivio, sono infinite.
''I notebook che usano Google Chrome OS sono semplicissimi da usare rispetto agli altri sistemi operativi che torturano l'utente perché macchinosi'', ha detto il co-fondatore di Google, Sergey Brin.

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

lunedì 3 gennaio 2011

Wi-Fi libero dal primo gennaio 2011: fine dei limiti del decreto Pisanu.

Dalle parole ai fatti: sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le nuove disposizioni sul Wi-Fi libero. Cade l’obbligo per bar, alberghi, ristoranti e locali pubblici di identificare gli utenti. Nuove regole per gli Internet point.
Leggere per credere. Sulla Gazzetta Ufficiale viene messa nero su bianco la decisione di rendere libero il Wi-Fi. Una svolta dopo mesi e mesi di dibattito intorno all’opportunità di modificare il decreto Pisanu che, elaborato all’indomani degli attenti terroristici di matrice islamica, imponeva serrati controlli nella gestione degli hotspot Wi-Fi pubblici. Il decreto Milleproroghe 1 mette fine a cinque anni di critiche (da parte degli utenti) e di musi lunghi (dei gestori dei punti Internet di bar e locali pubblici) costretti a una noiosa e continua identificazione degli utenti (con tanto di moduli da compilare).
Uno spot Wi-Fi - L’unica imposizione rimasta in vigore (fino al 31 dicembre 2011) riguarda gli esercenti degli Internet point (“gli esercizi pubblici che forniscono l’accesso ad Internet in via principale”): chiunque vorrà aprire questo tipo di attività dovrà richiedere l’autorizzazione alla questura. Tutti gli altri (alberghi e ristoranti, ad esempio) potranno fornire la connessione wireless (o con qualunque altro tipo di tecnologia) a proprio uso e consumo e in maniera completamente discrezionale.

Si tratta di un cambiamento di rotta che ha messo tutti d’accordo: il popolo della Rete e le istituzioni, la maggioranza e l’opposizione.
Una voce fuori dal coro è stata invece quella del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che, neanche due mesi fa, aveva puntato l’indice contro il Wi-Fi libero: “Bisogna rendersi conto - erano state le sue dure parole che, a dirla tutta, non avevano raccolto un grande seguito - che dietro queste reti, Wi-Fi e Internet point, ci si può nascondere benissimo nella massa degli utenti, non più identificabili. Si possono anche trovare terroristi, pedofili, mafiosi”.
Autore: Fabio Lepre

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

martedì 22 giugno 2010

L’e-Commerce Torna a Volare !

Dopo essersi concesso un anno di tregua (si fa per dire, visto che il calo del 2% ha quasi del miracoloso in un anno nero come il 2009), l’e-commerce è tornato a crescere sui “suoi” livelli.

Secondo i dati rilasciati dall’Osservatorio Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano in occasione dell’ultimo e-Commerce Forum, nel primo trimestre del 2010 l’eCommerce B2c in Italia cresce in doppia cifra (+16%) superando quota 1,4 miliardi di euro. Un trend che dovrebbe mantenersi anche nel resto dell’anno, con una crescita del 15% e una quota di fatturato complessiva pari a 6,5 miliardi di euro.
A far volare le vendite online è soprattutto l’exploit del settore abbigliamento (+45%), ma migliorano sensibilmente anche le assicurazioni (+21%) e il turismo (+19%). Proprio quest’ultimo comparto si conferma il più attivo dell’intero e-commerce italiano, con oltre il 50% di quote di mercato, trainando la vendita di servizi (67%) rispetto ai prodotti (33%), in netta controtendenza rispetto ai mercati esteri.


Positivo, sia per i prodotti che per i servizi, l’andamento del numero di ordini evasi che crescerà del 21% e del 6% circa, rispettivamente. Rimarrà stabile lo scontrino medio nei prodotti (183 euro) e aumenterà del 12% nei servizi (253 euro).

Nonostante i segnali positivi, il valore del nostro commercio elettronico rappresenta solo il 3% di quello europeo. In Italia gli e-buyer rappresentano infatti solo il 12% della popolazione, quando la media europea è di circa il 42%.
A frenare le vendite online nel nostro Paese, ha commentato Roberto Liscia, Presidente Netcomm, non è tanto la diffidenza dei nostri connazionali nei confronti dei metodi di pagamento online quanto piuttosto la mancanza di un contatto fisico nell’esperienza di vendita, sia con il prodotto che con il venditore.


Il problema non riguarda però solo la domanda ma anche l’offerta. Fuori dalla Lombardia – ha sottolineato Alessandro Perego, Responsabile Scientifico Osservatorio B2c Netcomm School of Management Politecnico di Milano – solo il 10-12% dell’attuale spesa mensile di una famiglia italiana potrebbe essere soddisfatta dal canale Web.

Articolo di
Roberto Catania
Giovedì 20 Maggio 2010

venerdì 12 febbraio 2010

Ultimo Rapporto Audiweb

Due dati, ugualmente degni di nota, emergono dall'ultimo rapporto Audiweb sul rapporto fra italiani e internet. Due aspetti diversi, opposti nei commenti che fanno scaturire, ma entrambi importanti per comprendere la situazione del web nel Paese. Il primo dato riguarda l'aumento dei collegamenti a internet: per l'esattezza, nel 2009 il 64,6% della popolazione fra gli 11 e i 74 anni ha dichiarato di usufruire di un accesso alla rete, pari ad un incremento del 10,4% rispetto al 2008. Per quanto riguarda le famiglie, il 51,9% delle famiglie dispone di un accesso al web, con un aumento del 13,6% rispetto all'anno precedente. Il report Aw Trends, realizzato da Audiweb in collaborazione con Doxa, mostra quindi un avvicinamento del contesto italiano alla situazione degli altri Paesi europei. Parallelamente, le connessioni mobile iniziano a diventare una realtà concreta in Italia, rappresentando il il 9% della popolazione italiana della fascia d'età compresa fra gli 11 e i 74 anni.
Il secondo dato interessa la diffusione della banda larga e soppianta le ipotesi di miglioramento del panorama italiano, scaturite dall'analisi del primo dato. Il tasso di penetrazione delle connessioni broadband, ossia maggiore di 144 Kbps, è pari al 19,8%, a fronte delle più alte percentuali degli altri stati: 37,9% dell'Olanda, 29,4% della Germania e 29,2% della Francia. In definitiva, solo il 30% della popolazione usufruisce della connessione veloce, mentre la restante parte di internauti italiani devono accontentarsi di connessioni analogiche o Adsl con una velocità di 100 Kbps: troppo poco rispetto agli standard internazionali.
L'utilizzo del web ha tutte le carte in regola per affermarsi in Italia, ma le connessioni degli italiani hanno bisogno di premere sull'acceleratore.

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