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domenica 5 ottobre 2014

SULL'ALTARE DELL'EURO RISCHIAMO UNA BRUTTA FINE: DOBBIAMO REAGIRE PER NON MORIRE !




martedì 1 aprile 2014

CAMBIO EURO CON LE DIVISE EUROPEE AL 31/12/1998


domenica 16 marzo 2014

EURORIBELLIONE - EURO - EUROPA - UNIONE EUROPEA - STATI UNITI D'EUROPA !




martedì 11 marzo 2014

Euro, Europa e Stati Uniti d'Europa !




domenica 9 marzo 2014

"L'Europa che non c'è (mai stata) e la destra che manca".

CONSIGLIO LA LETTURA di quest'ennesimo pezzo di Forte Apache su 'Il Velino'...una provocazione o una verità? 
Ai lettori la scelta...
Fabio Sabbatani Schiuma
Europa nazione, un mito infranto !
di Forte Apache 
Ma che bella quest'Europa che balbetta impacciata sulla crisi Ucraina e che non riesce a prendere posizione neppure sull'assurda vicenda dei nostri due Marò in India! Inconsistente e ininfluente sullo scacchiere internazionale, ma coll'indice sempre alzato a redarguire noi reprobi: ecco come appare l' Unione Europea. 
Ed ecco perché nell'approssimarsi di una delle tornate elettorali più incerte e combattute, un sentimento identitario e nazionalista spinge i vessilli dei partiti e dei movimenti di destra. Che sono saldamente in campo ovunque. E ovunque recitano un ruolo da protagonisti. Ovunque, tranne che in Italia. Alla guerra contro un'eurocrazia presuntuosa e pure un po ottusa, il nostro barcollante Stivale partecipa infatti solo con l'iniziativa territoriale leghista e con l'intuito istrionico di Beppe Grillo. Ma non con una formazione politica di destra nazionale chiaramente schierata. Perché? Semplicemente perché la destra non c'è più. Si è liquefatta. Dissolta. Il che, elaborato il lutto, ci consente di dire una verità. Dire cioè che la destra italiana si è bevuta per tanto tempo una fantastica bugia: l'idea di Europa nazione. Un cocktail improvvisato dal dosaggio incerto. Nessuno ha mai avuto il coraggio di ammetterlo. Almeno sino ad oggi. Il tabù ha resistito. Così come sempre resistono i tabù o i dogmi: evitando domande. Un Tabù costruito e teorizzato nell'Europa di ieri, quella col muro di Berlino, col mondo diviso in due blocchi, con internet, smartphone e rivoluzione dei social network ancor di la da venire. Una balla a cui in tanti abbiamo creduto. Per anni il vessillo dell'Europa nazione, ha sedotto fior di gioventù. Ed ha pure procurato una solida base programmatico-ideale a dei cinici mestieranti della politica in cerca di un qualsiasi appiglio culturale per captare consenso. Almeno, per l'appunto, sino alla recente durissima crisi. Che coincide (guarda un po gli scherzi del destino) con l'evaporare della destra dalla scena politica italiana. Schiacciata dalla superficialità, dalla supponenza e dall'incapacità del suo gruppo dirigente, la destra ha infatti collassato proprio mentre una delle sue bandiere ideali, l'Europa Nazione, mostrava chiaramente tutti i suoi limiti. Mentre naufragava la grande fuffa della " Comunità di destini ". Quando l'Europa è stata Nazione? Quali sono i tratti unificanti dei popoli del vecchio continente? Ci hanno pure provato a trovare una risposta. Addirittura in pompa magna. Con la "Convenzione per l'Europa" che per quasi un paio di anni si insediò a Bruxelles sotto la guida di Giscard d'Estaing. Alla fine però convennero che neppure i campanili, che pur ci sono da Lisbona agli Urali, avrebbero potuto dare un tratto unificante. L'unica possibilità di unificare queste terre, per millenni, si era avuta grazie alla persuasione della spada. Cioè con la conquista. Ma, per carità, guai a dirlo! Culture diverse, stili di vita diversi, mentalità diverse. Proprio nell'era dell'esaltazione delle diversità a noi toccava essere uguali per trattato. Il fallimento (silenzioso) della Convenzione avrebbe dovuto far riflettere. Ma siccome già il vento della retorica gonfiava le vele all' Euro (imposto con una tassa e senza chiederci il parere) si preferì tacere. Tutti tacquero. E tacque in special modo la destra italiana. Per calcolo. Per non dispiacere quell'allegra combriccola cui s'era prostrata in attesa di legittimazione. E perché non poteva mettere in discussione uno dei suoi dogmi fondanti. Ma, se l'abito invisibile agli stupidi -spiega Andersen- è una truffa, prima o poi l'innocenza di un bambino la svelerà. Così questa crisi che sta spolpando famiglie e nazioni intere ha svelato ai più che, se non di una truffa, questa logora retorica europeista è figlia almeno di una gigantesca utopia. Che una vera destra nazionale e popolare avrebbe dovuto denunciare. Se non fosse stata compressa nei suoi dogmi e sedotta dagli eurocrati nostrani. Perché per le élite responsabili delle sciagurate scelte di politica economica, per i detentori delle grandi ricchezze, per i politici al traino dei veri forti poteri, l'Europa è sempre e comunque una Dea. L'Europa che non si discute e che si ama. L'Europa che è il futuro e che senza di Lei il diluvio. L'Europa che si può forse correggere, ma mai e poi mai mettere in dubbio. E allora vai con l'offensiva del " comune destino ", vai con " l'irreversibilità della moneta ", vai con quell'imperativo che suona come una minaccia: " non meno, ma più Europa !". Paraponziponzipò. Il circo mediatico è schierato a tutto campo. Suona la grancassa. La compagnia di giro si esibisce nei talk show sempre nella medesima recita a soggetto. E chi è che dice no? Chi si incarica di interpretare il dissenso? Solo il Grillo nazionale, che ha la forza e la follia di urlare il dubbio e di proproporre il referendum consultivo sulla moneta-cappio. E anche il giovane Salvini che prova con questa sfida a riqualificare la Lega. Quanto a coloro che a destra cercano di rimettere insieme i cocci di una identità che appare irrimediabilmente perduta si può soltanto notare quanto sia flebile la loro vocina. Il loro distinguo misurato e impacciato, la loro argomentazione contorta. Per paura di essere silenziati. Perciò fanno precedere l'accenno di critica da una devastante premessa: " Noi siamo europeisti convinti! ". Che li consegnerà dritti dritti all'irrilevanza elettorale e politica. 

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domenica 2 marzo 2014

Sempre più convinti di RIMANERE in EUROPA ma USCIRE dall'Euro !





martedì 18 febbraio 2014

Ritenuta del 20% sui bonifici dall'estero. Ecco come funziona questa FOLLIA !

Dal 1° febbraio banche obbligate alla ritenuta del 20% sui bonifici in arrivo dall'estero alle persone fisiche. Le ritenute saranno automatiche (a meno di precedente richiesta di esclusione) e spetterà poi al contribuente dimostrare che le somme non hanno natura di compenso "reddituale". Ecco le risposte degli esperti ai quesiti dei lettori del Sole24Ore che spiegano come funziona questo prelievo. 
QUAL È LA DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE 
ALLA BANCA PER EVITARE LA RITENUTA? 
La documentazione da esibire presso l'istituto di credito che intervenga nella riscossione della somma proveniente dall'estero è costituita, principalmente, dall'autocertificazione con il quale il beneficiario attesti che il flusso finanziario estero incassato non costituisca un reddito di capitale (art. 44 co. 1, lett a), c), d), h) del TUIR) o un reddito diverso di cui all'art. 67 co. 1, lett. b),c),f), e) e h) del TUIR. 

di Stefano Mazzocchi 

Fonte: Il Sole24ORE - Articolo Completo QUI !

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domenica 9 febbraio 2014

EURO: LO DICIAMO DA ANNI E SIAMO CONTENTI CHE GRILLO LA PENSI COME NOI !




sabato 18 gennaio 2014

Farage: "Siamo gestiti da grandi imprese, grandi banche e grandi burocrati"

"...la Grecia è ora sotto il controllo straniero. Non potete prendere alcuna decisione, siete stati salvati e avete abbandonato la democrazia , cosa che il vostro paese ha inventato per primo.
E non volete ammettere che l'adesione all'euro è stato un errore, ovviamente Papandreou lo ha fatto, non è vero? Ha anche detto che ci sarebbe dovuto essere un referendum in Grecia, e in appena 48 ore la trinità profana (la Troika) che ora gestisce questa Unione Europea lo ha rimosso e sostituito da una marionetta, ex dipendente della Goldman Sachs.
Siamo ora gestiti da grandi imprese, grandi banche e, nella forma di Barroso , grandi burocrati."
Farage in Europarlamento nel dibattito per il programma della nuova Presidenza Greca UE

venerdì 22 novembre 2013

"Per salvare le nostre piccole imprese dobbiamo uscire dall'Euro"

"Per salvare le nostre piccole imprese dobbiamo uscire dall'Euro" 
(Magdi Cristiano Allam, Intervento nell'Aula del Parlamento Europeo, Strasburgo, 20/11/2013). 
In Italia su circa 4 milioni e mezzo di imprese il 95% sono micro, il 4,5% sono piccole, lo 0,5% sono medie. Producono il 57,7% del Pil e creano il 64% dei posti di lavoro.
Nei primi nove mesi del 2013 sono fallite quasi 9 mila aziende. Chiudono circa 1.000 partite iva al giorno. Il paradosso è che le aziende muoiono perché vantano dei crediti e il principale debitore insolvente è lo Stato che deve 130 miliardi alle imprese. 
Per un verso c’è la scure delle tasse che arrivano al 70% dall’altro la ghigliottina della stretta creditizia. Come si può parlare di moneta unica se in Germania l’imprenditore ha il denaro all’1% mentre in Italia il tasso praticato dalle banche oscilla dal 5 fino al 20%? 
L’euro ha devastato i piccoli imprenditori che hanno fatto grande l’Italia. 

martedì 12 novembre 2013

L'utopia dell'euroconvergenza

L'unione monetaria dell'Eurozona si doveva costituire avendo come pre-requisito la convergenza delle economie partecipanti secondo i princìpi dell'Area valutaria ottimale (Avo). In realtà le pre-condizioni per un'effettiva convergenza non si sono raggiunte preliminarmente all'entrata in vigore dell'Unione monetaria, si è quindi teorizzata la convergenza endogena delle economie dell'Unione, ossia la convergenza indotta dalla mera appartenenza all'euro.

Un'analisi sommaria dei principali indicatori economici dei Paesi euro, a più di dieci anni dalla sua introduzione, dimostra che l'auspicato processo di convergenza indotta non ha portato a un riavvicinamento delle economie, ma ha addirittura aumentato i divari, contribuendo a disegnare due grandi aree all'interno dell'Eurozona: la zona Nord e i cosiddetti Piigs. 
di Alessandro Zeli - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/3Y0Zv

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giovedì 7 novembre 2013

Stato Sovrano, Moneta Sovrana e Sovranità Monetaria !




Eccellenza a Roma - Post in Evidenza

Tutto il meglio dell'estate dal TCI

È una di quelle strutture che lascia a bocca aperta: arroccato su uno sperone, il  Forte di Bard  si erge maestoso a protezione della strett...

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