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mercoledì 11 settembre 2019

Consiglio dei Ministri n. 1

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, giovedì 5 settembre 2019, alle ore 11.48, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Giuseppe Conte.
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Il Presidente Conte ha aperto il Consiglio dei Ministri con un sentito ringraziamento al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il Presidente ha quindi rivolto gli auguri di buon lavoro ai Ministri e ha formulato la proposta di nomina a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dell’on. Riccardo Fraccaro, con le funzioni di Segretario del Consiglio medesimo. Il Consiglio ha condiviso la proposta del Presidente e il Sottosegretario Fraccaro ha quindi prestato giuramento e assunto le proprie funzioni.
Il Presidente Conte ha, altresì, conferito ai Ministri senza portafoglio i seguenti incarichi specifici:
  • per i rapporti con il Parlamento, all’on. dott. Federico D’Incà;
  • per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, alla prof.ssa Paola Pisano;
  • per la pubblica amministrazione, alla on. dott.ssa Fabiana Dadone;
  • per gli affari regionali e le autonomie, all’on. prof. Francesco Boccia;
  • per il Sud e la coesione territoriale, al dott. Giuseppe Luciano Calogero Provenzano;
  • per le politiche giovanili e lo sport, all’on. Vincenzo Spadafora;
  • per le pari opportunità e la famiglia, alla prof.ssa Elena Bonetti;
  • per gli affari europei, al sig. Vincenzo Amendola.
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GOLDEN POWER

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, a norma dell’articolo 1-bis del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, ha deliberato:
  • l’esercizio dei poteri speciali in relazione alla informativa notificata dalla società LINKEM S.p.a. relativa a contratti o accordi aventi ad oggetto l’acquisto di beni e servizi relativi alla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione e alla gestione delle reti inerenti i servizi di comunicazione elettronica a banda larga su tecnologia 5G e acquisizione di componenti ad alta intensità tecnologica funzionali alla predetta realizzazione o gestione;
  • l’esercizio di poteri speciali, con condizioni e prescrizioni, in relazione all’operazione notificata dalla società Vodafone S.p.a. consistente in accordi aventi ad oggetto l’acquisto di beni e servizi per la realizzazione e la gestione di reti di comunicazione elettronica basate sulla tecnologia 5G;
  • l’esercizio dei poteri speciali in relazione all’informativa notificata dalla società TIM S.p.a. relativa agli accordi conclusi prima del 26 marzo relativi ad apparati e sistemi di comunicazione rispetto ai quali la tecnologia 5G può essere considerata una naturale evoluzione;
  • l’esercizio dei poteri speciali, con prescrizioni, in relazione all’informativa notificata dalla società Wind Tre S.p.a. circa gli accordi stipulati con la società Huawei, aventi ad oggetto l’acquisto di beni e servizi per la realizzazione e la gestione di reti di comunicazione elettronica basate sulla tecnologia 5G;
  • l’esercizio dei poteri speciali in relazione all’informativa notificata dalla società FASTWEB S.p.a. relativa all’acquisto dalla società ZTE Corporation degli apparati relativi alle componenti radio per la realizzazione dell’ultima tratta della rete 5G FWA.
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NOMINE
Il Presidente Giuseppe Conte ha informato il Consiglio dei Ministri di aver designato l’on. Paolo Gentiloni per la nomina a Commissario europeo.
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LEGGI REGIONALI
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha esaminato nove leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha deliberato:
  • di impugnare la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 9 del 08/07/2019, recante “Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale”, in quanto numerose disposizioni sono risultate eccedere dalle competenze Statutarie della Regione. In particolare: alcune norme violano la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione; talune disposizioni in materia di immigrazione appaiono discriminatorie, in contrasto con i principi di cui all’articolo 3 della Costituzione e in violazione della competenza esclusiva statale nella materia di cui all’articolo 117, secondo comma lettera b) della Costituzione; una previsione in materia di strutture di primo intervento sanitario risultano in contrasto con previsioni statali espressione della competenza in materia di livelli essenziali delle prestazioni e costituenti principi fondamentali in materi di tutela della salute, in violazione dell’articolo 117, secondo comma lettera m) e terzo comma della Costituzione; infine altre norme, riguardanti il rapporto di lavoro del personale regionale, invadono la materia dell’ordinamento civile, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, ponendosi altresì in contrasto con le disposizioni statali volte a costituire principi generali di coordinamento della finanza pubblica, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione;
  • di non impugnare
    1. la legge della Provincia di Bolzano n. 3 del 09/07/2019, recante “Semplificazioni negli appalti pubblici”;
    2. la legge della Regione Campania n. 12 del 08/07/2019, recante “Modifiche alla legge regionale 11 aprile 2019, n. 3 (Disposizioni volte a promuovere e a tutelare il rispetto ed il benessere degli animali d’affezione e a prevenire il randagismo)”;
    3. la legge della Regione Campania n. 13 del 08/07/2019, recante “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato chiuso”;
    4. la legge della Regione Campania n. 14 del 08/07/2019, recante “Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano”;
    5. la legge della Regione Toscana n. 42 del 12/07/2019, recante “Disposizioni urgenti per lo svolgimento di funzioni oggetto della sentenza della Corte costituzionale 129/2019. Modifiche alla l.r. 22/2015”;
    6. la legge della Regione Lazio n. 11 del 12/07/2019, recante “Disposizioni per la disciplina e la promozione dei biodistretti”;
    7. la legge della Regione Abruzzo n. 20 del 16/07/2019, recante “Celebrazione del Centenario dell'impresa di Fiume guidata dal poeta abruzzese Gabriele D’Annunzio”;
    8. la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 10 del 08/07/2019, recante “Istituzione della “Giornata in ricordo della tragedia del Vajont” e del riconoscimento “Memoria del Vajont”.
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Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 13.06.
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mercoledì 10 luglio 2019

Unione Italiana Vini e Digitalizzazione.


Corriere Vinicolo magazine (n. 22-2019)

Ernesto Abbona confermato
presidente UIV

 L’associazione rinnova il board esecutivo con quattro new entry ed è pronta ad affrontare i temi caldi del triennio 2019-2022: dalla nuova Pac agli accordi sul commercio internazionale, dallo sviluppo sostenibile all’internazionalizzazione, dall’enoturismo fino alle battaglie per la difesa dell’immagine e la cultura del vino
Gli altri articoli principali
I 90 anni del Corriere Vinicolo tra memoria e prospettivaIl 27 giugno all’Auditorium del Corriere della Sera, grande successo del “wine talk” di presentazione del volume “Si pubblica il sabato”
90 anni del Corriere Vinicolo in archivio digitale
Nel corso della festa di 90 anni del giornale annunciata la creazione dell’emeroteca digitale del Corriere Vinicolo consultabile dal sito del giornale: già disponibili 2.628 edizioni per 17.580 pagine. Entro fine luglio saranno on-line tutti i numeri dal 1928 a oggi. La digitalizzazione del Corriere Vinicolo è parte del progetto di valorizzazione dell’Archivio Storico di Unione Italiana Vini. Accesso libero fino alla fine dell’estate
2019 Anno del Legno – Leeuwin Estate – Australia
Un legno specifico per ogni particella di vigneto. Come nasce l’Art Series Chardonnay, il vino icona dell’azienda della Margaret River Valley nel racconto del capo enologo Tim Lovett: “Una selezione certosina, fatta direttamente in Francia, per abbinare il rovere più adatto a esaltare i nostri microterroir”
Vini bio: market mover resta il trend dei consumiNel 2022 si stapperanno nel mondo un miliardo di bottiglie “green”. Usa attesi in fortissima crescita
Fonte: Unione Italiana Vini

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mercoledì 14 marzo 2018

IL PRESIDENTE IMPERTINENTE di Marcello Veneziani

Ah, Sandro Pertini, il presidente della repubblica più amato dagli italiani. Il presidente della gente, dei bambini, il fumetto con la pipa, il presidente-partigiano che esce dal protocollo. L’Impertinente. Il Puro.
A quarant’anni dalla sua elezione al Quirinale, in un diluvio celebrativo, uscirà domani al cinema un film agiografico su di lui. Noi vorremmo integrare il santino raccontando l’altro Pertini.
Alla morte di Stalin nel ’53, il compagno Pertini, già direttore filo-sovietico dell’Avanti! e all’epoca capogruppo socialista celebrò il dittatore in Parlamento. Ecco cosa disse su l’Avanti!: «Il compagno Stalin ha terminato bene la sua giornata, anche se troppo presto per noi e per le sorti del mondo. L’ultima sua parola è stata di pace. […] Si resta stupiti per la grandezza di questa figura… Uomini di ogni credo, amici e avversari, debbono oggi riconoscere l’immensa statura di Giuseppe Stalin. Egli è un gigante della storia e la sua memoria non conoscerà tramonto ». Quell’elogio, mai ritrattato da Pertini, neanche dopo che si seppero tutti i crimini di Stalin, non fa onore a un combattente della libertà e dei diritti dei popoli.
Da Presidente della Repubblica il compagno Pertini concesse appena fu eletto, la grazia al boia di Porzus, l’ex partigiano comunista Mario Toffanin, detto “Giacca”, nonostante questi non si fosse mai pentito dei suoi crimini per i quali era stato condannato all’ergastolo. Toffanin fu responsabile del massacro di Porzus, febbraio 1945: a causa di una falsa accusa di spionaggio, furono fucilati ben 17 partigiani cattolici e socialisti (la “Brigata Osoppo”), da parte di partigiani comunisti (Gap). Tra loro fu trucidato il fratello di Pasolini, Guido. Dopo la grazia di Pertini a Toffanin lo Stato italiano concesse al criminale non pentito pure la pensione che godette per vent’anni, insieme ad altri 30mila sloveni e croati “premiati” dallo Stato italiano per le loro persecuzioni antitaliane. Pertini partecipò poi commosso al funerale del presidente jugoslavo Tito (1980), il primo responsabile delle foibe, baciando quella bandiera che destava terribili ricordi negli esuli istriani, giuliani e dalmati.
Pertini fu uno spietato capo partigiano. Il suo nome ricorre in molte vicende. Per esempio, quella della coppia di attori Valenti-Ferida. Luisa Ferida aveva 31 anni ed era incinta di un bambino quando fu uccisa dai partigiani all’Ippodromo di San Siro a Milano assieme a Osvaldo Valenti, il 30 aprile 1945, accusati di collaborazionismo, per aver frequentato la famigerata Villa Triste, a Milano, sede della banda Koch. L’accusa si dimostrò infondata al vaglio di prove e testimonianze; lo stesso Vero Marozin, capo della Brigata partigiana che eseguì la loro condanna a morte, dichiarò, nel corso del procedimento penale a suo carico: «La Ferida non aveva fatto niente, veramente niente». I due attori, infatti, pagarono la loro vita tra lussi e cocaina ma non avevano responsabilità penali o politiche tali da giustificarne la fucilazione per collaborazionismo. Nelle dichiarazioni rese da Marozin in sede processuale Pertini fu indicato come colui che aveva dato l’ordine di ucciderli: “Quel giorno- 30 aprile 1945 -Pertini mi telefonò tre volte dicendomi: “Fucilali, e non perdere tempo!”). Si veda al proposito ”Odissea Partigiana” di Vero Marozin (1966) “Luisa Ferida, Osvaldo Valenti, Ascesa e caduta di due stelle del cinema” di Odoardo Reggiani (Spirali 2001. “Pertini si era rifiutato di leggere il memoriale difensivo che Valenti aveva elaborato durante i giorni di prigionia, nel quale erano contenuti i nomi dei testimoni che avrebbero potuto scagionare i due attori da ogni accusa. La casa milanese di Valenti e della Ferida venne svaligiata pochi giorni dopo la loro uccisione. Fu rubato un autentico tesoro (cani di razza inclusi) di cui si perse ogni traccia”.
È famoso l’episodio accaduto all’arcivescovado di Milano nel ’45, quando Pertini incrociò sulle scale Mussolini, reduce da un colloquio col cardinale Schuster. Pertini disse poi di non averlo riconosciuto, “altrimenti lo avrei abbattuto lì, a colpi di rivoltella”. Poi aggiunse: “come un cane tignoso”. Pertini sosteneva la necessità di uccidere Mussolini, non arrestarlo: se si fosse salvato, disse, magari sarebbe stato eletto pure in Parlamento. Delle responsabilità di Pertini nella strage di via Rasella a Roma, ne scrisse William Maglietto in Pertini si, Pertini no Settimo Sigillo, 1990).
Al Quirinale, al di là dell’immagine bonaria del presidente che tifa Nazionale, gioca a carte, va a Vermicino per Alfredino, il bambino caduto nel pozzo, si ricorda il suo carattere permaloso. Ad esempio quando cacciò il suo capo ufficio stampa, Antonio Ghirelli, valoroso giornalista e galantuomo socialista. O quando chiese di cacciare Massimo Fini dalla Rizzoli in seguito a un articolo su di lui che non gli era piaciuto. Così ne parlò lo stesso Fini: “Immediata rabbiosa telefonata al direttore della Domenica del Corriere Pierluigi Magnaschi, un gentleman dell’informazione, il quale ricoperto da una valanga di insulti cerca di barcamenarsi alludendo all’autonomia delle rubriche dei giornalisti, allo spirito un po’ da bastian contrario di Massimo Fini. Il “nostro” San Pertini gli latra minacciosamente:”Non credere di fare il furbo con me, imbecille! Chiamo il tuo padrone Agnelli e vediamo qui chi comanda!” E infatti il giorno dopo mi si presenta il responsabile editoriale della casa editrice Lamberto Sechi…”. Lo stesso Pertini disse a Livio Zanetti in un libro-intervista:”Cercai inutilmente di far licenziare uno strano giornalista italoamericano”. Nenni nei suoi diari considerava Pertini un violento iracondo.
Quando l’Msi celebrò il suo congresso a Genova nel 1960, fu proprio Pertini ad accendere il fuoco della rivolta sanguinosa dei portuali della Cgil col discorso del “brichettu” (il cerino). E vennero i famigerati “ganci di Genova”, coi quali un governo democratico di centro-destra, a guida Tambroni, con l’appoggio esterno del Msi, fu abbattuto da un’insurrezione violenta nel nome dell’antifascismo.
Proverbiale era la poi sua vanità. Ghirelli riferì uno sferzante giudizio di Saragat: “Sandro è un eroe, soprattutto se c’è la televisione”. E i suoi abiti firmati, le sue scarpe Gucci mentre predicava il socialismo e il pauperismo…
Fiorirono poi tante maldicenze su di lui, capo partigiano e poi leader socialista che vi risparmio circolavano giudizi dell’Anpi, di Marco Ramperti… Francesco Damato ricordò: “Nel 1973 Pertini mi comunicò di avere appena cacciato dal proprio ufficio di presidente della Camera il segretario del suo partito, Francesco De Martino. Che gli era andato a proporre di dimettersi per far posto a Moro, in cambio del laticlavio alla morte del primo senatore a vita”. Poi fu proprio l’onda emotiva dell’assassinio Moro e l’asse Dc-Pci sulla non-trattativa che portò a eleggerlo due mesi dopo al Quirinale.
Infine va ricordato il Pertini che agli operai di Marghera, nel pieno infuriare del terrorismo rosso con larghe scie di sangue, disse: “Sono stato un brigatista rosso anch’io” per poi negare che le Br fossero rosse, giudicandoli solo “briganti”, così da recidere il filo rosso tra Br e partigiani. Il Presidente di una repubblica flagellata in quegli anni dal terrorismo rosso, si definiva orgoglioso “un brigatista rosso”.
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sabato 9 aprile 2016

LE PREVISIONI DEL PRESIDENTE COSSIGA DI INCREDIBILE ATTUALITÀ.

Ecco cosa diceva Cossiga sul presidente della #Bce Mario Draghi.sembrava una profezia assurda...come al solito derisa...invece dopo anni rivedere questo video...siamo alla fine della storia se non vi siete resi conto!Ecco cosa diceva Cossiga sul presidente della #Bce Mario Draghi.
Pubblicato da Alessandro Carluccio su Mercoledì 30 settembre 2015
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domenica 29 novembre 2015

Prima che gli USA imponessero all'Italia di considerare Assad un dittatore e la Siria uno stato canaglia il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano elogiava Assad e sua moglie per aver reso la Siria un paese civile, laico, tollerante, rispettoso delle minoranze e difensore della comunità cristiana in medio oriente. E' il 18 marzo 2010 quando Giorgio Napolitano si reca in visita ufficiale a Damasco. Fino ad allora nessun Presidente della Repubblica aveva visitato la Siria. Ecco le sue parole: “Difficile non rimanere colpiti dalla bellezza del Paese e dall'ospitalità del suo popolo... Esprimo apprezzamento per l’esempio di laicità e apertura che la Siria offre in Medioriente e per la tutela delle libertà assicurate alle antiche comunità cristiane qui residenti”. Video, pubblicato dall'ufficio stampa del Quirinale.


Prima che gli USA imponessero all'Italia di considerare Assad un dittatore e la Siria uno stato canaglia il presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano elogiava Assad e sua moglie per aver reso la Siria un paese civile, laico, tollerante, rispettoso delle minoranze e difensore della comunità cristiana in medio oriente. E' il 18 marzo 2010 quando Giorgio Napolitano si reca in visita ufficiale a Damasco. Fino ad allora nessun presidente della Repubblica aveva visitato la Siria. Ecco le sue parole: “Difficile non rimanere colpiti dalla bellezza del Paese e dall’ospitalità del suo popolo... Esprimo apprezzamento per l’esempio di laicità e apertura che la Siria offre in Medioriente e per la tutela delle libertà assicurate alle antiche comunità cristiane qui residenti”.  Video, pubblicato dall’ufficio stampa del Quirinale
Posted by Emiliano Cappellini on Venerdì 27 novembre 2015
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martedì 3 febbraio 2015

Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento.

... Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il compito del capo dello Stato nel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione. 
E' una immagine efficace.
All'arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L'arbitro deve essere - e sarà - imparziale. 
I giocatori lo aiutino con la loro correttezza.
Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione. 
La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste, peraltro, nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno.
Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro.
  • Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro.
  • Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario digitale. 
  • Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici. 
  • Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace. 
  • Significa garantire i diritti dei malati.
  • Significa che ciascuno concorra, con lealtà, alle spese della comunità nazionale. 
  • Significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi. 
  • Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni.
  • Significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità.
  • Significa sostenere la famiglia, risorsa della società.
  • Significa garantire l'autonomia ed il pluralismo dell'informazione, presidio di democrazia.
  • Significa ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono l'Italia dal nazifascismo.
  • Significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva. 
Garantire la Costituzione significa affermare e diffondere un senso forte della legalità. 
La lotta alla mafia e quella alla corruzione sono priorità assolute.
La corruzione ha raggiunto un livello inaccettabile. 
Divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini.
Impedisce la corretta esplicazione delle regole del mercato.
Favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci. 


QUI IL LINK PER IL MESSAGGIO ORIGINALE !

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martedì 30 dicembre 2014

Questo è il discorso da ascoltare per la fine dell'anno !

 

martedì 20 maggio 2014

Magdi Cristiano Allam: Denuncio Napolitano per alto tradimento: la sua responsabilità nel golpe finanziario che fece fuori Berlusconi

Articolo Completo QUI !
L’avvocato Marco Mori dell’Associazione “Salviamo gli italiani”, in un esposto contro il colpo di stato finanziario ai danni di Berlusconi che sarà depositato in settimana alla Procura della Repubblica ipotizza i reati di “attentato contro l'integrità e l’indipendenza dello Stato” (art. 241 c.p.), “associazioni sovversive” (art. 270 c.p.), “usurpazione di potere politico” (art. 287 c.p.), “attentato contro i diritti politici dei cittadini” (art. 294 c.p.). L'esposto è a carico dei membri del Governo, di Giorgio Napolitano, Angela Merkel, nonché dei Governatori della Banca Centrale Europea e Banca d'Italia, Jean Claude Trichet e Mario Draghi.
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sabato 15 febbraio 2014

Finalmente l'Avvocatura romana tutta unita a difesa dei cittadini e della Costituzione




sabato 18 gennaio 2014

Farage: "Siamo gestiti da grandi imprese, grandi banche e grandi burocrati"

"...la Grecia è ora sotto il controllo straniero. Non potete prendere alcuna decisione, siete stati salvati e avete abbandonato la democrazia , cosa che il vostro paese ha inventato per primo.
E non volete ammettere che l'adesione all'euro è stato un errore, ovviamente Papandreou lo ha fatto, non è vero? Ha anche detto che ci sarebbe dovuto essere un referendum in Grecia, e in appena 48 ore la trinità profana (la Troika) che ora gestisce questa Unione Europea lo ha rimosso e sostituito da una marionetta, ex dipendente della Goldman Sachs.
Siamo ora gestiti da grandi imprese, grandi banche e, nella forma di Barroso , grandi burocrati."
Farage in Europarlamento nel dibattito per il programma della nuova Presidenza Greca UE

martedì 26 novembre 2013

CONCORDO APPIENO CON SALLUSTI




sabato 5 ottobre 2013

DENUNCIATI CINQUE SAGGI: "HANNO TRUCCATO I CONCORSI"

Carlo Bonini e Giuliano Foschini per "La Repubblica"
Giorgio Napolitano ed Enrico Letta
È una storia antica quanto i baroni. Ma i nomi e i numeri, stavolta, fanno più rumore. Hanno trafficato in cattedre universitarie, sostengono la Procura e la Finanza di Bari. In almeno sette facoltà di diritto, pilotando concorsi per associati e ordinari. Nelle università di Bari, Trento, Sassari, Milano Bicocca, Lum, Valle d`Aosta, Roma Tre, Europea di Roma. Secondo l`antica regola del "do ut des" (come per altro è stata battezzata l`indagine che, si scopre ora, li ha investiti), un format in ragione del quale in questo Paese si diventa professori per cooptazione e scambio, in un Monopoli del sapere dove i concorsi sono davvero imparziali solo per chi ha voglia di crederci. 

Fonte: DAGOSPIA - Articolo Completo QUI

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lunedì 30 settembre 2013

ITALIA: Repubblica degli inquieti

da Il Giornale del Piemonte di A.Mola

...La rinuncia al mandato da parte dei parlamentari  del Popolo della Libertà e della Lega Nord non ha nulla a che fare con l’ “Aventino” del 1924-25: un’esperienza fallimentare. Esso non è né un attentato alla Costituzione, né un colpo di Stato. E’ l’unico argomento politico rimasto a chi vuole aprire un dibattito alle Camere sullo sfacelo dello Stato di diritto ma si scontra con la sordità altrui: in un Parlamento comprendente molti membri eterodiretti da non si sa quali Guru effettivi (Grillo e Casaleggio sono solo controfigure di cartongesso di chi li ha orchestrati e finanziati). Proprio perché al momento solo “annunciate”, le “dimissioni”  dei parlamentari del PdL (per di più affidate solo ai capigruppo) sono un argomento dialettico. Indicano la linea rossa di questo parlamento. 
La catastrofe verrà invece a inizio dicembre se la Corte Costituzionale dichiarerà che la legge elettorale vigente è incostituzionale. In tal caso le Camere risulteranno invalide, quanto meno sul piano politico, nell'opinione interna e internazionale. Non in questi giorni ma a quel punto si spalancherà l’abisso, perché ne discenderà la nullità morale delle Camere, elette con una gigantesca e reiterata frode ai danni della sovranità nazionale, e ne risulterebbero inficiati tutti gli atti, inclusa l’elezione dell’attuale capo dello Stato. 

Fonte: Prof. Luigi Pruneti Scrittore e Saggista

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lunedì 3 giugno 2013

Napolitano: la riforma elettorale va fatta, senza dover tornare al proporzionale

Non ci sono scuse o attenuanti. Per Giorgio Napolitano 18 mesi è un tempo appropriato per le riforme. E sul presidenzialismo? «Non parlo né oggi né mai», afferma, incontrando i giornalisti al Quirinale, preferendo non intervenire su una questione che investe direttamente il suo ruolo. Per quanto riguarda la durata (e la tenuta) dell'esecutivo Letta, il capo dello Stato, al suo secondo mandato, spiega che «il governo senza dubbio è a termine», per poi aggiungere che «assolutamente» non c'è una scadenza per l'esecutivo attuale di larghe intese. «Apprezzo la scelta dei partiti che comporta sacrifici», continua, facendo riferimento alla decisione di dare vita a un governo composito dal punto di vista politico, che ... 
Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/wGEcq

Ne parliamo da alcuni decenni ! (Montanelli)

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