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venerdì 25 marzo 2016

ASCOLTATE BENE COSA DICE SGARBI ...

BRAVISSIMO... ASCOLTATE BENE COSA DICEATTENZIONEASCOLTATE BENE COSA DICE SGARBI....
Pubblicato da Esperimenti Sociali su Giovedì 24 marzo 2016
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martedì 26 gennaio 2016

IN SIRIA CON I RUSSI di Fausto Biloslavo


VIDEO REPORTAGE: IN SIRIA CON I RUSSI
Pubblicato da Fausto Biloslavo su Martedì 26 gennaio 2016
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domenica 29 novembre 2015

Prima che gli USA imponessero all'Italia di considerare Assad un dittatore e la Siria uno stato canaglia il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano elogiava Assad e sua moglie per aver reso la Siria un paese civile, laico, tollerante, rispettoso delle minoranze e difensore della comunità cristiana in medio oriente. E' il 18 marzo 2010 quando Giorgio Napolitano si reca in visita ufficiale a Damasco. Fino ad allora nessun Presidente della Repubblica aveva visitato la Siria. Ecco le sue parole: “Difficile non rimanere colpiti dalla bellezza del Paese e dall'ospitalità del suo popolo... Esprimo apprezzamento per l’esempio di laicità e apertura che la Siria offre in Medioriente e per la tutela delle libertà assicurate alle antiche comunità cristiane qui residenti”. Video, pubblicato dall'ufficio stampa del Quirinale.


Prima che gli USA imponessero all'Italia di considerare Assad un dittatore e la Siria uno stato canaglia il presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano elogiava Assad e sua moglie per aver reso la Siria un paese civile, laico, tollerante, rispettoso delle minoranze e difensore della comunità cristiana in medio oriente. E' il 18 marzo 2010 quando Giorgio Napolitano si reca in visita ufficiale a Damasco. Fino ad allora nessun presidente della Repubblica aveva visitato la Siria. Ecco le sue parole: “Difficile non rimanere colpiti dalla bellezza del Paese e dall’ospitalità del suo popolo... Esprimo apprezzamento per l’esempio di laicità e apertura che la Siria offre in Medioriente e per la tutela delle libertà assicurate alle antiche comunità cristiane qui residenti”.  Video, pubblicato dall’ufficio stampa del Quirinale
Posted by Emiliano Cappellini on Venerdì 27 novembre 2015
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lunedì 16 giugno 2014

Gheddafi e Berlusconi AVEVANO RAGIONE ! La Conferenza Stampa del defunto Presidente del Venezuela Chavez sulle crisi provocate in Siria e in Libia, le Corporations, Le Banche e il Nuovo Imperialismo.


martedì 17 settembre 2013

IL PUNTO SULLA SITUAZIONE SIRIANA !




martedì 3 settembre 2013

QUEL GAS SIRIANO PUZZA UN PO’

Vittime Siriane
Il gas sarin attribuito agli arsenali di Bashar Assad (che contano, a seconda delle stime, tra le mille e le 5 mila tonnellate armi chimiche) quante persone ha ucciso nei sobborghi di Damasco?  Oltre 1.400 secondo l’intelligence statunitense e quanto riferito dal Segretario di Stato John Kerry, circa 350 secondo Medici senza frontiere che denunciano però 3.500 persone colpite, solo 280 secondo l’intelligence francese. Gian Micalessin, reporter del Giornale e finora unico giornalista italiano a raggiungere i dintorni dell’area colpita dai gas a Ghouta, scrive oggi dal villaggio di Jobar di non aver trovato traccia dell’uso di gas né persone informate dei fatti accaduti proprio in quella zona. Sui media di tutto il mondo quasi non si parla d’altro eppure pochi hanno diffuso una notizia che dovrebbe risultare invece di grande interesse per cercare di dipanare la matassa intorno all’impiego del gas nervino il 21 agosto nei sobborghi di Damasco. Se il reportage di Micalessin è realizzato sul lato del fronte controllato dai lealisti il reportage firmato da Dale Gavlak (che da Amman collabora da anni con l’agenzia Associated Press) e Yahya Ababneh del 29 agosto è stato effettuato dalla parte opposta, intervistando alcuni ribelli siriani appartenenti a gruppi islamisti attivi nel settore di Ghouta che hanno ammesso le loro responsabilità nel massacro di civili del 21 agosto che Washington e parte della comunità internazionale attribuiscono ad Assad.  Pubblicato dal giornale on line Mintpressnews il reportage è stato quasi sistematicamente ignorato dai grandi media nonostante le diverse testimonianze parlino chiaro. I ribelli nascondono in moschee e case private le armi, anche quelle chimiche ricevute dai servizi segreti sauditi e la “fuga di gas” sarebbe da attribuire all’inesperienza dei miliziani a maneggiarle. 

Fonte: Analisi Difesa - Articolo Completo QUI

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domenica 1 settembre 2013

La Russia scongiura l'intervento in Siria

Si alza il “no” di Mosca davanti al possibile attacco da parte degli Stati Uniti. E mentre gli esperti denunciano il rischio di gravi errori strategici e il peggioramento della situazione, la Federazione lavora su più fronti per evitare i bombardamenti. 
Secondo gli esperti russi, il vero scopo del possibile attacco da parte degli Stati Uniti
in Siria servirebbe per indebolire le forze armate del governo locale
e consentire la vittoria dell'opposizione armata (Foto: Reuters / Bassam Khabieh)
È probabile che da un momento all'altro gli Stati Uniti e i loro alleati diano il via ai bombardamenti in Siria. Gli esperti russi ritengono che il vero scopo non sia l'eliminazione del potenziale chimico, quanto piuttosto l'indebolimento delle forze armate del governo per consentire la vittoria dell'opposizione armata. Fanno anche notare che Mosca molto probabilmente non farà più in tempo a fornire armi a Damasco e si dovrà concentrare sull'appoggio diplomatico e sulla contro-informazione.
“L'azione militare sarà simile all'operazione in codice El Dorado Canyon, lanciata nel 1986 contro Muammar Gheddafi. Non sarà né troppo lunga, né troppo costosa”, prevede Sergei Demidenko, esperto dell'Istituto di valutazioni strategiche e analisi. Demidenko è certo che l'Occidente non vorrà prolungare l'operazione aerea e tanto meno rischiare con un’incursione di terra in Siria, perché i costi sarebbero troppo elevati.
Secondo Demidenko, gli Stati Uniti non vogliono intromettersi nel conflitto siriano perché è una guerra che non li riguarda: sono l'Arabia Saudita, il Qatar e la Turchia che li vogliono coinvolgere. Per questi Paesi, il rovesciamento del regime di Bashar al-Assad è diventata una questione di principio, ma da soli non hanno forze sufficienti per raggiungere il loro obiettivo.
Sorge un dubbio: cosa ne sarà degli obiettivi siriani che corrispondono agli stabilimenti di produzione e ai depositi di armi chimiche se l'operazione militare in Siria avrà lo scopo di prevenire l'uso di armi chimiche in futuro? “Non si parla di bombardare i depositi o gli stabilimenti di produzione di armi chimiche. Se si sferrasse un attacco contro un deposito di armi chimiche, il risultato sarebbe di gran lunga peggiore di quello dell'ultimo attacco nei dintorni di Damasco”, spiega un esperto del Centro di ricerca politica della Russia, Andrei Baklizkij. Secondo Baklizkij, verranno attaccati gli obiettivi che appartengono all'esercito: i punti di comando e le linee di comunicazione.
Anche il politologo Sergei Markov ritiene che in un certo senso le truppe occidentali in Siria saranno una sorta di mercenari, al servizio delle monarchie arabe. 

lunedì 26 agosto 2013

Qualcuno fermi l'attacco alla Siria: sarebbe il suicidio dell'Occidente

Il sonno dei "pacifinti": nessuno si oppone a questa guerra. 
Ma l'America sta sbagliando bersaglio.
Speriamo che non succeda mai. Più che una guerra sarebbe il suicidio dell'Occidente in Siria. Quali paradossi, ipocrisie e assurdità! A cominciare dal fatto che a scatenarla sarebbe il primo Premio Nobel alle intenzioni, un attestato di uomo della pace conferito a Obama a soli 9 mesi dalla sua elezione a prescindere dalle sue azioni.
Poi la motivazione alquanto dubbia, visto che esistono le prove che le testate chimiche sarebbero state lanciate dai terroristi islamici e non dall'Esercito che, piaccia o meno, rappresenta la legalità e ha il dovere di difendere lo Stato. Infine lo scopo: come è possibile che dopo aver toccato con mano in Tunisia, Libia e Egitto le conseguenze tragiche dell'avvento al potere dei Fratelli Musulmani sostenuti dai Salafiti e fiancheggiati da Al Qaida, l'Occidente in Siria si ostini a voler portare al potere la stessa triade di fanatici islamici che in due anni hanno provocato la distruzione del Paese, oltre 80 mila morti (di cui la metà soldati) e 2 milioni di sfollati (di cui la metà bambini)?
Per fortuna che c'è la Russia di Putin che, a differenza dei governanti liquidatori della civiltà occidentale, ha chiaro in testa che la priorità deve essere la sconfitta del terrorismo islamico ovunque nel mondo, così come ha una ferma concezione sulla stabilità e la sicurezza della Siria e del Medio Oriente. Persino Israele tentenna sul da farsi presa nella morsa tra il nemico storico, la dittatura laica di Assad che ha partecipato alle guerre anche se successivamente ha garantito la tregua alla frontiera, e il nemico dichiarato, il terrorismo islamico che proclama pubblicamente la volontà di cancellare lo Stato ebraico dalla carta geografica. 

di Magdi Cristiano Allam - Fonte: IL GIORNALE - Articolo Completo QUI

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