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lunedì 13 gennaio 2020

Un Minuto dal Confine: Venti di Guerra.

Non è iniziato bene il 2020. La guerra Stati Uniti-Iran è solo rimandata. Lo scontro continuerà tra strategie, razzi e omicidi.
Qui l'audio di Fausto Biloslavo
Il governo iracheno vuole che i Marines lascino il paese e lo faranno capire in tutti i modi, anche con la forza.

Noi, invece, stiamo perdendo la Libia per colpa di un Ministro degli Esteri incapace di porre condizioni geopolitiche serie e far valere la propria diplomazia, anche con qualche colpo basso.

A non aver timore dei colpi sono la Turchia e la Russia che, anzi, non hanno problemi a usare la forza delle armi e a guadagnarci da un punto di vista geopolitico ed economico. 
L’Italia rimane, ancora una volta, con il cerino in mano.

www.studiostampa.com

martedì 26 gennaio 2016

IN SIRIA CON I RUSSI di Fausto Biloslavo


VIDEO REPORTAGE: IN SIRIA CON I RUSSI
Pubblicato da Fausto Biloslavo su Martedì 26 gennaio 2016
www.studiostampa.com

mercoledì 2 luglio 2014

Il camerata italiano sul fronte dell’Est


“Sulle barricate di piazza Maidan ero come ET, che ritrova “casa” al fianco dei nazionalisti ucraini». A raccontare il suo incontro ravvicinato con la rivoluzione di Kiev è l’italiano Francesco F., 53 anni. «Dopo l’annessione della Crimea e l’esplosione dell’Est» prosegue con il suo accento toscano «non potevo abbandonarli di fronte alla minaccia russa. Per questo ho scelto di arruolarmi e combattere». Nome di battaglia Stan, laureato in legge, negli anni Settanta Francesco militava nell’estrema destra prima con Avanguardia nazionale e poi con il Fronte della gioventù. In seguito è diventato un manager giramondo. Due anni fa è sbarcato in Ucraina a vendere materie prime. Ma lo scorso gennaio a Kiev è rimasto folgorato dalle «centurie» di Pravy sektor, i camerati ucraini schierati sulle barricate di piazza Maidan. Inseparabile basco nero, mimetica e kalashnikov a tracolla, Panorama lo incontra nella base del battaglione Azov a Berdyansk, nell'Ucraina orientale a 100 chilometri dal confine russo. Reparto ultranazionalista, è composto ufficialmente da «volontari per la difesa territoriale» fedele a Kiev e sotto il cappello del ministero dell’Interno. In prima linea contro i ribelli filorussi, li chiamano «uomini neri» per il colore delle divise e la provenienza dall’estremismo di estrema destra ucraino ed europeo. «Altro che le sprangate (o al massimo qualche pistolettata) degli anni Settanta» spiega Francesco. «Questa è una guerra, con combattimenti casa per casa, cecchini e granate». 

di Fausto Biloslavo - Articolo Completo QUI !

Gli Uomini sul Fronte dell'Est - SKYTG24 Reportage

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