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venerdì 4 luglio 2014

"Parigi ordinò di eliminare Gheddafi".

L'ex ministro della Difesa La Russa: "Non so chi fu poi a ucciderlo, ma la Francia aveva lanciato bombardamenti mirati".
(il nostro Ministro della Difesa di allora).
Quale fu il ruolo della Francia del presidente Nicolas Sarkozy nell'intervento armato contro Gheddafi?
«La Francia accese la miccia e ci spinse all'azione. Parigi ruppe gli indugi e costrinse gli altri paesi a una scelta affannosa. È vero che Gheddafi bombardava i civili, ma i francesi non aspettarono il via libera degli organismi internazionali e agirono subito. Ciò impedì un'azione diplomatica alternativa».

Il governo italiano cosa pensava veramente dei bombardamenti?
«Berlusconi era il più restio a intervenire contro Gheddafi sospettando che l'atteggiamento della Francia fosse una reazione al rapporto vantaggioso che si era creato fra Italia e Libia».

È vero che Parigi voleva scalzare l'Eni per mettere le mani sulle risorse energetiche libiche?
«Secondo Berlusconi i francesi erano invidiosi e Parigi puntava a spodestare le nuove relazioni Italia-Libia servite a ridimensionare i flussi migratori verso l'Italia. Non c'era solo il problema dell'immigrazione da risolvere, ma siamo anche riusciti a consolidare il rapporto privilegiato nell'approvvigionamento energetico». 

di Fausto Biloslavo - Fonte: IL GIORNALE - Articolo Completo QUI ! 

www.studiostampa.com

lunedì 16 giugno 2014

Gheddafi e Berlusconi AVEVANO RAGIONE ! La Conferenza Stampa del defunto Presidente del Venezuela Chavez sulle crisi provocate in Siria e in Libia, le Corporations, Le Banche e il Nuovo Imperialismo.


mercoledì 11 giugno 2014

Caos Ucraina e Libia, allarme servizi segreti italiani: solo 6 mesi per metterci al riparo !

Caos in Libia e in Ucraina, approvvigionamenti energetici a rischio. In Libia la produzione di gas e petrolio è in stallo, dopo la guerra a Gheddafi fortemente voluta da Usa e Francia, con l’appoggio di Napolitano. Come se non bastasse, frange estremiste imperversano nel Paese, mentre sulle coste migliaia di immigrati sono in attesa di partire per l’Italia.
I servizi segreti, senza mezzi termini, lanciano l’allarme: “abbiamo sei mesi di tempo per correre ai ripari. Poi in Italia regnerà il caos”. Intanto anche le sedicenti nuove leve della politica (M5S) si occupano di questioni irrilevanti.
Secondo gli analisti dei servizi segreti in Italia sarebbe ancora alto il rischio di attentati di matrice internazionale. A preoccupare, in particolare, è la matrice jihadista che, secondo i servizi, “resta collegata nella sua dimensione ‘domestica’ al cosiddetto jihad individuale, per l’eventualità di un’autonoma attivazione, specie sulla spinta della propaganda qaidista on line, di elementi isolati o microgruppi motivati a colpire la società occidentale ‘dall’interno’”.
In particolare “elementi di rischio potrebbero derivare dal possibile ridispiegamento nel nostro Paese di reduci provenienti dai teatri di jihad, potenzialmente intenzionati ad impiantare filiere radicali o a condurre progetti di attacchi di Europa”. Ma un’altro campo nel quale i servizi effettuano monitoraggio è quello dei flussi migratori e del conseguente rischio che arrivino potenziali terroristi. Tuttavia al momento “non sono emersi significativi elementi di riscontro”.

Eccellenza a Roma - Post in Evidenza

“L’urlo”, il docufilm di Severgnini, getta nuove ombre sul traffico di migranti in Libia.

QUI L'INTERVISTA ! Mentre lo scandalo legato alle coop dell’accoglienza in mano alla famiglia del deputato Aboubaka Soumahoro si allarga...

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