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domenica 12 novembre 2023

Massoneria: Origini e Leggende

Uno dei problemi più discussi nel campo della ricerca storica è quello che riguarda le origini della Massoneria. Tali origini sono avvolte nella leggenda e risultano tuttora avvolte in un fitto mistero. Gli esperti, ancora non sono riusciti a dimostrare con precisione quali possono essere state le origini della massoneria, limitandosi ad esporre varie teorie ed ipotesi spesso convergenti ma talvolta contraddittorie. 

E' stata ipotizzata una continuità tra i collegia fabrorum romani, o corporazioni di mestiere istituite già nella Roma arcaica, e le corporazioni medioevali di muratori, per il tramite di maestranze bizantine o italiche operanti nell'alto Medioevo, nessuna prova documentaria è ancora emersa al riguardo. Negli ultimi tre secoli l'impegno messo nella ricerca delle origini è stato notevole, sono state proposte varie teorie ed ipotesi che partendo dal simbolismo massonico chiamano in causa: il sacerdozio egiziano, i misteri eleusini, i pitagorici, gli esseni, le sette gnostiche e zoroastriane, il mitraismo, i druidi, il sufismo persiano e arabo, la qabbalah ebraica, i Templari, i Catari, i Fedeli d'Amore, gli Alchimisti, l'Ermetismo Rinascimentale, i Rosa Croce: in breve, l'intero retroterra esoterico della civiltà occidentale e del vicino oriente.
Nonostante le sorprendenti affinità e coincidenze, nessuna vera prova sussiste in merito ad eventuali rapporti di identità o di continuità tra qualcuno di questi supposti antecedenti e la massoneria. Diverso è il discorso per quanto concerne l'influenza che alcuni di essi possano aver esercitato nel processo di formazione della Massoneria e dei suoi rituali. Sicuramente un forte impulso allo sviluppo della Massoneria è stato dato dalle teorie che ne fanno risalire le origini alla costruzione del Tempio di Salomone; quella che la riconduce ai Templari e quella che la attribuisce al Frate Christian Rosenkreuz. Evidenti innesti da talune eredità sapienziali, anche remote, sono ben attestati nella storia della Massoneria ed emergono nitidamente dall'esame dei suoi rituali, in particolare per quanto concerne i diversi “sistemi ad alti gradi” che fin dalla prima metà del XVIII secolo vennero a stratificarsi sopra i gradi originari della Massoneria di mestiere. 
Alle radici della Massoneria.

In un mondo che sta cominciando a prendere consapevolezza della mancanza di solide certezze per il domani, ecco riaffiorare antiche domande: 
“Chi siamo?  Da dove veniamo?  Dove stiamo andando”?
Obiettivamente, c'è una gran ‘fame’ di quelle risposte che potremmo racchiudere nelle parole: Conoscenza, Ricerca, Verità, Gnosi. L’approccio è passato alla Storia ed alla letteratura con l’aggettivo esoterico, ovvero un approccio che va alla ricerca delle radici profonde della nostra cultura e civiltà. Per approccio esoterico intendiamo, ovviamente, quello che si occupa dello studio e dell’approfondimento del simbolismo che ci circonda che è giunto a noi dalle antiche civiltà che ci hanno preceduto e che hanno forgiato l’umanità così come si presenta oggi. Per ricercare le radici di questo approccio dobbiamo dunque andare molto indietro nel tempo: sino almeno all'antica Grecia, ovvero, allorquando i Greci ereditarono i misteri gnostici dagli Egizi. 
I culti misterici, tanto in Egitto che nell'antica Grecia, erano riservati a pochi iniziati e miravano “all'estasi Divina” o “unione con il Divino”. Si veda bene che fra questi culti, praticati anche in Occidente, vi è una significativa analogia e similitudine con la spiritualità Vedica e Buddhista d’Oriente. 
Fu così che la conoscenza permise lo sviluppo e la piena espansione della civiltà greca, prima e, successivamente, dell’Impero Romano. Ciò almeno sino al Concilio di Nicea del 325 d.C. proclamato dall'Imperatore Costantino, il quale dichiarò eretica la Gnosi e decretò la fede Cristiana quale unica religione dell'Impero. 

Necessariamente gli gnostici 
entrarono in clandestinità.

E così fecero anche le famiglie che si richiamavano agli insegnamenti iniziatici di Gesù - l’Esseno - da loro detto - “Il Cristo”, le quali probabilmente presero il nome di Rex Deus - dei Rex Deus - che all’apparenza continuarono a praticare il cattolicesimo; ne fecero parte le più grandi famiglie nobiliari del Medioevo, fra cui i reali Sassoni d’Inghilterra, i Capetingi di Francia (che continuarono nella numerazione portata da Luigi Carolingi) ed i St. Clair di Roslin (la stirpe che fece edificare la misteriosa Cappella di Rosslyn). Non fu dunque un caso che i Cavalieri Templari dell’alto Medioevo furono un ordine cavalleresco-militare sorto con l’appoggio dei Rex Deus che divennero, quindi, i custodi della gnosi cristiana, mantenendo comunque su ciò - ufficialmente - un assoluto riserbo. 
Significativamente ricca di simbolismo esoterico, la Cappella di Rosslyn, in Scozia: “fatta costruire nel XV secolo dal Conte William St. Clair di Roslin (si noti bene che Roslin, in antica lingua gallica significa: “antica conoscenza tramandata di generazione in generazione”. La lingua gallica è una lingua celtica/gaelica estinta, parlata anche nelle antiche Gallie, odierne Francia ed Italia settentrionale, prima del latino volgare del tardo Impero Romano), un mecenate proveniente da una fra le più influenti famiglie Rex Deus dell’epoca”; Rosslyn pullula letteralmente di simboli ed allegorie gnostiche, rosacrociane e libero muratorie;  pensiamo ad esempio alla testa scolpita di Ermete Trimegisto, considerato dagli Egizi il Dio Toth, così come l’arco all’esterno della cappella, decorato da numerosi compassi simboli della Massoneria; ma anche la scultura di Baphomet - idolo gnostico più o meno caro ai Templari - e finanche un cavaliere templare che conduce un uomo bendato tirandolo con una fune a rappresentare un’iniziazione massonica ante litteram. E potremmo continuare citando i tre pilastri interni alla cappella, che indicano rispettivamente il pilastro dei tre gradi della Massoneria azzurra: quello dell'Apprendista, del Compagno d’Arte e del Maestro. 
 

Invero, i riferimenti al cristianesimo, nella Cappella di Rosslyn, non sono molti e la cosa ci dovrebbe far riflettere. Forse, una delle curiosità di Rosslyn è la presenza di sculture raffiguranti piante conosciute solo nelle Americhe, come il granoturco e forse l’aloe; questo a commemorare i viaggi dell’antenato di William St. Clair, il conte Henry, il quale, quasi sicuramente, approdò nelle coste del Nord America cento anni prima di Cristoforo Colombo, sbarcandovi, stando alle prove documentali del volume “Il segreto dei Templari” scritto dallo studioso William F. Mann, molto probabilmente, con una flotta di Cavalieri Templari.
La Massoneria pare dunque essere la depositaria principale della tradizione gnostica tramandata, di generazione in generazione, dalle famiglie Rex Deus. E possiamo inoltre affermare che le origini di questa Confraternita sono ben più antiche rispetto a quelle ufficiali, che la fanno risalire al 1717, allorquando fu fondata la Gran Loggia d’Inghilterra presso la “Taverna dell’Oca e della Graticola”. 
Questa commistione fra Rex Deus e Massoneria è fortemente sostenuta specialmente dagli studiosi e massoni Christopher Knight e Robert Lomas, i quali teorizzano che la leggenda di Hiram Abif, costruttore del mitico Tempio di Re Salomone, alla quale si rifanno, praticamente, tutti i Liberi Muratori, potrebbe essere un’allegoria dell’omicidio di Giacomo il Giusto, forse fratello di Gesù, custode degli insegnamenti misterici degli Esseni ed uno fra i primi membri storici dei Rex Deus. Gli studiosi portano a sostegno di ciò numerose tesi nel loro libro: “Il secondo Messia” edito in Italia da Mondadori. 
 

E’ grazie ai Rex Deus e, dunque, ai primi massoni, se si è progressivamente usciti dall’oscurantismo medievale per approdare al Rinascimento, con la sua rinnovata estetica nelle arti e con una rinnovata ricerca del progresso scientifico e della conoscenza. Pensiamo, ad esempio, all’opera dei massoni Elias Ashmole e Sir Isaak Newton, noti alchimisti e uomini di scienza e cultura, nel fondare la Royal Society per la promozione della scienza scevra da dogmi. Vi furono influenze massoniche e non, come per la Costituzione degli - Stati Uniti d'America - che è la più antica Costituzione statuale esistente - fondata su principi inequivocabilmente massonici, a partire dal concetto secondo cui tutti gli uomini nascono eguali e che un Governo ha autorità solo con il consenso del popolo. I Padri fondatori degli Stati Uniti d’America erano, infatti, inequivocabilmente massoni che vollero imprimere quanto di buono la tradizione gnostica dei Rex Deus aveva loro trasmesso. 
E’ invece probabilmente da sfatare il mito relativo alla Rivoluzione Francese quale motto popolare sorto da volontà massoniche: si veda bene come i massoni - in Francia - fossero allora, per la maggior parte, fra le fila aristocratiche e medio - borghesi, molti fra i quali ci rimisero la testa sulla celebre ghigliottina. 
Abbiamo dunque tentato testè di illustrare le radici della principale e forse più antica Istituzione che, nel mondo occidentale, si occupa di tradizione esoterica. Abbiamo infatti potuto scoprire come la sua millenaria storia si fondi e, a tratti, si confonda con le tradizioni, egizia, greco-romana e giudaico-cristiana, alla luce delle loro conoscenze gnostiche e misteriche. Un viaggio in piena regola, ricchissimo di spunti per una rinnovata ricerca storica e introspettiva che è, come vedremo più avanti, forse l’unica e più autentica ricerca, da proseguire, sulla strada del mitologico Santo Graal



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martedì 7 agosto 2018

La nascita dei Diritti Umani !

MARIA DERAISMES (1828 - 1894)
Giornalista attiva nel campo politico, sostiene la parità dei diritti civili ed il voto elettorale per le donne, l'introduzione di una scuola laica e - fatto nuovo in quell'epoca - la protezione legale dell'infanzia. Acquista notorietà anche per le sue doti oratorie. Auspica l'uguaglianza femminile, diffusa e riconosciuta dalle leggi. Il suo movimento di opinione si diffonde al punto che alcune Logge massoniche francesi lo sostengono pubblicamente. 
GEORGES MARTIN (1844 - 1916)
Senatore e Consigliere alla Municipalità di Parigi, Georges Martin è assertore antesignano del ruolo che le donne rivestono nella società. Personaggio di azione, giovanissimo aveva combattuto con Garibaldi per l'Unità d'Italia nel 1866 nel Trentino. Iniziato alla Massoneria a Parigi nel 1879, è tra i fondatori della Gran Loggia Simbolica "Scozzese", fra i primi a sostenere iniziazioni femminili. 
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martedì 30 maggio 2017

IL VINO...La mia Vita da oltre 50anni !

Vorrei sottolineare che nelle Gallie i primi impianti dovrebbero essere stati fatti da alcuni coloni Greci, poi dagli antichi Romani che, quando montavano il "Castrum" avevano una priorità nel piantare i Vitigni e l'Insalata Romana (''questo ci dice che già sapevano che il Campo sarebbe durato anni, la Vite inizia a dare i primi frutti dopo tre anni''). 
I Vitigni piantati, che originano sui colli della Toscana Centrale, possono essere così inquadrati:
  • ''Predicato di Biturica'' (Cabernet Sauvignon). 
  • ''Predicato di Muschio'' (Chardonnay) 
  • ''Predicato del Selvante'' (Sauvignon)
  • ''Predicato di Cardisco'' (Sangiovese)
Questo per dovere di chiarezza sulle origini non "Francesi". 

                 Giancarlo Bertollini





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giovedì 29 dicembre 2016

Capodanno: storia, origini, riti, usanze e leggende.

IL PRIMO GIORNO DELL’ANNO NEL MONDO
Lenticchie, botti, frutta e tradizioni dei diversi Paesi del Globo.
In tutto il mondo si festeggia il Capodanno: per ogni Paese esistono diverse usanze, pagane o religiose, a cui occorre far fede per portare fortuna al nuovo anno che arriva. La mezzanotte segna un momento di passaggio che ricorda al mondo la fine di qualcosa e l'inizio di un nuovo percorso da fare. Tutti i simboli e le usanze di Capodanno hanno radici storiche molto antiche e radicate che spesso non sono conosciute. Perché ci si veste di rosso? Perché ci si bacia sotto il vischio? Perché porta bene mangiare le lenticchie o il melograno? Perché si sparano i botti? Perché si gettano le cose vecchie? Andiamo a scoprirlo...

IL CAPODANNO. Capodanno è il primo giorno dell'anno. Nel mondo moderno il Capodanno cade il 1º gennaio del Calendario Gregoriano in uso ai fini civili in tutto il globo. Nella larghissima maggioranza degli Stati è un giorno di festa. Il 1 gennaio cade anche la festa solenne dedicata alla Madre di Dio.

ORIGINI E STORIA DEL CAPODANNO. Il Capodanno risale alla festa del dio romano Giano. Nel VII secolo i pagani delle Fiandre, seguaci dei druidi, avevano il costume di festeggiare il passaggio al nuovo anno. Per i Babilonesi il nuovo anno cominciava con la rinascita della Terra, cioè con la primavera. Ecco come si è arrivati a festeggiare il nuovo anno il 1 gennaio: fu Giulio Cesare, nel 46 a.c., a creare il "Calendario Giuliano" che stabiliva che l'anno nuovo iniziasse il primo gennaio. Il primo di gennaio i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi il dono di un vaso bianco con miele, datteri e fichi, il tutto accompagnato da ramoscelli d'alloro, detti strenne, come augurio di fortuna e felicità. Il nome strenna derivava dal fatto che i rami venivano staccati da un boschetto della via sacra ad una dea di origine sabina: Strenia, che aveva uno spazio verde a lei dedicato sul Monte Velia. La dea era apportatrice di fortuna e felicità; il termine latino "strenna", presagio fortunato, deriva probabilmente proprio dalla dea. Nel Medioevo molti Paesi europei usavano il Calendario Giuliano, ma vi era un'ampia varietà di date che indicavano il momento iniziale dell'anno. Tra queste per esempio il 1 marzo (capodanno nella Roma repubblicana), il 25 marzo (Annunciazione del Signore) o il 25 dicembre (Natale). Solo con l'adozione universale del Calendario Gregoriano (dal nome di papa Gregorio XIII, che lo ideò nel  1582), la data del 1 gennaio come inizio dell'anno divenne infine comune. 

LENTICCHIE A MEZZANOTTE. Uno dei riti più conosciuti in tutta Italia è quello di mangiare le lenticchie allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre. Questa usanza sembra che favorisca l'abbondanza e la ricchezza: i legumi, infatti, sono considerati un cibo in grado di nutrire e di opporsi alla fine del tempo in vista di una generazione di prospettive valide per il futuro. In sostanza l'affermazione della vita contro quella che sembra essere una fine che suscita paure ataviche.

I BOTTI DI CAPODANNO. Anche i "botti" di Capodanno sono la manifestazione della volontà di allontanare le forze del male e gli spiriti maligni che si scatenano in un momento di passaggio dal vecchio al nuovo anno, dalla fine all'inizio del tempo. I "botti" oggi rappresentano anche l'allegria per l'arrivo del nuovo anno.

LANCIARE I COCCI A MEZZANOTTE. L'usanza più caratteristica come rito di eliminazione del male, fisico e morale, che si è accumulato nell'anno trascorso è quella di lanciare i cocci a mezzanotte. Questa usanza è diffusa in diverse parti d'Italia ed è ancora viva nelle grandi città come Napoli e Roma.

L'UVA PASSA. La tradizione vuol che oltre alle lenticchie anche la scelta di mangiare dell'uva passa nel corso della notte di Capodanno porti soldi in abbondanza nel nuovo anno.

LE STRENNE. Un altro elemento propiziatorio è dato dalle strenne: ricevere molti regali, infatti, accumulerà l'abbondanza per tutto l'anno. L'uso presso i romani si chiamava "streniarum commercium". In varie regioni, durante la notte di Capodanno, gruppi di giovani vanno per le strade a cantare la "strenna", con gli auguri di un felice anno nuovo e la richiesta di doni.

I "PRODIGI". Durante il Capodanno, in diverse regioni d'Italia, vengono rievocati i prodigi. A Pettorano sul Gizio, in Abruzzo, vi è la credenza che, nel preciso momento in cui scocca la mezzanotte di Capodanno, l'acqua del fiume si arresti e diventi d'oro, e subito dopo torni a scorrere come prima. Una donna ignara del prodigio, si trovò ad attingere proprio in quell'attimo e invece dell'acqua portò a casa la conca piena d'oro.

LA PRIMA PERSONA CHE SI INCONTRA PER STRADA. Allo scoccare della mezzanotte è importantissima la prima persona che si incontra per strada. È di buon augurio, infatti, incontrare un vecchio o un gobbo, mentre se si incontrerà un bambino o un prete si avrà disgrazia. La ragione di queste credenze è nel principio dell'analogia: il vecchio vuol dire che si vivrà a lungo; il gobbo porta bene sempre, tanto più nel giorno in cui tutte le forze hanno il massimo potere. In Piemonte, invece, porta fortuna incontrare un carro di fieno o un cavallo bianco.

LAVORO O RIPOSO? In Abruzzo porta bene che le donne diano inizio a quante più faccende è possibile fare, mentre in altre regioni il primo dell'anno deve trascorrere in riposo, altrimenti si lavorerà per tutto l'anno. 

I PRIMI 12 GIORNI DEL NUOVO ANNO. Un'altra tradizione diffusa è legata alle "calende": si ritiene, infatti, che dal tempo che farà nei primi dodici giorni dell'anno si possa prevedere quello che farà nei dodici mesi. In alcune regioni, come il Friuli Venezia Giulia, si cerca una conferma estendendo l'osservazione ai successivi dodici giorni, ossia fino a San Paolo, facendo però riferimento ai corrispondenti dodici mesi in senso inverso. Delle calende si hanno testimonianze bizantine fin dal secolo X d.c.

PREVISIONE DEL PREZZO DEL GRANO. Un altro pronostico è quello dei contadini per prevedere quale sarà il prezzo del grano. I contadini, infatti, prendono dal pagliaio una spiga, di cui scelgono dodici chicchi e li pongono sul focolare entro un cerchio di brace. Se il chicco abbinato a un mese salta in avanti, il prezzo del grano in quel mese aumenterà: se all'indietro, diminuirà.

BACIARSI SOTTO IL VISCHIO. Un'altra tradizione ancora molto seguita è quella di baciarsi sotto il vischio in segno di buon auspicio. A mezzanotte, come brindisi speciale, il bacio sotto al vischio con la persona amata vi porterà amore per tutto l'anno. Il vischio è una pianta benaugurale che dona prolificità sia materiale che spirituale. Sacro ai popoli antichi, i Druidi lo usavano nei sacri cerimoniali e nelle celebrazioni di purificazione, mentre i Celti ritenevano che quest'arboscello nascesse dove era scesa una folgore e che una bevanda particolare composta di questa pianta fosse un potente elisir contro la sterilità.

VESTIRE BIANCHERIA INTIMA ROSSA. La tradizione italiana segue anche l'usanza di vestire della biancheria intima rossa la sera di Capodanno. Si tratta di un modo per attirare i buoni auspici per il nuovo anno. Per il cenone dunque è d'obbligo un intimo color rosso sia per gli uomini che per le donne. Gli antichi romani lo indossavano come simbolo di sangue e guerra per allontanare la paura. Oggi è diventato un auspicio di fortuna per il nuovo anno.

MANGIARE 12 CHICCHI D'UVA. In Spagna c'è la tradizione di mangiare alla mezzanotte dodici chicchi d'uva, uno per ogni rintocco dei dodici scoccati da un orologio (il principale è quello di Puerta del Sol a Madrid).

APRIRE LA PORTA DI CASA. In Russia, dopo il dodicesimo rintocco, si apre la porta di casa per far entrare l'anno nuovo.

I MELOGRANI E L'UVA. Sono i frutti che non devono mancare sulla tavola del cenone di Capodanno. Sembra che portino fortuna...anche solo a guardarli. Il melograno simboleggia la fedeltà coniugale ed è di buon auspicio mangiarne per Capodanno. La leggenda narra che Proserpina, dopo aver mangiato questo frutto, sia stata condannata a passare il resto della vita nell'Ade, insieme a Plutone suo sposo.

GETTARE LE COSE VECCHIE. In segno di cambiamento con l'arrivo del nuovo anno è di buon augurio gettare le cose vecchie.

IL CAPODANNO IN ECUADOR ED IN PERU'. In Ecuador ed in Perù si esibiscono fuori la propria abitazione dei manichini di cartapesta, ed a mezzanotte vengono bruciati per le strade.

IL CAPODANNO IN GIAPPONE. In Giappone, prima della mezzanotte, le famiglie si recano nei templi per bere sakè ed ascoltare 108 colpi di gong che annunciano l'arrivo di un nuovo anno (si ritiene che il numero dei peccati che una persona commette in un anno sia questo ed in questo modo ci si purifichi).

IL CAPODANNO IN GERMANIA. In Germania il Capodanno si festeggia in maschera come a Carnevale.

IL CAPODANNO IN INDIA. In India il Capodanno non può essere festeggiato in casa: è obbligatorio uscire in strada.

IL CAPODANNO IN ROMANIA. A Capodanno in Romania si fanno gli auguri agli animali. In questo Paese sono ancora vive antiche usanze e credenze popolari, ad esempio in alcune zone si crede ai folletti e alle fate, si seguono riti propiziatori con pane, acqua o elementi semplici. In molti casi la tradizione è legata alla natura, come nel caso della notte di San Silvestro. A Capodanno in Romania è infatti buona usanza parlare con gli animali che si incontrano facendo loro gli auguri per il nuovo anno.

IL CAPODANNO IN GRECIA. In Grecia c'è l'usanza che il primo ad entrare in casa deve rompere un melograno a terra.

IL CAPODANNO IN SUDAMERICA. In Sudamerica c'è l'usanza di mangiare chicchi d'uva e di esprimere dodici desideri: uno per ogni mese dell'anno. In Brasile invece è d'obbligo indossare vestiti bianchi o dorati.

di Gioia Maria Tozzi

N.B.
Trattandosi di un articolo di particolare interesse per una migliore informazione, lo abbiamo semplicemente ripubblicato ai sensi delle normative vigenti:

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