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giovedì 3 settembre 2020

Un articolo uscito recentemente su Fortune spiega perché i clienti –sotto quell’aria un po’ spocchiosa e apparentemente superficiale di chi sembra ti stia vagamente snobbando– sono in realtà TERRORIZZATI dal metterti in mano le redini delle loro aziende.

La storia di un disastro da cui prendere spunto 

(per evitare che capiti altrettanto)


Attraverso la penna (o, per meglio dire, la tastiera) dei suoi inviati negli USA, Fortune svela il clamoroso disastro (con retrogusto di scandalo da far ingolosire le Iene) delle Cartelle Cliniche Elettroniche in America.

Ma come dicevo, non è rilevante che si parli di sanità digitale, perché questa “bad practice” ha origine da un approccio – e da una serie di consuetudini – che spesso troviamo anche in altri settori.

Faccio una breve sintesi dell’articolo:

Il governo americano stanzia miliardi di dollari per incentivare gli ospedali a dotarsi di una cartella clinica elettronica.

Le software house si gettano “a pesce” nel business, vendendo software quasi privi di personalizzazioni per passare velocemente al cliente successivo in una corsa sfrenata a chi fa più soldi.

Le integrazioni con i software di laboratorio e gestione dei farmaci vengono fatte alla benemeglio.

I software sono pieni di bug.

Buona parte dei medici utilizzatori si trovano spiazzati dalle funzionalità presenti nelle interfacce, il loro lavoro peggiora nettamente rispetto alla carta.

Le prescrizioni dei medici, a causa dei bug e delle integrazioni messe su con lo scotch, vengono fuori sbagliate; i pazienti ricevono cure inappropriate e alcuni di loro muoiono, o si ammalano più gravemente per mancanza di terapie appropriate.

Il marito di una vittima – che chiameremo Mario – intenta una causa contro l’ospedale e scopre che alla base degli errori vi è una gestione completamente fallata dei processi documentali e delle informazioni.

Viene fuori che gli ospedali hanno sottoscritto contratti che includevano accordi di riservatezza e rinuncia a qualunque rivalsa.

Gli ospedali devono patteggiare cifre folli con i pazienti che si accodano alla causa di Mario, perché sono impotenti, legati mani e piedi dalle evidenze delle prove schiaccianti e dalla totale deresponsabilizzazione dei fornitori.

Persino la figlia del vicepresidente degli Stati Uniti diventa vittima di questa situazione, che diventa di dominio pubblico.

Fine

Ora:

Ecco perché siamo così ossessivi quando parliamo di mettere i processi prima del software e di essere costantemente affiancato da una terza parte che ne CERTIFICHI la costante adesione alle normative, mettendo al sicuro l’azienda da qualsiasi causa basata su non conformità documentali, mancanza di firme, conservazione e archiviazione non a norma, ecc. 

TeleArcOtt

www.studiostampa.com

venerdì 3 novembre 2017

PMI: Finanziamenti a Fondo Perduto !

L'ADE Consulting è lieta di comunicarvi la pubblicazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico del Decreto Direttoriale del 24 ottobre 2017 a valere sui Voucher per la Digitalizzazione delle PMI.
Obiettivo della misura è il miglioramento dell’efficienza aziendale, la modernizzazione degli ambienti di lavoro, l’aumento di competitività, l’adozione e lo sviluppo di tecnologie quali buone connessioni internet, CRM, e-Commerce, e non ultima la formazione di personale qualificato in ambito ICT.

Sono ammissibili a contributo le spese d'acquisto di software, hardware o servizi, che consentano:
a) il miglioramento dell'efficienza aziendale,
b) la modernizzazione dell'organizzazione del lavoro, tale da favorire l'utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro,
c) lo sviluppo di soluzioni e-commerce, 
d) la connettività a banda larga e ultra larga,
e) il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare, attraverso l'acquisto e l'attivazione di decoder e parabole, nelle aree dove le condizioni geomorfologiche non consentano l'accesso a soluzioni adeguate attraverso le reti terrestri o laddove gli interventi infrastrutturali risultino scarsamente sostenibili economicamente o non realizzabili,
f) Formazione qualificata del personale delle PMI, nel campo ICT (tecnologie dell'informazione e della comunicazione), purché attinenti a fabbisogni formativi strettamente correlati agli ambiti di attività di cui alle lettere a), b), c), d) ed e).

La dotazione finanziaria è di € 100.000.000,00, suddivisi su base regionale.

La Sovvenzione consiste in un contributo a fondo perduto, tramite concessione di un “voucher”, in regime De Minimis.
L’intensità di aiuto è pari al 50% delle spese effettivamente sostenute e rendicontate.
L’importo massimo del contributo è pari a €. 10.000,00.
L'importo del voucher viene erogato direttamente dal Ministero in un'unica soluzione, in base alla somma richiesta dall'impresa in sede di presentazione dell'istanza e concessa e approvata.

Si tratta di un'importante opportunità per le Micro, Piccole e Medie Imprese che hanno sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale e sono iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente. Sono escluse le imprese operanti nei settori della pesca e dell’acquacoltura.

Il bando sarà aperto con procedura a sportello a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018.
In queste date la singola PMI potrà prenotare un voucher di importo legato alle spese richieste.
Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello il Ministero adotterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, su base regionale, contenente l'indicazione delle imprese e dell'importo dell'agevolazione prenotata.
Le eventuali spese ammissibili dovranno essere eseguite dopo  la prenotazione del voucher e comunque completate entro 6 mesi dalla data di pubblicazione del provvedimento da parte del Ministero.

Si suggerisce di partecipare il prima possibile.

Il referente aziendale per tale bando è il dott. Andrea Dell'Era.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a prendere contatto con noi.


www.studiostampa.com

giovedì 12 maggio 2011

Salone libro: tra ebook e ipad piu' lavoro per web-designer e ingegneri informatici.

Torino, 12 mag. - (Adnkronos/Labitalia) - La carta non e' piu' il pane quotidiano delle case editrici. A farla da padrone sono sempre piu' le tecniche digitali capaci di offrire prodotti appetibili per il mercato presente e futuro fatto di Phone, iPad, e-book e per editori a dir poco tecnologici. La conferma arriva proprio dall'Incubatore, lo spazio del Salone internazionale del libro di Torino, dedicato alle case editrici con meno di 24 mesi di vita e non legate a grandi gruppi editoriali. "Il settore -spiega a LABITALIA Simone Bedetti, editore di Area51 Publishing, casa editrice di San Lazzaro di Savena (Bologna)- sta cambiando di giorno in giorno. E con l'evoluzione delle tecnologie cambiano anche le professionalita' richieste". "Se da una parte -sottolinea- rimane ferma l'esigenza di avere un redattore che scrive il testo, dall'altra diventa fondamentale l'ingresso, nell'ideazione e implementazione del prodotto, di figure professionali tecniche come editor, web-designer, illustratori, ingegneri informatici e tecnici del suono". "Noi -ricorda- produciamo esclusivamente digitale e proponiamo tre tipi di prodotti: applicazioni per iPhone e per iPad, e-book per e-reader (realizzati appositamente in Epub e per Kindle), audiolibri in MP3. Ma non siamo i soli. Per questo, anche come docente di corsi sulla comunicazione, e anche qui in Fiera, allo stand, insisto sull'opportunita' di scegliere mestieri legati al digitale".

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