sabato 26 marzo 2011

Calano ancora i consumi di vino in Italia: un studio di Vinexpo Iwsr

Interessanti risultati di uno studio sul mercato del vino e degli alcolici e sulle prospettive in vista del 2014 condotto dal salone Vinexpo che creato nel 1981 per iniziativa della Camera di Commercio e dell'Industria di Bordeaux, si è affermato di edizione in edizione (intelligentemente biennale) come il più grande salone professionale a livello mondiale per gli operatori del settore dei vini e degli alcolici.
Nel 2011, Vinexpo festeggia dunque I suoi primi 30 anni, fatti di successi, innovazione, adeguamento alle necessità di sviluppo internazionale degli attori del settore del vino e degli alcolici.
Lo studio ha analizzato trend e prospettive internazionali, ma ha riservato un occhio di riguardo anche all'Italia del vino, di cui ha fornito le seguenti coordinate:
2° produttore di uva da vino; (o primo ?)
1° consumatore mondiale di vini fermi in termini di volume (5° in termini di valore);
5° consumatore mondiale di vini frizzanti;
6° mercato mondiale in termini di consumo di vini commercializzati a più di 10 dollari (7,19€) la bottiglia;
1° mercato mondiale per il consumo di vini commercializzati a meno di 5 USD (3,59 €) la bottiglia;
1° esportatore mondiale di vino in termini di volume e secondo in termini di valore.
La notizia è che dopo aver stabilito un record nel 2007, il consumo di vino in Italia segna il passo.
Il consumo italiano di vino ha raggiunto i 308 milioni di casse da 9 litri nel 2010, registrando una diminuzione dello 0,3% rispetto al 2009 e di circa l'1% rispetto al record di consumo (311,378 milioni di casse) registrato secondo lo studio VINEXPO / the iwsr nel 2007.
Tuttavia, nel 2010 l'Italia ha confermato il suo posizionamento di primo paese consumatore mondiale di vino. Fra il 2010 e il 2014 lo studio VINEXPO prevede che il consumo degli italiani dovrebbe stabilizzarsi (-0,6 %) e che a partire dal 2012 l'Italia dovrebbe perdere la sua leadership mondiale a vantaggio degli Stati Uniti.
Molto meglio, mentre i consumi interni calano, vanno le cose per le esportazioni di vini italiani, che hanno raggiunto i 212,3 milioni di casse da 9 litri nel 2009, segnando un aumento del 31,5 % rispetto al 2005 e confermando i produttori italiani come i primi esportatori mondiali in termini di volume davanti a Spagna e Francia.
Nello stesso periodo le esportazioni verso la Germania (primo mercato d'esportazione per i vini italiani), il Regno Unito (secondo mercato) e gli Stati Uniti (terzo mercato) sono aumentate sensibilmente. Esse hanno registrato netti aumenti in Canada e nei Paesi Bassi ma anche in Asia e in modo particolare in Cina.
C'è un aspetto da considerare però, ovvero che se i vini italiani restano i più esportati nel Mondo in termini di volume, la Francia si conferma quale primo paese esportatore per valore (7,69 miliardi di euro realizzati nel 2009 dalle esportazioni di vini francesi contro i 4,41 miliardi di euro realizzati dai vini italiani).
L'Italia si conferma poi quale il primo mercato mondiale per il consumo di vini commercializzati a meno di 5 USD (3,59 €) la bottiglia ma solo l'8° mercato per i vini venduti fra i 5 USD ( 3,59 € ) e 10 USD (7,19 € ) e il 6° per quelli venduti a più di 10 USD (7,19 €) la bottiglia.
Lo studio VINEXPO/the iwsr prevede tuttavia che fra il 2009 e il 2014 i volumi consumati a meno di 5 USD la bottiglia dovrebbero retrocedere (-2,7 %) mentre quelli che si collocano fra i 5 USD e i 10 USD dovrebbero conoscere un incremento (+ 10,5 %) di consumo.
Già finita la moda dei rosati?
Un altro elemento molto interessante lo studio di Vinexpo mette in rilievo: una sorta di ristagno, se non una fine della "moda" dei vini rosati che si era evidenziata negli anni scorsi: nel 2010 Il consumo di vini rosati ha rappresentato solo 4,1 milioni di casse da 9 litri, pari all'1,3 % del consumo di vini fermi mentre a livello mondiale esso rappresenta circa il 10 % dei consumi. Questa tipologia di consumo è inoltre in ribasso (- 8,5% rispetto al 2005) mentre registra una forte crescita a livello mondiale. In Italia, terra di rosati, il consumo di vini fermi si ripartisce fra i vini rossi (50,2 % del consumo) e i vini bianchi (48,5%).
Franco Ziliani

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

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