martedì 13 novembre 2012

Denaro Pubblico !

Denario di Cesare
Abolire le erogazioni anticipate a tutti. Il Denaro dovrebbe essere gestito dal solo Presidente, Governatore o come vogliamo chiamare il Vertice della Regione e dal Tesoriere che, ad ogni pagamento, dovrebbero relazionare pubblicamente, con le dovute e "controllabili" pezze d'appoggio, le motivazioni delle spese autorizzate. Qui di seguito riporto i miei pensieri vecchi di alcuni mesi ma non superati. Sono veramente amareggiato per non dire di peggio; siamo gestiti da: Giornalisti, Magistrati, Politicanti e Banchieri, ma ai Dirigenti d'Azienda qualificati (compresi quelli militari e ne abbiamo tanti) che sarebbero in grado di organizzare il Paese non vengono MAI dati incarichi e nemmeno interpellati. 
Qualche mese fa, in occasione delle dimissioni del Colonnello Rapetto, ho scritto: Un governo che fa perdere allo Stato i suoi uomini migliori, che inizia senza dare per primo un esempio, senza tagliare i propri stipendi, senza ridurre il numero dei parassiti, senza eliminare gli sprechi, un governo che punta tutto sull'aumento delle entrate e non sulla riduzione delle uscite, senza tener conto che gli F24 si sono DRASTICAMENTE ridotti e che la situazione, se possibile, è addirittura peggio di prima, beh... meglio un non governo che questa tragedia ! CONFERMO !!! 
(Sperando di non finire in mano ai "sinistri"). 

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lunedì 12 novembre 2012

e-Book e Sciocchezze Informatiche !

In primo piano
di Mario Cammarata
Lo schermo "retroilluminato", l'ePub per riprodurre l'originale...
Quale ebook reader, se l'informazione è disinformata?
Sugli ebook e sugli ebook reader si leggono tante sciocchezze, come accade spesso quando la stampa non specializzata si occupa di tecnologie. Il servizio su Repubblica del 2 novembre scorso è un capolavoro del genere.
L'ebook è una novità che interessa tutti quelli che leggono libri. Non occorre essere esperti di tecnologie: l'uso di un ebook reader è facile come quello del telecomando del televisore. Forse ancora più facile. Anche per questo gli apparecchi per leggere i libri elettronici si stanno diffondendo rapidamente e gli editori si muovono per non farsi sfuggire di mano il mercato.
E' un argomento di attualità, che l'informazione "generalista" non può ignorare. Infatti di ebook e di e-reader si parla e si scrive dovunque. Spesso a sproposito.
Ora lo sciocchezzaio sta raggiungendo dimensioni preoccupanti, perché può generare confusione nei lettori che cercano di capire qualcosa di questa e altre novità.
E' una vecchia storia: i giornalisti specializzati, o solo competenti, sono malvisti nelle redazioni. Insopportabili saccenti, rompiballe. Il "vero" giornalista è capace di trattare qualsiasi argomento, no? In ogni caso c'è sempre in giro qualche precario al quale affidare la vile materia delle tecnologie. Magari a due euro al pezzo.
Il risultato sono i "servizi" come quello pubblicato il 2 novembre scorso su Repubblica.it, intitolato Ebook reader per leggere digitale - Ecco come scegliere il più adatto. Un testo non firmato, che fa una confusione incredibile tra i modelli e ignora del tutto i due elementi decisivi per la scelta di un reader: lo standard del formato dei testi e i servizi on line per l'acquisto e la gestione dei libri (una caratteristica per tutte: la sincronizzazione della lettura tra diversi dispositivi).
Dall'articolo si può passare a quattro modelli "in esame", con altrettante fotografie e didascalie che contengono un'impressionante collezione di inesattezze.
Si incomincia con il Kindle:
Il classico dei classici è il Kindle di Amazon, disponibile in due versioni, una con schermo non touch e il Kindle Papwerwhite, che sostituisce ai comandi fisici un controllo a sfioramento su uno schermo retroilluminato per leggere al buio.
Bastano pochi secondi per verificare sul sito di Amazon che le versioni proposte in Italia sono quattro e che per il Paperwhite la consegna è prevista a febbraio 2013, se lo ordini ora. Ma il suo schermo non è "retroilluminato": la caratteristica essenziale dei nuovi reader è proprio l'illuminazione frontale della pagina.
Si passa al Kobo, lanciato in Italia pochi giorni fa da Mondadori:
Kobo è il reader di Mondadori, disponibile in tre versioni, Koboglo, Kobotouch e Kobomini... Lo schermo è di livello, basato sulla tecnologia a inchiostro elettronico Pearl. La versione base (Mini) è wifi (79 euro), la Glo è retroilluminata (129 euro) e la Touch riunisce tutte le caratteristiche nel prodotto top di gamma (99 euro), tranne la retroilluminazione. Da notare come il Kobo non sia legato a nessun negozio di libri elettronici e possa accedere a un catalogo di un milione di libri gratis, e la compatibilità con molteplici formati di documento.
Tutto sbagliato. Il Kobo Mini non è la versione base, non ha lo schermo in tecnologia Pearl e non è il solo wi-fi. E' semplicemente un lettore più piccolo degli altri, poiché ha lo schermo da 5". Per completezza di informazione, si dovrebbe dire che costa come il Kindle base, che però ha lo schermo da 6". Che il Kobo non sia legato a nessun negozio di libri è inesatto: come tutti i reader per lo standard ePub ha un negozio "preferenziale" e in più un sistema di protezione particolare (kepub). I libri gratis sono a disposizione di qualsiasi reader, non costituiscono una particolarità del Kobo. Infine anche il Glo non è "retroilluminato", come il Kindle Paperwhite.
Terza foto, terza didascalia. Ora tocca al Biblet di IBS:
Biblet è il reader di Telecom Italia, che può accedere al negozio Cubostore ma anche ad altri. Costa 99 euro, è più ingombrante del Kindle base ma ha il touchscreen e la tastiera, e può essere utilizzato per la lettura degli audiolibri grazie a un dispositivo sonoro integrato. Per le caratteristiche, il prezzo è proporzionato. Peccato che il negozio a cui è collegato il Biblet si chiami Cubolibri, che anche altri reader possano (in teoria, come il Biblet) accedere a negozi diversi e che il "dispositivo sonoro" sia un lettore di musica in formato MP3 e altri.
La carrellata si conclude con il Leggo di IBS:
Tre versioni anche per il Leggo di IBS, da 99, 149 e 199 euro. L'offerta è simile a quella di Amazon per il modello che incorpora la connettività 3G, gratis su rete Tim. Il display offre 16 livelli di grigio ed è disponibile anche una versione touch, esiste una funzione per la lettura in vivavoce dei libri e la riproduzione di MP3 integrato. La memoria può essere espansa con schede Micro SD, e il lettore dispone di collegamenti USB e Bluetooth. Anche qui apertura a tutti i formati e supporto della tecnologia Epub, per mantenere lo stile delle pubblicazioni originali.
Prima lacuna: non si dice che il modello da 199 euro ha lo schermo da 9", importante motivo per la scelta, dal momento che il Kindle DX non è più in vendita. Poi non c'è un solo modello touch, ma tutti e tre funzionano con l'apposito stilo. Che è anche la caratteristica più importante del Leggo, perché consente di scrivere a mano e prendere appunti sullo schermo. Insomma, mancano proprio le informazioni che possono orientare la scelta su questo apparecchio.
Formidabile la descrizione della "tecnologia Epub, per mantenere lo stile delle pubblicazioni originali". Si tratta invece del formato di rappresentazione dei testi digitali ed è comune a tutti gli ebook reader attuali, con l'eccezione del Kindle.
A questo punto mettiamoci nei panni di una persona che non sa nulla di ebook e legge l'articolo sull'autorevole quotidiano. Che cosa capisce?
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venerdì 9 novembre 2012

“LA NUOVA ITALIA” si proietta in avanti per una nuova stagione politica. Il vento del vero cambiamento.

L’incontro e conferenza stampa del Movimento Politico Indipendente La Nuova Italia,  a cui ha partecipato Magdi Cristiano Allam, Presidente del Movimento alleato Io Amo l’Italia, ha riscosso un grande successo ed un’ampia  partecipazione di pubblico.
Il Coordinatore nazionale del Movimento, Francesco Venerando Mantegna, ha introdotto i lavori illustrando le motivazioni di base che hanno ispirato la nascita deLa Nuova Italia, il suo assetto organizzativo di tipo orizzontale, caratterizzato da un Coordinamento politico e programmatico nazionale composto da 40 membri rappresentativi della società civile, soffermandosi poi ampiamente sugli obiettivi del Movimento. “Vogliamo dar voce a tutti quegli Italiani che intendono reagire alla devastante azione di un governo che ha condotto l’Italia sulla soglia della povertà nel volgere di un anno”, ha affermato Venerando Mantegna; “Gli effetti recessivi del governo tecnico sull’assetto socioeconomico, in quanto governo privo dell’indispensabile capacità di mediazione ed equilibrio nel quadro dei complessi problemi e delle legittime aspirazioni della società civile; gli indicatori macroeconomici allarmanti sulla disoccupazione, specie quella giovanile, sul mondo del lavoro, la pressione fiscale ed il sistema vessatorio di Equitalia; la crisi del tessuto produttivo e la fuga di imprese e capitali - ha detto Venerando Mantegna - hanno piegato il Paese”.
Tra i principali obiettivi politici de La Nuova Italia, la sospensione dei Trattati europei, la riappropriazione della sovranità monetaria e la rinazionalizzazione della Banca d’Italia, l’azzeramento programmato del debito pubblico, la soppressione di Equitalia passando all'amministrazione periferica la funzione esattoriale. “La questione non è di uscire soltanto noi dall'euro  bensì la dismissione totale dell’euro in Europa, in quanto moneta priva di sovranità e stampata direttamente dalla BCE senza un reale controllo pubblico. Va compiuto un ribaltamento dell’economia speculativa esercitata dal sistema bancario che ha occupato la politica e i governi; il denaro è proprietà del popolo che lo produce con il lavoro, quindi appartiene allo Stato, non alle banche…” ha proseguito il coordinatore nazionale del Movimento, che ha introdotto nuovi scenari, come l’istituzione di una “Banca nazionale di garanzia” rivolta all'impresa con la funzione di promuovere il lavoro, la produzione e la crescita competitiva del sistema-paese. La scuola, l’Università, la ricerca scientifica e tecnologica, il sostegno all'impresa il forte impulso alla valorizzazione del patrimonio culturale e artistico in tutto il territorio nazionale, la riorganizzazione del sistema Difesa e delle Forze dell’ordine, la riforma del sistema giudiziario, la Sanità e la Salute, la questione della Terza età e puntuali proposte in materia di economia nella spesa pubblica, gli altri argomenti sviluppati nella presentazione del Movimento, in un quadro di strategia complessiva mirata al profondo rinnovamento della politica e delle Istituzioni.
La parola è passata a Magdi Cristiano Allam, presidente del Movimento alleato Io Amo l’Italia, il quale ha detto: “Per me è un onore partecipare a questo incontro di presentazione di La Nuova Italia agli italiani come espressione di chi vuole contribuire al cambiamento autentico per uscire dalla crisi strutturale della finanza, dal dissesto economico e dalla profonda crisi dei valori e della società. Siete degli italiani perbene e di buona volontà, italiani veri che amano l’Italia!
Tra Io amo l’Italia e La Nuova Italia, come ha evidenziato l’amico Francesco Venerando Mantegna, “c’è una convergenza sul 95% della proposta programmatica”. Su questa base si è pervenuti ad un accordo per condividere la missione di cambiare l’Italia partecipando insieme alle prossime Elezioni legislative del 2013. La Nuova Italia aderirà al Programma e al simbolo di Io amo l’Italia, sosterrà la candidatura di Magdi Cristiano Allam alla Presidenza del Governo, entrando a far parte del Comitato di Presidenza di Io amo l’Italia, salvaguardando la propria autonomia associativa, il simbolo, lo statuto e l’organizzazione. Questa scelta si rende possibile considerando che Io Amo l’Italia si concepisce come il soggetto politico che aggrega su base federativa tutti gli italiani che condividono i medesimi valori e perseguono gli stessi obiettivi.
La nostra missione si fonda sul riscatto della sovranità monetaria, legislativa, giudiziaria e nazionale, che di fatto si traduce nell’uscita dell’Italia dall’euro e da questa Unione Europea che è un’anomalia sul piano del diritto internazionale e sul piano della democrazia sostanziale, violando la sovranità dei singoli Stati membri come se essa stessa fosse uno Stato unitario e attribuendo alla Commissione Europea sia il potere esecutivo sia il potere legislativo. Io amo l’Italia e La Nuova Italia condividono la riforma dello Stato, un nuovo modello di Sviluppo e di Società che mettono al centro la persona e i valori.
Per il successo della nostra missione dobbiamo affrontare e superare tre sfide: avviare l’organizzazione della Campagna elettorale, avere maggiore visibilità pubblica e mediatica, trovare le risorse finanziarie necessarie. Giorno dopo giorno sono fiducioso che ce la faremo! L’incontro con gli amici di La Nuova Italia mi conforta e mi incoraggia ad andare avanti! Sì ce la faremo!”
Numerosi gli interventi, tra cui quelli particolarmente significativi di Nino Galloni, economista e Sindaco dell’INPS, già direttore generale del Ministero del Lavoro; dell’economista sociologo Paolo Majolino che ha annunciato la preparazione di un ricorso in via amministrativa contro la ratifica del MES da parte italiana, a cui sta lavorando “La Nuova Italia”; dell’attrice Annalisa Insardà, della prof.ssa Annalisa Frigenti, del prof. Carlo Messina in materia di Sanità, del docente Giancarlo Bertollini, del dr.Massimo Mastrangelo, del dr. Fabio Giovanni Di Marco, dell’ing. Ciro Scognamiglio, nell’area tematica dell’impresa e dello sviluppo. 
Ha quindi fatto la sintesi dei lavori il prof. Francesco Petrino, docente di diritto bancario e sovranità monetaria, nonché presidente del CdA de “La Nuova Italia”, il quale ha fatto un magistrale compendio dei contributi di idee degli intervenuti, ponendo l’accento sugli aspetti economici, sui rapporti con la UE, sul sistema bancario speculativo e sull’inaccettabile vessazione esercitata da Equitalia, che  sta portando alla disperazione diversi milioni di famiglie italiane. La Nuova Italia, ha affermato Francesco Petrino, è la via maestra per innescare il profondo cambiamento del sistema politico e per avviare una nuova stagione di democrazia partecipata, coinvolgendo le forze più responsabili e attente della nostra società civile.
Numerosi gli applausi che hanno accompagnato l’intero svolgimento dei lavori, con una partecipazione corale del folto pubblico in sala.
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

giovedì 8 novembre 2012

Residenza fiscale: come evitare la doppia imposizione


Ecco come si stabilisce la residenza fiscale, anche per chi risiede all'estero, così da evitare la doppia imposizione:
Le norme di riferimento.
Stabilire la propria residenza fiscale non sempre è scontato, soprattutto nel caso in cui quella fisica sia stata presa in un Paese estero: per evitare la doppia imposizione è dunque necessario determinare con certezza la residenza fiscale del contribuente, e a far luce giunge una sentenza (n. 87/1/12) della Commissione Tributaria Regionale della Liguria.
Per determinare la residenza fiscale di un individuo è necessario far riferimento ai suoi legami personali prima che agli interessi economici, pur ribadendo la necessità di effettuare un esame cumulativo di tutti gli elementi.
Il caso in esame riguardava un soggetto iscritto all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) formalmente residente nel Principato di Monaco ma i cui interessi economici sono localizzati prevalentemente nel territorio italiano.
Fonti giuridiche.
Sono sostanzialmente tre le fonti giuridiche che devono trovare accordo interpretativo sulla residenza fiscale: il diritto interno, quello convenzionale e l'AIRE.
Il diritto interno (articolo 2, comma 2, del Tuir), nel determinare la residenza fiscale di un individuo che ha trasferito la propria residenza all'estero prende in considerazione l'iscrizione all'Anagrafe della popolazione residente, il domicilio e la residenza e ritiene che la sola iscrizione all'AIRE non basti per escludere la residenza fiscale in Patria.
Il diritto convenzionale ispirandosi all'articolo 4 del modello Ocse, applica “a cascata” una serie di regole cosiddette “tie breaker rules”, compreso il possesso di un'abitazione permanente, e il domicilio quale centro di affari e interessi.
Ci sono poi le norme Comunitarie, nei casi in cui queste possono essere applicabili. In questi casi intervengono le direttive del Consiglio 83/182/Cee e 83/183/Cee volte a favorire la libera circolazione dei privati, residenti comunitari, all'interno della allora Comunità, eliminando gli scogli fiscali che esistevano precedentemente.
Queste forniscono una definizione della residenza normale di un individuo: il luogo dove si permane per almeno 185 giorni all'anno, in considerazione dei legami personali e professionali.
Viene però citato anche il caso in cui «una persona i cui legami professionali siano situati in un luogo diverso da quello dei suoi legami personali e che pertanto sia indotta a soggiornare alternativamente in luoghi diversi situati in due o più Stati membri», in questo caso «si presume che la residenza normale sia quella del luogo dei legami personali, purché tale persona vi ritorni regolarmente. Questa condizione non è richiesta allorché la persona effettua un soggiorno in uno Stato membro per l'esecuzione di una missione di durata determinata. La frequenza di un'università o di una scuola non implica il trasferimento della residenza normale».
Fonte: pmi.it

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mercoledì 7 novembre 2012

Normativa Italiana (Leggi, Decreti e Regolamenti)

Legge 24 luglio 2012, n. 103
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale.

(GU n.168 del 20-7-2012)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

- Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
- Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per modificare i requisiti di accesso ed i criteri di calcolo dei contributi alle imprese editrici, in modo da conseguire effetti di risanamento della contribuzione pubblica, una più rigorosa selezione dell’accesso alle risorse, nonché risparmi nella spesa pubblica;
- Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell’11 maggio 2012;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri;

Emana
il seguente decreto-legge: 

martedì 6 novembre 2012

CRISI: CONCLUSA LA RICERCA DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI “L’ITALIA CHE VOGLIONO GLI ITALIANI”

IL PROSSIMO 7 NOVEMBRE A ROMA PRESENTATI I RISULTATI DELLO STUDIO
Si è conclusa l’indagine "L'Italia che vogliono gli Italiani", studio avviato da Codacons e Comitas insieme alle principali associazioni dei consumatori italiane: Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori.
Sono state chieste a consumatori e microimprese idee e proposte per contribuire al futuro migliore del nostro Paese; una alternativa al coro degli esperti e dei protagonisti mediatici.
Dagli oltre 80.000 interventi raccolti è stata redatta una sintesi con la selezione di quelle più utili da cui estrarre alcune proposte di legge da sottoporre a iniziativa popolare.
I risultati dell’indagine verranno illustrati alla stampa, al Governo e alle istituzioni il prossimo 7 novembre alle ore 11.00 presso il Complesso Santa Marta, Piazza del Collegio Romano 5 - Roma
Contiamo sulla vostra partecipazione per lavorare al cambiamento con la forza delle idee: siamo tutti azionisti del bene comune.

Francesco Tamburella
Presidente Comitas
Coordinatore Centro Studi Codacons/Comitas
Per informazioni: Tel. 06-83600224

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Corte Costituzionale - No Mediazione Obbligatoria

DIFENDIAMO LA MEDIAZIONE:
Con la forza di 948 Organismi e 90.000 Mediatori
Il Comunicato Stampa del 24.10.2012 evidenzia che la Corte Costituzionale “ha dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione”. La Corte Costituzionale, pertanto, ha concentrato l’attenzione esclusivamente sull’eccesso di delega ex articolo 77.
La “ratio” della riforma della mediazione civile si fonda su buone ragioni giuridiche e sociali; occorre farle emergere per il bene del Paese Italia. Con un disposto normativo che sani la carenza di delega del d.lgs. 28/2010 e rafforzi l’istituto della mediazione secondo i parametri europei della competenza e professionalità dei mediatori, necessariamente con il ruolo da protagonista della classe forense che, con la sua esperienza e competenza potrà essere la “guida illuminata” in tale percorso.

Per saperne di più:
http://www.adrnetwork.it/novita_scheda.php?ID=00195
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LA SENTENZA SULLA MEDIAZIONE
il Fumus Boni Iuris da far emergere 
Il dispositivo, seguito all'udienza pubblica della Corte Costituzionale del 23.10.2012, rappresenta il triste epitome di circa un anno di confronto/scontro sulla riforma della mediazione civile in Italia. Tanto si è discusso in questi ultimi mesi di tale riforma e delle relative eccezioni di costituzionalità; forse anche troppo e, spesso, in modo improprio.

Per saperne di più:
http://www.adrnetwork.it/novita_scheda.php?ID=00194

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

mercoledì 31 ottobre 2012

Fabio Sabbatani Schiuma in Campidoglio

Questa sera c'è stato un grande rientro di Fabio Sabbatani Schiuma in Campidoglio, al momento della votazione sui tabelloni sono apparsi Zero astenuti e Zero contrari, approvato all'UNANIMITA'. 
Sono felice di aver presenziato!  ;-) 
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Eccellenza a Roma - Post in Evidenza

“L’urlo”, il docufilm di Severgnini, getta nuove ombre sul traffico di migranti in Libia.

QUI L'INTERVISTA ! Mentre lo scandalo legato alle coop dell’accoglienza in mano alla famiglia del deputato Aboubaka Soumahoro si allarga...

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