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venerdì 14 gennaio 2011

Il modo giusto per utilizzare la tecnologia in azienda senza intimorire i clienti

La concorrenza è ciò che spinge un’azienda a trovare nuove metodologie per vendere i propri prodotti e servizi. E’ per questo che le organizzazioni si affrettano a promuovere il loro business in cerca di nuovi clienti. Oggi, grazie a Internet dispongono di un potente strumento in grado di offrire un volume immenso di dati ordinati e elaborati.
E’ possibile rivolgersi ai clienti in base alle loro preferenze, simpatie e antipatie. Tuttavia, la tecnologia è utile solo quando è esercitata in modo saggio. Diversamente, un abuso nel campo del marketing, ottiene un risultato contrario. Per usare correttamente la tecnologia, i marketer devono assicurare di:
Non violare la privacy dei clienti. Il telemarketing e le “chiamate a freddo” possono essere strategie di marketing efficaci, ma quando si intromettono nella vita privata dei clienti, possono suscitare la loro ira. Alcuni operatori di marketing non si danno per vinti neanche quando i clienti educatamente gli chiedono di smettere. Le strategie di marketing devono essere incisive ma non invadenti. Devono garantire di raggiungere il cliente attraverso il messaggio giusto, al momento giusto e nel posto giusto. Se la tecnologia non può aiutarvi in questo, allora è inutile come strumento di marketing.
Non molestare o infastidite i clienti. Se avete visto un sito di marketing che utilizza i pop-up per sbattere in faccia il loro messaggio pubblicitario al cliente, beh, immagino che saprete di cosa sto parlando. Molto spesso, i blocchi pop-up non hanno un pulsante di chiusura facile da trovare. Questo aspetto è estremamente irritante, e come se non bastasse, continua a comparire di tanto in tanto, come se non fosse abbastanza fastidioso la prima volta. Tali manovre possono solo fare arrabbiare ancora i clienti e “costringerli” a lasciare il vostro sito/blog.
Non ignorare i clienti esistenti per i nuovi. La maggior parte dei marketers sono colpevoli di questo errore. Utilizzare la tecnologia per raggiungere nuovi clienti dimenticando una base di clientela fedele che non capisce la tecnologia, comporta più danni di quanto possiate immaginare. E così queste aziende finiscono per perdere una cosa sicura (la clientela fidelizzata) nella ricerca di qualcosa che sembra più attraente. La tecnologia nel marketing è utile solo se il cliente comprende e apprezza il suo ruolo.
Non ricorrere a metodi subdoli e immorali. E per finire, i marketers che ricorrono a pratiche disoneste per ingannare i clienti nel tempo dimostreranno di non essere degni della loro attenzione. I vostri trucchi possono convincere pochi clienti, ma la maggioranza scoprirà le vostre astuzie e si terrà alla larga da voi. Inoltre, non ci penseranno due volte a diffondere pessime recensioni sui vostri metodi di lavoro.

NOTA: Questo articolo è una libera interpretazione di The right ways to use technology in marketing.

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

giovedì 2 dicembre 2010

Telefonisti anonimi, addio?

02 Dic 2010
Nonostante leggi e regolamenti obblighino da tempo i call center a telefonare “in chiaro” ossia a permettere che la persona chiamata possa identificare la linea chiamante prima di rispondere, questo obbligo continua ad essere del tutto disatteso.
Oltre che una scorrettezza nei confronti della legge e dell’utente, questo comportamento è soprattutto miope e perdente per chi lo pratica. Infatti quando nel display del telefono di casa non compare il numero chiamante, le persone semplicemente non rispondono perché la probabilità che si tratti di telemarketing è del 99%.
Questo malcostume, tuttavia, dovrebbe presto cessare perché è stato finalmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 256 di novembre, il Regolamento attuativo del Registro delle opposizioni (DPR 7 settembre 2010 n. 178).
In particolare, i call center che accedono al Registro per svolgere attività di telemarketing hanno l’obbligo di presentare, insieme alla documentazione attestante l’identità dell’operatore e l’elenco degli abbonati che intendono contattare, la dichiarazione di attivazione del sistema di identificazione della linea chiamante.

Di Mattia Camellini
Responsabile Uffici Studi e Ricerche di Consodata spa (Gruppo Seat Pagine Gialle)

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

giovedì 13 maggio 2010

Certificazioni di Qualità e DPS

L’introduzione di un Sistema Gestione Qualità conforme alle norme UNI EN ISO, consente di gestire l’organizzazione tramite l’individuazione, la pianificazione, l’implementazione ed il relativo monitoraggio dei processi aziendali, nell’ottica del miglioramento continuo.

Lo Studio Service di G.Bertollini offre la migliore Assistenza per Ogni Certificazione di Qualità con :

- personale sempre competente ed altamente qualificato;
- implementazione di un sistema di Gestione Qualità, calato nella realtà aziendale;
- formazione del personale interno, nei Sistemi di Gestione Qualità;
- consulenza per la concessione di incentivi finanziari e contributi a fondo perduto.

TUTELA DEI DATI PERSONALI (PRIVACY)
(La corretta gestione dei dati personali, cartacei ed informatici in azienda)

Da quando è entrato in vigore il decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003, denominato “Codice in materia di protezione dei dati personali ”, per non incorrere in Sanzioni, lo “Studio” Vi offre :

• Consulenti competenti e qualificati.
• Attenta e Doverosa Formazione del Personale Interno.
• Studio, predisposizione ed implementazione degli adempimenti richiesti dal Garante.
• Elaborazione del Documento Programmatico per la Sicurezza (DPS).

(Prima scadenza e successive, sempre con la dovuta assistenza).

Per richiedere ogni informazione :
http://www.studiobertollini.com/contatti.html

venerdì 26 febbraio 2010

Privacy: sanità elettronica, carte di credito e banche sotto la lente del Garante.

Varato il piano ispettivo per il primo semestre 2010.
Banche, carte di credito, fascicolo sanitario elettronico, vendita di banche dati per finalità di marketing, sistema informativo del fisco, enti previdenziali. E' su questi delicati settori e sulle modalità con le quali vengono trattati i dati personali di milioni di cittadini italiani che si concentrerà l'attività di accertamento del Garante per la privacy nei primi sei mesi dell'anno. Il piano ispettivo appena varato prevede specifici controlli, sia nel settore pubblico che in quello privato, anche riguardo all'adozione delle misure di sicurezza, alla durata di conservazione dei dati, all'informativa da fornire ai cittadini, al consenso da richiedere nei casi previsti dalla legge. Oltre 250 gli accertamenti ispettivi programmati che verranno effettuati anche in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza - Nucleo Privacy. A questi accertamenti si affiancheranno quelli che si renderanno necessari in ordine a segnalazioni e reclami presentati.
Un primo bilancio sull'attività ispettiva relativa al 2009 svolta, come di consueto, in collaborazione con il Nucleo Privacy della Guardia di Finanza, mostra il significativo lavoro di controllo svolto dall'Autorità: sono state circa 500 le ispezioni effettuate e 368 i procedimenti sanzionatori avviati. Sono state riscosse somme per circa 1 milione e 600 mila euro, di cui oltre 62.000 relativi alla mancata adozione di misure di sicurezza da parte di aziende e pubbliche amministrazioni.

Fonte. Garante privacy

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