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martedì 12 novembre 2013

OSIMO 1975 - I GIULIANO DALMATI SACRIFICATI DALLA RAGION DI STATO

di Roberto Spada  
E’ stata una delle pagine più nere della diplomazia italiana. Il 10 Novembre 1975 l’Italia conclude, almeno formalmente, la questione della tutela dei diritti degli italiani di Istria e Dalmazia, già duramente provati dalle persecuzioni titine e dall'ostracismo dei loro connazionali dalla mente corta.
Un argomento importante e anche spinoso, nell’ambito della diplomazia nostrana, poco noto al grande pubblico, come poco nota è la vicenda degli esuli giuliano dalmati, stretta nella morsa della scarsa memoria e dell’ottusità ideologica di chi ancora oggi non riconosce loro di essere stati vittime di una crudele pulizia etnica.
E i giovani? Quanto conoscono le nuove leve di questi temi? Abbiamo intervistato Eleonora Zeroli, una giovane, appunto, consigliere di Rinascita Universitaria alla Facoltà di Scienze Politiche di Perugia e nipote di esuli istriani. 

mercoledì 8 settembre 2010

Linea dura della Cassazione

Linea dura della Cassazione per chi perseguita il proprio ex con messaggi minacciosi anche su Facebook. La Sesta Sezione Penale ha confermato una custodia cautelare ai domiciliari, disposta dal Tribunale di Potenza, nei confronti di un ragazzo accusato di 'atti persecutori' (stalking) nei confronti della ex fidanzata, perchè, non rassegnato alla fine della relazione, le aveva scritto messaggi minacciosi sulla bacheca del social network, arrivando a postare anche un video di un rapporto sessuale avuto con lei. 

"Continui episodi di molestie, consistiti in telefonate, invii di sms, messaggi di posta elettronica e tramite Facebook, anche nell'ufficio dove lei lavorava" avevano portato il Tribunale di Lagonegro nel febbraio 2010 a disporre la custodia cautelare in carcere per l'uomo dopo la denuncia della ragazza.
In riforma del provvedimento, poi, il Tribunale di Potenza aveva tramutato il carcere in arresti domiciliari. L'amante, non rassegnato, aveva anche minacciato il nuovo compagno della ex spedendogli fotografie di rapporti sessuali della sua precedente relazione.
Invano l'indagato ha fatto ricorso in Cassazione contro l'ordinanza del Tribunale di Potenza: i Supremi Giudici, infatti, con la sentenza n. 32404, hanno confermato il provvedimento ritenendo tali comportamenti "minacciosi e molesti" e "gravi indizi di colpevolezza" anche i messaggi su Facebook, che avevano creato nella vittima "uno stato d'animo di profondo disagio e paura in conseguenza delle vessazioni patite".
Qualche settimana fa la Cassazione si era pronunciata su un caso di molestie avvenute tramite mail. In questa sentenza, la Corte aveva articolato una distinzione tra molestie avvenute via telefono, da quelle avvenute attraverso la posta elettronica, ritenute meno gravi, mancando l'immediata interazione.

Eccellenza a Roma - Post in Evidenza

Una intervista decisamente interessante !

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