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martedì 16 maggio 2017

Salvini vince le primarie. Parla Sabbatani Schiuma di Noi con Salvini

Sabbatani Schiuma: "la nuova Lega oltre destra e sinistra".
di Giuseppe Vatinno - Affari Italiani
Parla Fabio Sabbatani Schiuma, esponente storico della destra sociale e oggi uno dei tre consiglieri eletti a Roma in Noi con Salvini.
Un primo pensiero sulla vittoria di Matteo Salvini alle primarie della Lega Nord.
Intanto c’è un dato importante che in pochi hanno sottolineato, l’aver battuto l’”unanimismo” che ha messo in crisi il “finismo” ed anche il ‘berlusconismo’ e sarà uno dei motivi del non lontano ridimensionamento del grillismo. In un partito poi servono anche i pensieri diversi, sono sintomo di vitalità, alimentano il dibattito e dal confronto nascono le sintesi. Salvini è un grande leader che deve ora guidare l’Italia.
E quali sono gli scenari politici della Lega Nord che si aprono ora?
Beh, è una domanda che andrebbe rivolta a Salvini, non a me, che sono poi un semplice consigliere locale di Noi con Salvini. E poi credo sia fondamentale attendere il Congresso Federale della Lega del prossimo 21 maggio. Io posso solo dire che, a mio modesto avviso, ha fatto bene come segretario federale a non arrivare alle elezioni con un mandato in scadenza: così avrà ancor più autorevolezza nel dare le linee politiche, organizzative ed elettorali. Inoltre anche un bambino sa leggere i numeri: Salvini ha preso in mano un partito un po’ malandato, travolto da qualche scandalo, e l’ha portato oggi a misurarsi con Forza Italia, da pari a pari. Non mi sembra poco. Se penso a cosa hanno fatto invece Fini e i suoi colonnelli che la destra l’hanno distrutta…
Ok, ma domani si arriverà allora a una Lega 'nazionale', a un nuovo partito di destra?
Guardi che non credo sia la cosa giusta chiedere a Salvini di fare un nuovo partito di destra: relegandolo poi a destra, da dove neanche peraltro proviene, lo si etichetterebbe e limiterebbe, quando uno dei tanti meriti di Salvini è anche quello di aver messo le prime basi, insieme a Giorgia Meloni, per la nascita di un grande blocco sociale, all’interno del quale tante anime potrebbero ritrovarsi, compresi coloro che provengono da un’esperienza di destra, ma non solo.
Allora possiamo parlare di una Lega Nord che abbandona l’indipendentismo e si scopre nazionale?
Nessuno deve rinnegare nulla, chi lo fa in politica poi finisce sempre male. Si tratta, sempre a mio avviso, di riattualizzare il problema delle autonomie: se la Sicilia, ma anche la Sardegna, il Friuli e la Valle d’Aosta, fino alle province autonome di Trento e Bolzano, hanno uno statuto speciale, perché un cittadino lombardo o veneto non può chiedere altrettanto? Fosse per me lo concederei anche a Roma, che oltre agli onori si sobbarca anche parecchi oneri di essere Capitale. E ancora, va costruito un progetto vero anche per il centro-sud, magari una federazione di soggetti che, riconoscendosi in una comune leadership, sottoscrivano dei punti, per esempio, su Europa, fisco, sicurezza e immigrazione.
Così fosse, il movimento da cui lei proviene, Riva Destra, nato nel 1993 come circolo di Alleanza Nazionale e oggi presente in molte regioni italiane, potrebbe allora confluire?
Premesso che sono nato con Riva Destra ed è la mia famiglia politica da sempre, mi domando, se ancora hanno un senso le parole destra e sinistra (la vera divisione oggi è tra sovranisti e mondialisti semmai), il primo luglio ci sarà l’annuale riunione della Direzione nazionale e i dirigenti di Riva Destra discuteranno serenamente e liberamente. Voglio solo ricordare che quando ho aderito insieme ai miei amici romani a Noi con Salvini per fare ‘l’ala destra’, l’allora commissario regionale del Lazio, il capogruppo leghista al Senato Gian Marco Centinaio, pubblicamente non mi ha chiesto di lasciarla, tutt’altro, volle, attraverso la mia nomina nel coordinamento romano e la mia candidatura, dare un segnale di attenzione a Riva Destra tutta. Purtroppo nel resto d'Italia non è accaduto lo stesso. Io penso di aver ricambiato tale fiducia con lealtà e la correttezza che contraddistinguono Riva Destra, ma anche tramite i numeri con i quali sono stato poi eletto. Vedremo.
Lei è considerato un lepenista, non a caso un anno fa è stato al fianco di Marion Le Pen nella sua trasferta romana dello scorso anno: è una linea che però è stata sconfitta nelle urne francesi e anche in Italia si torna a parlare di centro moderato. E infine la stessa Marion ha annunciato il ritiro dalla politica.
A me non pare che ci sia stata una totale sconfitta, anzi, Marine le Pen è arrivata al ballottaggio, si sono dovuti mettere insieme, come in un gran fritto misto, centrodestra e centrosinistra per sbarrarle la strada all’Eliseo. Marine è l’antisistema, il Front National è il primo partito in Francia e per la prima volta ha anche stabilito alleanze con altri partiti, domani cambierà nome, ma la ricetta è sempre la stessa. Il domani appartiene agli identitari, in Usa, in Russia, in Europa. Su Marion, le posso dire che non credo affatto a un suo ritiro definitivo. Se poi di fronte agli impegni politici ha davvero scelto di fare la mamma “a tempo pieno” ha tutta la mia ammirazione, o meglio, ‘chapeau’.

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venerdì 9 dicembre 2016

“Chi è di Destra punti su Salvini Premier”.

Parla Fabio Sabbatani Schiuma, leader di Riva Destra: 'Diamo appuntamento a Roma il 22 gennaio 2017. Lavoriamo per un grande blocco sociale, identitario, sovranista e federalista'.
Fabio Sabbatani Schiuma può essere considerato ormai uno dei protagonisti della destra sociale romana. Il leader di Riva Destra, infatti, ha sulle spalle tanti anni di consiglio comunale a Roma, tra il 1997 e il 2013, prima come vicepresidente del gruppo di AN, poi come vicepresidente del Consiglio Comunale e infine come Indipendente di Destra, dopo la sospensione dal partito voluta da Gianfranco Fini nel 2007. Nasce politicamente nel Fronte della Gioventù, entra in An ed è stato uno dei fondatori e portavoce romano de 'La Destra'. Dopo una breve parentesi di riavvicinamento al PdL, alle ultime amministrative del giugno scorso è stato candidato 'in quota Salvini' come Presidente del Municipio V, a sostegno di Giorgia Meloni: un territorio difficile e storicamente di sinistra, dove però Schiuma ha ottenuto il 22% per la coalizione. Inoltre il suo schieramento partitico, Noi con Salvini, che in tutta Roma è al 2,7%, qui ha ottenuto il 4%. A marzo scorso è stato il promotore e l'organizzatore della visita di Marion Le Pen a Roma (nella foto).
Tornato a Roma dopo un tour in tutta Italia per il No al referendum, lo abbiamo raggiunto in piazza Santissimi Apostoli, a manifestare contro un bando pubblico della Prefettura, che stanzia 103 milioni di euro per accogliere 8.074 richiedenti asilo.
"Si, nelle ultime settimane ho partecipato a molti dei tanti eventi promossi da Riva Destra. Un modo anche per testare l'ottimo stato di salute, ossia la coesione e il radicamento, del nostro movimento che, voglio anche qui puntualizzare, non è e non sarà mai uno dei tanti partiti. Riva Destra è infatti un progetto, una speranza per i tanti 'orfani' della destra italiana".
Progetto per fare e speranza di cosa? Nel frattempo state con la Lega e con Noi con Salvini.
"Noi siamo nati come primo circolo di An, ma mentre quest'ultima è morta e sepolta, noi siamo ancora vivi e vegeti. Il progetto è ora quello di trovare il modo, lo spazio politico, per continuare le nostre battaglie di destra sociale. Per questo a Roma il 22 gennaio prossimo abbiamo dato appuntamento una serie di realtà comunitarie e militanti. Con Noi con Salvini ci stiamo dove ci aprono le porte. E ricambiamo con militanza, idee e risultati elettorali, come a Roma".
Voi volete che Matteo Salvini ricostruisca la destra italiana?
"No, il punto è proprio questo. Io non mi aspetto, ma neanche lo chiedo a Salvini di costruire un partito di destra. Credo invece che lui sia il candidato premier ideale per rappresentare uno schieramento non più 'arcorecentrico' e sia anche il leader perfetto per costruire un grande blocco sociale, identitario, sovranista, federalista e alternativo alle sinistre, basato sull'esperienza del Front National. In questo contenitore vogliamo trovare cittadinanza politica per le nostre idee e per i nostri valori".
E in concreto come può avvenire tutto ciò oggi che Salvini è ancora il segretario della Lega Nord?
"Senza un movimento radicato a sud di Roma infatti non si va da nessuna parte e Salvini lo ha capito da tempo: senza rinnegare nulla, ha superato la secessione rieditando e attualizzando il federalismo del Professor Miglio, parlando comunque di difesa dei confini nazionali, di diritti degli italiani e, soprattutto, di sovranità popolare da riconquistare, in Italia, in Europa e nel mondo: Brexit e la vittoria di Trump, ci dicono che siamo sulla strada giusta".
Si, va bene, ma ancora non mi ha risposto alla domanda di come, in concreto. E aggiungo, i primi risultati elettorali, Nord a parte, sono stati modesti.
"Bisogna dare contenuti organizzativi agli slogan. Dobbiamo costruire quel progetto che il centro-sud aspetta e che lo renda protagonista. Ma non si può realizzare tutto e subito. La prima Lega, come lo stesso M5S, non è che hanno preso all'esordio percentuali a due cifre. L'importante è non fermarsi alla pesca delle occasioni:  l'emergenza immigrati, gli attentati, la crisi, senza strategia non portano altro che alla fragilità delle posizioni".
Di politiche dei veti ne è lastricata Roma però... Lei per anni è stato definito il delfino di Storace.
“Come non lo so. E con Storace ne abbiamo subiti tanti di veti, da Fini alla nascita de La Destra, da Alemanno nel ballottaggio del 2008, fino a quelli, sempre ingiusti, che lo hanno tenuto fuori alle scorse elezioni dall'alleanza per Giorgia Meloni. Di Francesco, ossia l'uomo più processato d'Italia (altro che Berlusconi), ma rimasto con le fedina penale immacolata, conosco pregi e difetti: dei secondi non parlo, ma tra i primi ci sta una grande capacità trainante e organizzativa. Con lui a capo, An fu il primo partito a Roma, si vinsero elezioni provinciali, regionali e politiche. Sono stato al suo fianco per anni, con lealtà e fedeltà, ma come nelle migliori famiglie, ci stanno pure le separazioni. Credo di poter dire che l'affetto è rimasto, anzi si è rafforzato. E poi, mai dire mai...". 

mercoledì 27 aprile 2016

Gian Marco Centinaio: CHIARIMENTO SENZA DUBBI !

Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega al Senato e coordinatore di Noi con Salvini a Roma e nel Lazio, non si dimetterà dal suo incarico nella Capitale. A chiarirlo è lui stesso in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook. "Leggo di mie presunte dimissioni come coordinatore di Noi con Salvini a Roma e nel Lazio -scrive Centinaio - Amici, non preoccupatevi, non vi libererete così facilmente di me. Resto fermo al mio posto e corro insieme a tutti Voi per vincere."
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venerdì 18 dicembre 2015

PD E M5S VI PRESENTANO: L'INCIUCIONE-CAN-CAN !

PD E M5S VI PRESENTANO: L'INCIUCIONE-CAN-CAN!PD E M5S VI PRESENTANO: L'INCIUCIONE-CAN-CAN!
Posted by Noi con Salvini on Giovedì 17 dicembre 2015
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lunedì 30 novembre 2015

Il "furore leghista" per il Campidoglio. Noi con Salvini, la Lega sposa RivaDestra.

INSIDE. Chi è Fabio Sabbatani Schiuma, il super indipendente di destra che il primo dicembre ha organizzato via sms una "riunione alla carbonara" per studiare la strategia del Carroccio in viat delle Comunali. Seduti a tavola Buttafuoco, Storace, Aurigemma e Lollobrigida.
Pietrangelo Buttafuoco
La data è il primo dicembre, il locale è in pieno centro, il nome resta volutamente top secret, ma quello che dall'sms inviato "agli amici che non possono mancare", sta diventando qualcosa in più di un "farci gli auguri di Natale e brindare per questo nuovo incarico".
Il mittente è il 46enne Fabio Sabbatani Schiuma, consigliere comunale per quasi 15 anni a Roma, da sempre all'opposizione, di Rutelli, di Veltroni e dello stesso Alemanno, sospeso da Alleanza Nazionale per diretta mano di quel Gianfranco Fini, per il quale Schiuma aveva mosso i primi passi nel Fronte della Gioventù, costituendo un comitato per la sua corsa a sindaco nel 1993. Un politico da strada, da battaglie scomode e senza peli sulla lingua, di certo non un seguace del tanto di moda 'politically correct'.
Talmente tanto "indipendente di destra", come si è definito nell'ultima consiliatura fatta in Campidoglio, che la "sua destra" se l'è costruita pian piano da solo. Riva Destra, primo storico circolo di quella che fu Alleanza Nazionale, è oggi un vero movimento nazionale di destrorsi, fino a ieri senza più riferimenti. Schiuma infatti è stato da pochissimi giorni arruolato dalla compagine di Matteo Salvini nel suo coordinamento romano. Quella Lega che sta cercando di sbarcare nel centro sud, spogliata del verde padano e vestita del più rassicurante blu, come il cielo, e giallo, come il sole, di 'Noi con Salvini'.
Così, dopo il non felice primo approccio orchestrato quasi alla cieca dal senatore Raffaele Volpi, l'altro Matteo, anche qui quello politicamente scorretto, ha spedito nella capitale e nel Lazio tutto, uno dei suoi fedelissimi: Gian Marco Centinaio da Pavia, attuale capogruppo al Senato e volto rassicurante dei lumbard, spedito sistematicamente in tutti i dibattiti politici televisivi - ormai si danno il cambio lui e il suo omologo alla Camera Max Fedriga. Centinaio, calmo e sempre sorridente all'apparenza, si sta dimostrando molto rigido nelle scelte: giù dal carro, o meglio dal Carroccio, quelli che vorrebbero usarlo come taxi e arruolati i cosiddetti samurai della politica, fedeli seppur scomodi, ma comunque ruspanti e di rottura evidente col passato.
E così pare che a degustare "penne all'arrabbiata - mai pietanza fu così azzeccata - vino e torta", si ritroveranno non solo i nuovi coordinatori romani (le due "Barbara", Mannucci e Saltamartini, la giornalista di stretta osservanza salviniana Iva Garibaldi e Souad Sbai, oltre a Schiuma stesso), i neoresponsabili delle province romana e laziali (Pierluigi Campomizzi e Umberto Fusco), fino anche al presidente nazionale Angelo Attaguile, deputato siciliano, ma anche molti e autorevoli esponenti del centrodestra romano.
Secondo i rumors infatti, nella cornice di un centinaio di buoni amici diFabio Sabbatani Schiuma, si noteranno Antonello Aurigemma, capogruppo di Forza Italia in regione Lazio, Francesco Lollobrigida, di Fratelli d'Italia, fino allo stesso Francesco Storace de la Destra. Non mancherà di certo il giornalista Pietrangelo Buttafuoco, che pure si sta spendendo in tutta Italia per rafforzare il progetto di Riva Destra - Mille Patrie di Schiuma stesso. E allora, va da sé, che vicino al brindisi augurale, si parlerà anche di Roma, di come affrontare le prossime elezioni amministrative
Il padrone di casa nega, "è solo una serata con chi mi è stato vicino nei momenti belli, ma soprattutto in quelli brutti e con chi mi sta dando questa grande fiducia. Gli invitati di altri partiti? Sono quelli che mi hanno chiamato per farmi i complimenti". La sorpresa incombe. 

da Affari Italiani

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venerdì 6 novembre 2015

SCHIUMA:GRAZIE A CHI MI VUOLE BENE, SONO FELICE E ORGOGLIOSO.

Fabio Sabbatani Schiuma
"Noi con Salvini" a Roma Scelto il coordinamento.
- Non ho grandi commenti da fare e di parole poi gli italiani sono stufi da tempo. Preferisco che per me a parlare siano domani i fatti. E proprio con i fatti concreti mi impegno a ripagare la fiducia che il Presidente Gian Marco Centinaio ha voluto riporre in me. Ringrazio quindi lui, Matteo Salvini che ci mette nome e faccia, il circuito Mille Patrie con Pietrangelo Buttafuoco e infine i miei amici di Riva Destra, che - insieme alla mia famiglia - mi hanno sostenuto nei momenti belli, ma soprattutto in quelli difficili, e che stanno ora facendo di questo storico movimento una splendida comunità militante in tutta Italia: una realtà destinata a crescere, ora e finalmente in questa nuova casa che ci ha aperto le sue porte. Per il resto, prometto solo tanto impegno ed entusiasmo, lealtà e correttezza. 

Fabio Sabbatani Schiuma 

QUI L'ARTICOLO SU "IL TEMPO".

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