venerdì 30 novembre 2012

Professionisti con ufficio in casa: come detrarre i costi

Le norme sulla deducibilità dei costi nel caso di uso promiscuo di un immobile, come abitazione e come sede per le attività professionali. di Francesca Vinciarelli
Lavoro da libero professionista, lavoro in mobilità, consulenze: sono diverse le situazioni in cui i lavoratori possono avere la necessità di avere l’ufficio nella propria abitazione.
Ufficio in casa:
detrazione del 50%
dei costi di gestione
Le spese sostenute per lo studio professionale in casa possono essere portate in deduzione ma solo dai titolari di partita IVA in fase di dichiarazione dei redditi. (Fonte PMI)
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ASSESTAMENTO, SCHIUMA: OTTENUTO +40% FONDI PER CASE AGLI ITALIANI

(OMNIROMA) Roma, 30 NOV - "Sono soddisfatto e orgoglioso di aver ottenuto un incremento quasi del 50% dei fondi destinati all'emergenza alloggiativa e sarà dato entro Natale un tetto a diverse famiglie italiane a cui una casa spetterebbe per requisiti e graduatoria: ho deciso così, nella nottata, di ritirare in blocco tutti i miei 2135 ordini del giorno, peraltro sottoscritti anche dal mio e collega Pierluigi Fioretti, segretario romano de 'La Destra' e di astenermi poi nella votazione dell'assestamento di bilancio".
Lo dichiara il consigliere comunale Fabio Sabbatani Schiuma, capogruppo de 'll Trifoglio - Popolo della Vita'.
"Voglio ringraziare - continua Schiuma - per aver costruito una mediazione a fronte di circa 40 ore di votazione che sarebbero servite per i miei o.d.g., andando certamente oltre la scadenza prevista per legge, i colleghi Gramazio, capogruppo PdL, Pomarici, presidente dell'Assemblea capitolina, Guidi, presidente della commissione bilancio e l'assessore Lamanna: tutti abbiamo mantenuto la parola data e permetteremo a diverse famiglia italiane di passare il Natale sotto un tetto.
Voglio altresì - conclude Schiuma - permettermi un consiglio al sindaco Alemanno a fronte dei 15 milioni di euro dedicati invece a stranieri e nomadi: una giunta di destra non dovrebbe considerare uno sforzo quello che ho chiesto, ma un atto dovuto, come chiede da tempo il 'Movimento sociale per la Casa (MSE)".
red301227 NOV 12
Fabio Sabbatani Schiuma
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mercoledì 28 novembre 2012

ASSESTAMENTO BILANCIO, SCHIUMA: "NUMERI INSPIEGABILI, ITALIANI DISCRIMINATI"

Ferma opposizione alle spese pazze !
Fabio Sabbatani Schiuma
(OMNIROMA) Roma, 27 NOV - "Dalla commissione che si è tenuta questa mattina, alla presenza dell'assessore Carmine Lamanda, i numeri che emergono da questo assestamento di bilancio sono inspiegabili: o qualcuno li modifica, oppure sarò costretto a ricorrere a qualsiasi strumento, compresi quelli di ostruzionismo, e si rischia di andare tutti a casa dopo il 30 novembre".
Lo dichiara in una nota il consigliere capitolino Fabio Sabbatani Schiuma, presidente del gruppo 'Il Popolo della Vita - Trifoglio'.
"Leggo - continua la nota - di 3.288.185 milioni di euro spesi per l'emergenza minori provenienti solo dal nord Africa, per un totale di 10.000.000 milioni di euro, di altri 5.000.000 di euro per l'assistenza nei campi nomadi, ma poi per le famiglie in emergenza alloggiativa risultano disponibili solo 955.000 mila euro, in ordine alle politiche abitative. Nulla contro - conclude la nota - i minori stranieri e contro i nomadi ma alle famiglie di italiani, che sono senza un tetto e alle quali spetta un alloggio perché in graduatoria, viene continuamente risposto che non ci sono case e che non ci sono soldi neanche per mandarli nei residence. Tutto ciò è vergognoso".
red 271515 NOV 12
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lunedì 26 novembre 2012

Dibattito sul futuro dell'Europa

Il 2013 sarà l'Anno europeo dei cittadini. A vent'anni dall'introduzione della cittadinanza europea, l’evento ha un duplice intento: illustrare quanto finora realizzato e rispondere alle aspettative future dei cittadini. L’anno europeo è stato istituito con la decisione del Parlamento europeo e del Consiglio, su proposta dalla Commissione. Gli eventi previsti punteranno a illustrare le politiche e i programmi esistenti e spiegheranno ai cittadini come beneficiare direttamente dei diritti dell’Unione. Inoltre, verrà lanciato un ampio dibattito pubblico sull’Unione europea del futuro e sulle riforme necessarie per migliorare la vita quotidiana dei cittadini europei.
Il 2013 coincide con il ventesimo anniversario della cittadinanza dell’Unione, introdotta con l’entrata in vigore del trattato di Maastricht nel 1993. Sempre nel 2013 verrà pubblicata la seconda relazione sulla cittadinanza dell’Unione, con la quale la Commissione presenterà altre iniziative per eliminare gli ultimi ostacoli al pieno godimento dei diritti legati alla cittadinanza. Mancherà solo un anno alle elezioni europee del 2014: un occasione ideale, dunque, per lanciare un grande dibattito sul futuro dell’Europa.

In preparazione dell’anno europeo la Commissione ha condotto, tra il 9 maggio e il 9 settembre 2012, un’ampia consultazione pubblica per rilevare i problemi incontrati dai cittadini nell’esercizio dei diritti legati alla cittadinanza europea. I contributi ricevuti, attualmente in fase di esame, contribuiranno alla relazione sulla cittadinanza europea, che sarà pubblicata il 9 maggio 2013.

L’anno europeo sarà ufficialmente inaugurato il 10 gennaio 2013 a Dublino con un dibattito pubblico, in concomitanza con l’inizio della presidenza irlandese del Consiglio. Sono previsti dibattiti pubblici aperti a tutti i cittadini, che si terranno dovunque nell’Unione. I primi dibattiti si sono già tenuti in Spagna, Austria e Germania e altri seguiranno nel 2013.

Sfruttando al massimo gli strumenti e il materiale disponibili (siti internet, portali, video, opuscoli, eventi ecc.), l’anno europeo lancerà una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione che intende far conoscere gli strumenti partecipativi e informativi esistenti nelle diverse lingue (Europe Direct, La tua Europa, SOLVIT, Interactive Policy Making, diritto d’iniziativa dei cittadini europei, petizioni) in grado di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini e di incidere sulla vita di tutti i giorni. La Commissione opererà in stretta collaborazione con le altre istituzioni dell’Ue, con le autorità degli Stati membri (nazionali, regionali e locali) e con le organizzazioni della società civile.

Per l’occasione le principali organizzazioni della società civile europee hanno stretto un’alleanza, la European Year of Citizens 2013 Alliance, che collabora con la Commissione quale partner strategico in rappresentanza della società civile.

In Italia sono previsti quattro appuntamenti. Un primo evento avrà luogo a Napoli il 30 novembre alla presenza del Commissario per l'occupazione, gli affari sociali e l'integrazione Lazslo Andor. Il pubblico presente verrà invitato a formulare osservazioni e domande riguardo alle politiche Ue per l'occupazione.

Il secondo appuntamento, incentrato sul tema della protezione dei valori del modello sociale europeo e della sicurezza dei cittadini, avrà luogo a Torino il 21 febbraio 2013 alla presenza della commissaria agli Affari interni Cecilia Malmstroem. Sarà Pisa ad ospitare il terzo e ultimo incontro, dedicato all'uso sostenibile delle risorse, che si svolgerà il 5 aprile 2013 alla presenza del commissario responsabile per l'Ambiente Janez Potocnik. In occasione della festa dell'Europa, il 7 maggio 2013, si svolgerà infine a Trieste un grande evento finale con la vicepresidente Viviane Reding.

Fino a mercoledì 28 novembre i cittadini italiani potranno trasmettere le proprie domande su Twitter (@europainitalia; #dialogocittadini), nonché commenti e osservazioni al commissario Andor, responsabile per l'occupazione.  Le domande più frequenti o quelle retwittate verranno rivolte direttamente al Commissario durante l'evento del 30 novembre a Napoli, e il Commissario risponderà in diretta.

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domenica 25 novembre 2012

Schiuma dice NO all'ATAC !

Nell'Assemblea Capitolina c'è una voce "Fuori dal Coro" !
di Fabio Sabbatani Schiuma
ORGOGLIOSO di essere stato l'UNICO CONSIGLIERE CONTRARIO all'affidamento 'in house' all'ATAC del trasporto romano. LEGGETE cosa scrive FERPRESS nell'editoriale: "Maggioranza e opposizione dell’assemblea capitolina votano per l’in house di ATAC. E’ la scelta giusta?
Maggioranza e opposizione a braccetto per votare nel Consiglio comunale di Roma la delibera che affida alla propria municipalizzata ATAC (il cosiddetto affidamento “in house”) i servizi di trasporto pubblico locale per un periodo di sette anni.
Il Partito Democratico Romano ha convocato una conferenza stampa per spiegare i motivi della decisione di votare insieme alla maggioranza la delibera, anche se con “molte riserve” per i ripetuti fallimenti della gestione Alemanno nei riguardi dell’azienda cittadina. E quindi giù il solito elenco dei continui disservizi subiti dai cittadini (una verità che nessuna persona che utilizza i mezzi pubblici potrebbe mai sognarsi di mettere in discussione, perché è esperienza comune che ogni giorno è – se possibile – peggio), delle scelte sbagliate sul bilancio e sui vertici dell’azienda, del prezzo pagato a causa delle assunzioni clientelari e via via dicendo, inanellando qualche ulteriore cifra sulle voragini di bilancio che si aprono nel già deficitario fronte finanziario dell’azienda, gravata da un debito record a livello nazionale.
La giustificazione non detta è che probabilmente l’alternativa sarebbe un fallimento dell’azienda; ma un affidamento “in house” per un periodo di sette anni (approfittando, oltretutto, di una “finestra” aperta dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla disciplina dei servizi pubblici), costituisce una decisione che va contro tutto quanto si va dicendo nei convegni a proposito di concorrenza e liberalizzazioni e che è in aperta e palese contraddizione con quanto previsto (con la pomposa giustificazione che dovevano servire a far “crescere l’Italia”) dai decreti del Governo Monti (che ha l’appoggio anche del PD) nel settore del trasporto pubblico locale. Una tale scelta (presa oltretutto all'unanimità per paura o per reciproca convenienza) non può non fare impressione e induce a chiedersi se per i partiti non valga di più il voto delle corporazioni (qualsiasi esse siano) rispetto ai “sacri principi” affermati nelle tavole rotonde e nei consessi dove occorre farsi belli con le parole.
Al di là delle questioni di merito (che pure esistono e sono importanti), la scelta appare miope perché si rivolge ancora una volta alla salvaguardia di presunte riserve di voti, laddove invece la partita delle forze politiche si svolge oramai nel rapporto con i cittadini e con ciò che si riesce a dare ai cittadini in termini di servizi, di qualità dei servizi stessi eccetera eccetera. Ed è naturale chiedersi, a questo punto, quale sarà l’opinione dei cittadini (ma anche – giusto per aggiungere una provocazione – di un sincero liberalizzatore come il segretario dello stesso PD Bersani) dopo aver appreso che, per sette anni, avranno a che fare ancora con “questa” ATAC (perché, se il buongiorno si vede dal mattino, ovviamente nulla cambierà, nonostante le promesse).
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