lunedì 12 novembre 2012

e-Book e Sciocchezze Informatiche !

In primo piano
di Mario Cammarata
Lo schermo "retroilluminato", l'ePub per riprodurre l'originale...
Quale ebook reader, se l'informazione è disinformata?
Sugli ebook e sugli ebook reader si leggono tante sciocchezze, come accade spesso quando la stampa non specializzata si occupa di tecnologie. Il servizio su Repubblica del 2 novembre scorso è un capolavoro del genere.
L'ebook è una novità che interessa tutti quelli che leggono libri. Non occorre essere esperti di tecnologie: l'uso di un ebook reader è facile come quello del telecomando del televisore. Forse ancora più facile. Anche per questo gli apparecchi per leggere i libri elettronici si stanno diffondendo rapidamente e gli editori si muovono per non farsi sfuggire di mano il mercato.
E' un argomento di attualità, che l'informazione "generalista" non può ignorare. Infatti di ebook e di e-reader si parla e si scrive dovunque. Spesso a sproposito.
Ora lo sciocchezzaio sta raggiungendo dimensioni preoccupanti, perché può generare confusione nei lettori che cercano di capire qualcosa di questa e altre novità.
E' una vecchia storia: i giornalisti specializzati, o solo competenti, sono malvisti nelle redazioni. Insopportabili saccenti, rompiballe. Il "vero" giornalista è capace di trattare qualsiasi argomento, no? In ogni caso c'è sempre in giro qualche precario al quale affidare la vile materia delle tecnologie. Magari a due euro al pezzo.
Il risultato sono i "servizi" come quello pubblicato il 2 novembre scorso su Repubblica.it, intitolato Ebook reader per leggere digitale - Ecco come scegliere il più adatto. Un testo non firmato, che fa una confusione incredibile tra i modelli e ignora del tutto i due elementi decisivi per la scelta di un reader: lo standard del formato dei testi e i servizi on line per l'acquisto e la gestione dei libri (una caratteristica per tutte: la sincronizzazione della lettura tra diversi dispositivi).
Dall'articolo si può passare a quattro modelli "in esame", con altrettante fotografie e didascalie che contengono un'impressionante collezione di inesattezze.
Si incomincia con il Kindle:
Il classico dei classici è il Kindle di Amazon, disponibile in due versioni, una con schermo non touch e il Kindle Papwerwhite, che sostituisce ai comandi fisici un controllo a sfioramento su uno schermo retroilluminato per leggere al buio.
Bastano pochi secondi per verificare sul sito di Amazon che le versioni proposte in Italia sono quattro e che per il Paperwhite la consegna è prevista a febbraio 2013, se lo ordini ora. Ma il suo schermo non è "retroilluminato": la caratteristica essenziale dei nuovi reader è proprio l'illuminazione frontale della pagina.
Si passa al Kobo, lanciato in Italia pochi giorni fa da Mondadori:
Kobo è il reader di Mondadori, disponibile in tre versioni, Koboglo, Kobotouch e Kobomini... Lo schermo è di livello, basato sulla tecnologia a inchiostro elettronico Pearl. La versione base (Mini) è wifi (79 euro), la Glo è retroilluminata (129 euro) e la Touch riunisce tutte le caratteristiche nel prodotto top di gamma (99 euro), tranne la retroilluminazione. Da notare come il Kobo non sia legato a nessun negozio di libri elettronici e possa accedere a un catalogo di un milione di libri gratis, e la compatibilità con molteplici formati di documento.
Tutto sbagliato. Il Kobo Mini non è la versione base, non ha lo schermo in tecnologia Pearl e non è il solo wi-fi. E' semplicemente un lettore più piccolo degli altri, poiché ha lo schermo da 5". Per completezza di informazione, si dovrebbe dire che costa come il Kindle base, che però ha lo schermo da 6". Che il Kobo non sia legato a nessun negozio di libri è inesatto: come tutti i reader per lo standard ePub ha un negozio "preferenziale" e in più un sistema di protezione particolare (kepub). I libri gratis sono a disposizione di qualsiasi reader, non costituiscono una particolarità del Kobo. Infine anche il Glo non è "retroilluminato", come il Kindle Paperwhite.
Terza foto, terza didascalia. Ora tocca al Biblet di IBS:
Biblet è il reader di Telecom Italia, che può accedere al negozio Cubostore ma anche ad altri. Costa 99 euro, è più ingombrante del Kindle base ma ha il touchscreen e la tastiera, e può essere utilizzato per la lettura degli audiolibri grazie a un dispositivo sonoro integrato. Per le caratteristiche, il prezzo è proporzionato. Peccato che il negozio a cui è collegato il Biblet si chiami Cubolibri, che anche altri reader possano (in teoria, come il Biblet) accedere a negozi diversi e che il "dispositivo sonoro" sia un lettore di musica in formato MP3 e altri.
La carrellata si conclude con il Leggo di IBS:
Tre versioni anche per il Leggo di IBS, da 99, 149 e 199 euro. L'offerta è simile a quella di Amazon per il modello che incorpora la connettività 3G, gratis su rete Tim. Il display offre 16 livelli di grigio ed è disponibile anche una versione touch, esiste una funzione per la lettura in vivavoce dei libri e la riproduzione di MP3 integrato. La memoria può essere espansa con schede Micro SD, e il lettore dispone di collegamenti USB e Bluetooth. Anche qui apertura a tutti i formati e supporto della tecnologia Epub, per mantenere lo stile delle pubblicazioni originali.
Prima lacuna: non si dice che il modello da 199 euro ha lo schermo da 9", importante motivo per la scelta, dal momento che il Kindle DX non è più in vendita. Poi non c'è un solo modello touch, ma tutti e tre funzionano con l'apposito stilo. Che è anche la caratteristica più importante del Leggo, perché consente di scrivere a mano e prendere appunti sullo schermo. Insomma, mancano proprio le informazioni che possono orientare la scelta su questo apparecchio.
Formidabile la descrizione della "tecnologia Epub, per mantenere lo stile delle pubblicazioni originali". Si tratta invece del formato di rappresentazione dei testi digitali ed è comune a tutti gli ebook reader attuali, con l'eccezione del Kindle.
A questo punto mettiamoci nei panni di una persona che non sa nulla di ebook e legge l'articolo sull'autorevole quotidiano. Che cosa capisce?
www.studiostampa.com

1 commento:

  1. ...e da questo articolo cosa capisco??? Che l'altro era da ignoranti?? Ma anche questo non mi ha aperto le porte della saccenza... mi è sembrata solo una critica giornalistica non un chiarimento sui veri aspetti degli ereaders... o forse era un pettegolezzo e io l'ho preso per un pezzo giornalistico??? Allora chiedo venia... Io personalmente se faccio una critica è perchè ho delle argomentazioni da presentare, ma soprattutto che la mia critica è dovuta al fatto che io "ne capisco" e metto nero su bianco tutto ciò che il lettore in effetti vorrebbe sapere... Facile criticare la vicina di casa che stende le lenzuola grigie e non rendersi conto che sono i vetri di casa nostra sporchi....

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