martedì 16 novembre 2010

Dove sta andando il nostro Pianeta ?

Il rapido incremento della popolazione mondiale, che secondo le stime passerebbe dagli attuali 6,5 miliardi di persone a circa 9,1 miliardi entro il 2050, potrebbe avere "gravi conseguenze sulla sicurezza" non solo per un paese o una regione, ma per il mondo intero, secondo quanto dichiarato in un nuovo rapporto delle Nazioni Unite (Onu). La crescita della popolazione globale - specialmente nel mondo povero e affamato dei paesi più poveri - "crea problemi di sicurezza nazionale, come conflitti civili e terrorismo", dichiara il Population Institute con sede a Washington, in un rapporto pubblicato in coincidenza con la Giornata mondiale della popolazione. Lo studio, intitolato "Coltivare l'insicurezza: le conseguenze del rapido incremento della popolazione sulla sicurezza globale", sottolinea che la crescita della popolazione comporta forti aumenti di giovani, una rapida urbanizzazione e penuria di risorse, tutti fattori di insicurezza e instabilità.

"Folti gruppi di giovani disoccupati, combinati con città sovraffollate e lo scarso acceso alla terra coltivabile e all'acqua, genera una popolazione adirata e frustrata rispetto al proprio status quo, e perciò più suscettibile di ricorrere alla violenza per cambiare la situazione", avverte lo studio. Si prevede che gran parte dell'incremento avverrà nei 50 Paesi meno sviluppati (PMS), giudicati i più poveri tra i poveri, dove i tassi di fertilità possono arrivare a otto figli per donna. Il documento, scritto e coordinato da Katherine Weiland, funzionaria per la politica pubblica presso il Population Institute, prevede che la popolazione di alcuni PMS, tra cui Afghanistan, Burkina Faso e Uganda, triplicherà nei prossimi 50 anni.
Anwarul K. Chowdhury, sottosegretario generale e alto rappresentante per i Paesi meno sviluppati, dichiara che sebbene le dimensioni complessive della popolazione nella maggior parte dei PMS non siano ampie, l'alto tasso di crescita in molte di queste nazioni "costituisce un serio limite ai loro sforzi verso lo sviluppo". "La lotta contro la povertà, la fame e le malattie intrapresa dai PMS è seriamente ostacolata dal rapido aumento della popolazione e dai suoi effetti che si 'trascinano' su tutti i loro obiettivi di sviluppo sociali ed economici", ha detto Chowdhury all'IPS. Riconoscendo in pieno questo fatto, il Programma d'azione di Bruxelles per lo sviluppo dei PMS in questo decennio dedica un'intera sezione alle questioni della "popolazione" nel quadro della costruzione di capacità umane e istituzionali, ha aggiunto. "Possono generarsi ribellioni e altre manifestazioni di tensione politica tra i gruppi di giovani che cercano di cambiare l'attuale sistema politico", ha detto all'IPS Werner Fornos, presidente del Population Institute.
Oggi, quasi il 40 per cento della popolazione mondiale ha meno di 20 anni. Tra questi, l'85 per cento vive nel mondo in via di sviluppo, dove c'è scarsità di posti di lavoro, di risorse e di opportunità educative, ha aggiunto. Fornos ha anche menzionato il National Intelligence Council Usa, comitato di consulenza della Central Intelligence Agency (CIA), secondo cui una vasta popolazione giovane rischia di minacciare gli interessi Usa in Afghanistan, Colombia, Iraq, Messico, Pakistan, Arabia Saudita e West Bank e Gaza. Il funzionario ha poi osservato che ampi programmi di pianificazione familiare, come parte di una strategia di sviluppo integrata, ridurranno i rischi per la sicurezza associati al rapido incremento della popolazione.
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Thalif Deen

(Grazie alla redazione di Inter Press Service News Agency - IPS)

PER APPROFONDIRE
Population Institute http://www.populationinstitute.org/
Office of the High Representative for LDCs http://www.un.org/special-rep/ohrlls/ohrlls/default.htm
UN-Population Fund http://www.unfpa.org/


IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

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