venerdì 30 ottobre 2009

Metodo Martinotti (Charmat) o Metodo Classico (Champenoise) ?!

Metodo Martinotti (Charmat) o Metodo Classico (Champenoise) !
Quanti conoscono la differenza ?

Quando chiediamo uno Spumante ad un Wine-Bar o ad un Ristorante e ci rivolgiamo ad una persona con un minimo di preparazione, dovremmo stare attenti se alla nostra richiesta di uno Spumante Metodo Classico (Champenoise) viene servito un Prosecco o alla richiesta di un Prosecco Metodo Martinotti (Charmat) viene servito un Brut Classico.

Tentiamo di fare chiarezza sulle differenze che contraddistinguono questi due metodi di spumantizzazione (Metodo Classico e Metodo Martinotti) che in Francia vengono denominati (Metoto Champenois e Metodo Charmat).

Fu il casalese Federico Martinotti, direttore per l’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti, ad inventare negli anni venti il metodo di rifermentazione controllata in grandi recipienti, poi adottato dal francese Charmat.
Il francese Eugène Charmat costruì e brevettò tale attrezzatura, da qui il doppio nome, Metodo Martinotti-Charmat.

Il Metodo Martinotti permette di ottenere spumanti, spesso dolci, dalle caratteristiche note fruttate, per mezzo di recipienti a tenuta stagna tipo Autoclave. Questo metodo ha trovato larga diffusione in quanto più idoneo alla produzione di vini spumanti utilizzando vitigni aromatici o fruttati (Moscato o Prosecco). Infatti la lunga sosta su lievito tipica del Metodo Classico o Champenoise nuocerebbe all’espressione del profumo dei vini derivati dai suddetti vitigni. Le uve utilizzate possono essere quelle del metodo classico ma visto che il metodo ottiene colori più tenui, paglierino con vena verdolina, sapori più freschi e meno strutturati, profumi meno intensi, le uve più apprezzate sono il Moscato, il Prosecco, la Malvasia e non per ultima il Brachetto.

La sostanziale differenza è la spumantizzazione o meglio la presa di spuma che per il Metodo Martinotti (Prosecco) avviene in Autoclave (grande cisterna di acciaio, ermetica, che resiste alla pressione di 6-9 Atm, col controllo della temperatura, per poter gestire meglio la lavorazione), mentre per il Metodo Classico avviene in bottiglia. Per entrambe le lavorazioni viene preparata una base di vino fermo alla quale viene aggiunto il (liquore di tiraggio) costituito da vino base più lieviti selezionati e zucchero di canna, la quantità dello zucchero dipenderà dalla pressione che si vorrà far raggiungere allo spumante (ogni 4 grammi litro salirà un’Atm). I lieviti, nutrendosi dello zucchero, produrranno l’anidride carbonica (bollicine).

Inoltre a questa differenza ritenuta essenziale per la diversificazione dei due metodi esistono altre differenze che andranno a dare un contributo importante alla caratterizzazione organolettica dei due prodotti finali.

Nel Metodo Martinotti il tempo di spumantizzazione è breve (pochi mesi), viene fatto sotto controllo della temperatura e una volta spumantizzato e filtrato è pronto per l’imbottigliamento e la commercializzazione.
Nel Metodo Classico il tempo della fermentazione e più lungo, spesso vengono assemblate più annate e più vini per la base da spumantizzare, viene aggiunto il liquore di tiraggio (lieviti selezionati e zucchero) ed imbottigliato col tappo a corona per effettuare poi la sucessiva stappattura per l’eliminazione del deposito formato dai lieviti nel collo della bottiglia. Le bottiglie una volta tappate vengono accatastate e messe in orizzontale per un periodo da 1 a 4 o più anni. Dopo la Sboccatura (Degorgement) dove si eliminano i depositi, per ripristinare il livello giusto in bottiglia si procede all’aggiunta del liquore di spedizione (vino base con un grado zuccherino diverso) per distinguere lo spumante tra Brut, Extra Dry, Dry ecc. in aggiunta a questo vino base, qualche azienda, per dare al prodotto un carattere personale, aggiunge una piccola dose si distillato.

Da tutto ciò si può dire che un Prosecco è un vino più semplice, da bere spensieratamente, più fresco nei gusti e nella temperatura di servizio, fruttato, floreale con sentori di mela, pera, fiori d’acacia, bevuto come aperitivo, mentre il Metodo Classico è uno spumante più impegnativo, complesso, che può essere anche da tutto pasto, con sentori di frutta matura, agrumi, frutta esotica, floreale, crosta di pane e lieviti.

Bè, ora direi di passare all'assaggio, prima di un Prosecco di Cartizze (Collina di Eccellenza)
e poi di un Grande Brut Metodo Classico.

Un evviva per il bere consapevole, come sempre,
la Qualità è nemica della Quantità.

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